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Vacheron Constantin, tornano i mestieri d’arte

L’orologio “Bambou et Moineau” - Take to suzume.
L’orologio “Bambou et Moineau” - Take to suzume.

Al Salone di Ginevra Vacheron Constantin presenta la sua nuova collezione dedicata ai mètiers d’art, ai mestieri d’arte. Dopo l’Hommage aux Grands Explorateurs e Les Masques, Vacheron Constantin ha presentato al Sihh 2010 Métiers d’Art – La symbolique des laques, una collezione che apre un nuovo nuovo orizzonte nell’abbinamento delle tecniche orologiere con quelle decorative e propone per la prima volta una collezione Métiers d’Art dove una parte della produzione giunge da un altro continente, considerato che dietro al misterioso termine di maki-e si cela il fiore all’occhiello delle tecniche antiche e tradizionali della lacca giapponese.Vacheron Constantin aveva da tempo in progetto di abbinare maki-e e orologeria. All’idea, però, mancava la scintilla che le avrebbe permesso di prendere vita. Questa scintilla è arrivata dalla maison Zôhiko (fondata a Kyoto nel 1661), che  si è messa in contatto con Vacheron Constantin nell’autunno del 2007 per studiare la possibilità di una collaborazione dopo aver visto la collezione Les Masques. Fedele allo spirito della collezione Métiers d’Art, la serie di orologi Métiers d’Art – La symbolique des laques si declinerà in un periodo di tre anni; ogni anno sarà presentato un nuovo cofanetto di tre orologi in serie limitata, realizzato in soli venti esemplari.
Ogni “capitolo” presenterà motivi di quadranti realizzati con la tecnica del maki-e e selezionati  nell’immenso serbatoio di simboli delle tradizioni artistiche d’Estremo Oriente. Ogni motivo, sia esso ispirato al mondo animale, vegetale o minerale, è portatore di significato e può essere abbinato a un altro motivo: le figure divine o eroiche sono associate agli animali, gli animali alle piante, le piante alle virtù o alle qualità astratte, ecc. Spesso questi motivi rimandano a opere letterarie, poesie o leggende.
Da un punto di vista orologiero, Vacheron Constantin ha scelto il calibro ultra-piatto 1003 per animare la serie di segnatempo. Si tratta di una versione scheletrata del movimento costruito in oro 14 ct. Per esaltare l’armonia dell’insieme e per far sì che il lavoro del maki-e godesse di tutto lo spazio che merita, Vacheron Constantin ha addirittura optato per un trattamento al rutenio che – addolcendo la naturale lucentezza dell’oro – regala all’orologio un effetto tra i più eleganti. I vetri zaffiri su entrambi i lati permettono di ammirare le rifiniture, in particolare il lavoro di anglage, realizzate nei laboratori della manifattura di Ginevra. Quanto alla cassa, tonda e di apparente semplicità, è stata disegnata seguendo linee di esemplare sobrietà, sconfinando nella purezza assoluta ed essenziale e rispettando così lo spirito zen della collezione Métiers d’Art – La symbolique des laques.
Il primo cofanetto  declinerà il tema della longevità nella tradizione dell’Estremo Oriente con “Les Trois amis de l’hiver” – Saikan no sanyû – il pino, il bambù e il susino. Questo classico trio del simbolismo cinese ha ben presto attraversato le frontiere per giungere in Giappone, dove è tanto popolare quanto nel paese d’origine. Grazie alla loro capacità di resistere ai rigori dell’inverno, i “Trois amis de l’hiver” rappresentano innanzitutto la longevità. In senso lato, sono anche associati alla lealtà di un’amicizia che supera i momenti difficili, simboleggiati dall’inverno. I pini sono venerati per la loro età e la loro forza. Sono anche tenuti in grande stima per via del fatto che mantengono il loro colore verde anche durante la stagione invernale. Il bambù, dal canto suo, è visto come un perfetto gentiluomo, elastico di fronte ai cambiamenti ma senza mai abbandonare il suo ideale: subito dopo la tormenta ritrova la sua posizione iniziale. Mentre il susino è rispettato perché è il primo albero a fiorire ancora nel cuore dell’inverno ed è anche l’albero da frutta a vivere più a lungo. L’ideale, per i letterati cinesi e giapponesi, è essere “forti come un pino, resistenti come il bambù e puri come il susino”.
Ognuno dei “Trois amis de l’hiver” è abbinato a un uccello, a formare tre coppie. Il vecchio pino è legato alla gru, il cui candore ricorda la somma degli anni. Il bambù è associato al passero, la cui instancabile attività simboleggia la vitalità del vegetale che rinasce sempre. Infine, il susino e l’usignolo sono rappresentati insieme perché entrambi celebrano l’arrivo della primavera, il primo con i suoi fiori precoci e il secondo con il suo canto.  La scelta di queste tre coppie di motivi è stata operata insieme da Vacheron Constantin e Zôhiko. Ogni orologio è dotato di un doppio quadrante in lacca lavorato con la tecnica maki-e. Il motivo principale del vegetale sulla parte superiore dell’orologio è abbinato al motivo dell’uccello sulla parte inferiore, lato polso. Anche in questa scelta Vacheron Constantin ha seguito una tradizione giapponese, considerato che numerosi oggetti di lacca giapponese sono decorati anche sulle superfici nascoste, all’interno dei coperchi, per esempio, o sul fondo delle scatole.

www.vacheron-constantin.com

Tags: Salone di Ginevra, Vacheron Constantin

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