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The Ides of March al Festival del Cinema di Venezia
Grande prova di George Clooney che, nella duplice veste di attore protagonista e regista, all’apertura del 68esimo Festival del Cinema di Venezia strappa lunghi applausi durante la proiezione per la stampa del suo The Ides of March (il quarto diretto e interpretato dall’attore). Un quadro nitido e coerente del mondo torbido della politica, fatto di compromessi e ambiguità, raccontato in maniera egregia.
La pellicola, ambientata all’interno della compagine politica democratica, con minuzia certosina distrugge pezzo dopo pezzo la maschera perfetta di un candidato alle primarie per la presidenza degli Stati Uniti e dell’intera sua squadra. Tutti disposti a scendere a biechi compromessi pur di ottenere fama, ricchezza e gloria.
Un cast di tutto rispetto per un film che convince e appassiona la critica: Paul Giamatti nel ruolo dell’antagonista capo comunicazione dei Repubblicani, Marisa Tomei, Philip Seymour Hoffman, Evan Rachel Wood, nella parte di una stagista incorruttibile (l’unica che non scenderà, forse, a patti col diavolo, macchaindosi del peccato di connivenza) e uno straordinario Ryan Gosling, giovanissimo attore canadese che con questa ennesima superba interpretazione si è guadagnato un posto nell’Olimpo del Cinema.







