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Unipro, i cosmetici resistono alla crisi

Fabio Franchina
Fabio Franchina

I dati congiunturali relativi al secondo semestre 2009 presentati da Unipro, l’Associazione italiana delle imprese cosmetiche, hanno attestato che il consumo dei cosmetici in Italia, nonostante la crisi ecomomica, non si ferma. Il calo globale è stato infatti dello 0,9 % rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente (+ 0,7%) per un fatturato di quasi 8.250 milioni di euro contro gli oltre 8.320 milioni di euro del 2008. I consumi totali di cosmetici nel 2009 in Italia si attestano sui 9.100 milioni di euro. «I segnali di ripresa sono ancora deboli» ha dichiarato Fabio Franchina, presidente di Unipro. «L’indebolimento della propensione all’acquisto sembra una costante che caratterizzerà anche i primi mesi del 2010. Ma i beni cosmetici e quelli relativi alla cura della persona, i secondi più importanti dopo il food in Italia, sono diventati un bene di uso quotidiano, potremmo dire “più indispensabili” rispetto al passato. Per questo il mercato in Italia ha tenuto».  Tra i vari comparti, infatti,  nella seconda parte del 2009, la grande distribuzione è cresciuta del 2,4%, l’erboristeria del 2,5% e la farmacia del 2,7%. Il canale delle profumerie invece è calato dell’ 3,8%. Un segnale che favorisce i prodotti masstige rispetto a quelli prestige. Un dato preoccupante riguarda le esportazioni che hanno subito un calo del 4,7%, pesantemente condizionato dalla caduta dei consumi in quasi tutti i mercati di riferimento che, più dell’Italia, sono penalizzati dalle incertezze sui livelli occupazionali oltre che da indebolimenti finanziari. Male anche le importazioni che si attestano a un meno 7,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le aziende  hanno dichiarato, seppur in un momento di ridimensionamento strutturale dell’intera economia, di voler mantenere costante l’occupazione e di rallentare ma non rinunciare agli investimenti in comunicazione e in ricerca e sviluppo.  L’indagine qualitativa svolta dal Centro Studi di Unipro ha evidenziato come aspetti positivi i seguenti aspetti: fedeltà della clientela, buona conoscenza del marchio, ricerca di qualità da parte del consumatore, un buon ritorno dei lanci dei prodotti. Gli aspetti negativi invece sono maggiormente legati ai pesanti costi di produzione, agli insoluti e al peggioramento dei pagamenti del trade oltre che una diminuzione dei consumi da parte del consumatore. Secondo il 50% degli intervistati la ripresa avverrà tra 12 mesi; inoltre il 63% dichiara che per agevolare la ripresa le aziende devono rivedere le proprie strategie di investimento e di promozione. «Il settore della cosmesi nei momenti di crisi è quello che ne è sempre uscito meglio perchè il consumatore italiano non rinuncia ai prodotti legati al benessere» ha dichairato Giuseppe Schirone di Prometeia, l’associazione che elabora previsioni sull’economia italiana e internazionale.  Opinione condivisa anche dal 46% degli intervistati. (Serena Burioni).

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