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Cannes 2011, le Palme d’oro dell’eleganza

Bianca Balti con parure di smeraldi De Grisogono
Bianca Balti con parure di smeraldi De Grisogono

E’ tempo di bilanci. La Croisette comincia a svuotarsi della folla di celebrities che, con i loro abiti di seta frusciante, i profumi costosi e le risate argentine, l’hanno popolata e il red carpet, su cui si è svolta la parata di volti del cinema e dei socialites di tutto il mondo, è stato arrotolato e riposto in soffitta in attesa di essere riutilizzato il prossimo anno.
Come previsto da buona parte della critica cinematografica, che l’aveva atteso per anni, la Palma d’oro è andata a The tree of life di Terrence Malick con Brad Pitt, Sean Penn e l’attrice emergente Jessica Chastain. Il regista noto per la sua proverbiale timidezza non si è presentato a ritirare il premio e Brad Pitt ha seguito il suo esempio. Al posto di regista e protagonista hanno fatto la loro comparsa sul palco i produttori: “Terrence è molto felice ma non è qui perché è una persona umile, timida e vuole che per lui parli l’opera, non è affatto bravo e adatto a stare in pubblico” hanno affermato.
Il premio come migliore attrice è stato assegnato a Kirsten Dunst, interprete di Melancholia di Lars Von Trier, il regista danese che con le sue affermazioni filonaziste ha turbato la raffinata compostezza del Festival, dichiarando antipatia nei confronti di Israele e comprensione verso l’operato di Hitler. Pronte le scuse di Trier che, tuttavia, non sono state sufficienti a sedare le polemiche. In una nota, infatti, si legge: “La direzione del festival ne prende atto e diffonde le scuse di Lars von Trier, ma sottolinea che non accetterà mai più che il festival divenga la sede per simili proclami”.
Benché i favoriti fossero Sean Penn e Antonio Bandieras, il premio come migliore attore è andato a Jean Dujardin che ha interpretato il ruolo di un divo del cinema muto nel film The Artist, del regista Michel Hazanavicius. Il premio giuria è andato a Polisse di Maiwenn Le Besco, regista-attrice francese, e miglior regista a Nicolas Winding Refn per Drive.
Caporetto, invece, per gli italiani che, nonostante grandi applausi, non sono riusciti a strappare nemmeno un premio. Se ne tornano a casa a bocca asciutta, dunque, sia Nanni Moretti con il suo Habemus Papam che Paolo Sorrentino con This must to be place. E se Cannes non è stata molto generosa con i cugini d’Oltralpe, lo saremo noi assegnando un premio speciale alla divina Bianca Balti, top model lodigiana ventisettenne, in assoluto tra le più belle ed eleganti, nel suo candido abito bianco di Alberta Ferretti, con opulenta parure di smeraldi firmata De Grisogono, di cui Bianca è testimonial. Il bagliore dei gioielli è forse un po’ troppo, ma a Bianca, con il suo abito morigerato e la sua candida bellezza, si può perdonare tutto. Avrà, invece, vinto la Palma d’oro come migliore attrice, ma certamente non per la mise Kirsten Dunst. In un abito di Chanel haute couture che non metteva in risalto la sua corporatura minuta, l’attrice è sembrata quasi fuori posto, sommersa dagli strati di tulle rosa della gonna con orli asimmetrici, appesantita ulteriormente dalle poco discrete scarpe con ruches sulla punta di Valentino.
Palma d’oro per l’eleganza va a Raphael Personnaz, che ha indossato uno smoking nero in seta con profili ton sur ton di Louis Vuitton. Inappuntabili anche Gaia Bermani Amaral, in abito da sera blu notte con accenti azzurri di Roberto Cavalli e scarpe Sergio Rossi, Karolina Kurkova, ai cui lobi scintillavano pendenti di Cartier, Roberta Armani, Aishwarya Rai e Penolope Cruz in Armani. Benché l’attrice spagnola abbia osato un abito rosso rubino, rischiando di mimetizzarsi con il tappeto, il vestito, dalle linee semplici e affusolate, in tessuto di seta lucida e cangiante, valorizzava molto il suo incarnato olivastro e i suoi tratti mediterranei.
Ci aspettavamo un look più stravagante, in conformità con l’eccentricità del personaggio, da Anna Dello Russo, editor at large di Vogue Japan, che per l’occasione ha scelto di mantenersi molto sul sobrio, con un romantico vestito in tulle e piume di Alberta Ferretti, osando soltanto con il copricapo: una veletta con spighe e rose bianche. (Pinella Petronio)

Festival di Cannes, www.festival-cannes.com

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