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Indocina: fascino coloniale, lusso contemporaneo

Rolls-Royce_Fleet_Night_
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La giungla avvolge i tempi millenari di Angkor Wat così come il sole del tramonto dipinge di arancione i tempi buddisti di Vientiane e Luang Prabang. L’Indocina è natura, arte e architettura. Ma è anche una tradizione antica di ospitalità e cura del corpo che inesorabilmente affascina i visitatori. A partire dagli hotel del periodo coloniale.
Tra i miti dell’ospitalità indocinese The Oriental (oggi Mandarin Oriental) ha un posto di sicuro spicco. E’ stato tra i primi hotel a essere costruito in Indocina. Siamo nella seconda metà dell’Ottocento. In Europa è ormai la stagione dei Palace e dei Grand Hotel ma in Oriente ancora si stenta a trovare una camera e l’unica alternativa per i viaggiatori è essere ospite di qualche dignitario del luogo. Nel 1884 H.N. Anderson, l’armatore danese che poi fondò la East Asiatic Company, decise che era tempo per Bangkok di avere un hotel per i visitatori stranieri. La progettazione fu affidata ad architetti italiani. All’inaugurazione partecipò tutto il bel mondo dell’epoca e da allora divenne un must per chiunque si recasse nella capitale thailandese. Ancora oggi The Oriental non delude.
Inaugurato nel 1929 il Raffles Le Royal di Phnom Penh è stato da allora il punto di incontro di tutti coloro che hanno visitato la Cambogia e l’Indocina. Di gran lunga il migliore hotel della zona, assieme al Grand Hotel d’Angkor (anch’esso appartenente alla Raffles), allo Strand di Yangoon o al Metropole di Hanoi. Dopo un lungo periodo di oblio seguito alla partenza dei francesi e ai periodi di guerra civile nel 1997 l’hotel è stato riportato ai trascorsi fasti dalla Raffles. L’atmosfera e il décor sono rimasti e valorizzati, una nuova ala è stata aggiunta sul retro. Il ristorante serve cucina francese e khmer in una atmosfera rarefatta. Le portate sono accompagnate dalle note di un  bravo  pianista in smoking e il servizio è semplicemente impeccabile.
Non è poi così lontano in tempo quando i primi idrovolanti della Pan Am atterravano nella baia di Hong Kong. I passeggeri non potevano che “scendere” al Peninsula, l’ancora di salvezza di tutti gli occidentali e allora il miglior albergo ad est di Suez. Quei voli denominati “clipper” rivivono oggi nella Sky Lounge dell’hotel. Qui si arriva con l’elicottero quando non si vuole salire sulle nuovissime Rolls-Royce Phantom che attendono all’aeroporto. C’è molto di unico in questo irrinunciabile hotel coloniale che ha saputo accrescere nel tempo il suo fascino mantenendo un servizio di assoluta eccellenza. Ma c’è di più. Quello che in molti alberghi e resort è un semplice susseguirsi di massaggi e tristi piatti di verdura al The Pen, il Peninsula Wellness è un trionfo dei sensi. Un articolato programma lanciato dalla catena (e quindi offerto in molte delle proprietà sparse nel mondo) all’insegna del piacere più che della rinuncia. Teso a soddisfare le richieste degli ospiti più esigenti che desiderano seguire anche fuori casa uno stile di vita salutare caratterizzato da cibo ipocalorico, attività fisica, magari con l’aggiunta di quel relax ormai così difficile da conseguire.  Si tratta di un programma altamente personalizzabile che coinvolge la cucina innanzi tutto (vedi i piatti indicati in menu come Naturally Peninsula), quindi l’attività sportiva alla palestra per terminare nella spa, studiata in collaborazione con Espa.(Ovidio Guaita, direttore di Resorts.it)
resorts.it

Tags: Viaggi di lusso

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