Luxury Market

Orologi di lusso, ottimo investimento alternativo

Un orologio di Richard Mille
Un orologio di Richard Mille

Chi l’avrebbe mai detto che un Rolex degli Anni Settanta potesse conservare il proprio valore nel tempo e anzi essere rivenduto a un prezzo più alto, magari all’asta con offerte da migliaia di euro? In effetti gli orologi di lusso possono rivelarsi, oltre che un acquisto gratificante, anche un buon investimento, che a volte permette persino di guadagnare cifre considerevoli. Nel clima di incertezza che avvolge la salute dell’economia mondiale i mercati finanziari passano con assoluta disinvoltura da una vampata di euforia a un attacco di panico; di fronte a una situazione del genere chi ha un portafoglio di investimenti già vario può pensare di diversificare in un mercato alternativo come l’orologeria di alta gamma. Ma quali sono le regole per lanciarsi in questo tipo di affare? Qualche suggerimento e un paio di avvertimenti arrivano da Michele Mengoli, direttore di Revolution, trimestrale dedicato all’orologeria con un’edizione italiana che si affianca alle altre dieci presenti in tutto il mondo, con alle spalle il più grande gruppo editoriale specializzato nel settore: «La scelta migliore – dice – è comprare il prodotto che ci piace e ci emoziona di più. Nel 2008 paragonando l’andamento dei più diffusi strumenti di investimento (Bot, pronti contro termine, obbligazioni) degli ultimi quindici anni con le tre o quattro aste più importanti al mondo, un netto vantaggio è andato clamorosamente in favore dell’orologeria, con i pezzi più importanti che si sono rivalutati anche del 500 per cento. Non solo le marche di altissima gamma, come Patek Philippe o Vacheron Constantin, ma anche prodotti di fascia diversa come Omega hanno spuntato quotazioni fino a 30, 40mila euro. Il valore-orologio, quindi, hapagato molto». E’ bene però frenare gli entusiasmi, perché non basta acquistare un orologio costoso per essere certi di aver fatto un buon affare: «Bisogna saper scegliere e non puoi essere sicuro che sia un prodotto vincente, ma in alcuni casi puoi contar sul fatto che il mercato lo tenga in considerazione. In generale, per male che vada, un orologio meccanico di altagamma al di sotto del 60% del prezzo di listino non va mai». Alcune firme però offrono più sicurezze ehanno dimostrato buoni margini di apprezzamento: sono i nomi noti e di grande prestigio, come Patek Philippe, Vacheron Constantin, Audemars Piguet «che hanno superato il Novecento e in qualche caso arrivano dall’Ottocento; e ormai hanno una forza che li rende solidi, magari perché fanno parte diun grande gruppo
internazionale. I loro prodotti – spiega Mengoli – sono una sicurezza anche per il fatto che la casa sopravvive e continua a fornire pezzi di ricambio e assistenza, che è unodei problemidell’orologeria». Negli ultimi anni si sono aggiunti altri marchi con ottime quotazioni, come A. Lange & Sohne, un antico produttore tedesco tornato in attività dopo un lungo stop a causa della Seconda Guerra Mondiale e il Muro di Berlino. Insieme a queste manifatture ci sono poi realtà come Rolex e Omega che non passano mai di moda; a questi si sono aggiunti anche nomi nati negli ultimi dieci anni,mache si sono imposti con prodotti di grande qualità, come Richard Mille. «Il rallentamento nelle vendite degli ultimi anni
ha portato anche una grande pulizia: hanno tenuto i nomi più solidi e sono sopravvissuti solo i prodotti con un contenuto reale importante, sia sotto il profilo tecnico sia estetico».
Ma perché un orologio si rivaluta di più e come si fa a prevedere il successo di un determinato modello? «Gli orologi si apprezzano per mille aspetti, anche la semplice emozione, com’è successo per il Daytona d’epoca. Non aveva le caratteristiche per diventare proprio un mito, però ha unito un impatto estetico bello, contenuti tecnici validi e, per la prima
volta, il fatto di essere indossato da personaggi di richiamo. In generale fanno la differenza le caratteristiche tecniche: non tanto i materiali preziosi, quanto il contenuto che nasce da ricerca e sperimentazione. Poi conta anche far parte di una serie limitata, magari realizzata completamente amano, in trenta, dieci, cinque esemplari».
Il suggerimento numero uno per gli aspiranti investitori è consolidare le proprio conoscenze e crearsi una competenza personale attraverso le riviste di settore, i libri dedicati all’orologeria e anche i forum in Rete, cui partecipano anche maestri orologiai e veri esperti. Fondamentale, poi, è individuare un concessionario serio e affidarsi ancheal suo consiglio: se tratta anche l’usato può essere utile quando si decide di cambiare orologio. «La cosa più lungimirante – dice Mengoli – è comprareunprodotto che ci emoziona e ci piace portare al polso. Se si vuole scommettere su una rivalutazione è il caso di puntare su unprodotto nuovo, ma – in un’ottica di investimento finanziario – senza superare il10%del portafoglio». Alcuni modelli, infatti, si sono rivalutati in modo sensibile e ci sono stati exploit clamorosi; nel frattempo però la produzione è cambiata e i quantitativi immessi sul mercato sono ben più grandi. Si possono trovare, comunque, ottimi prodotti a partire da 4, 5mila euro; l’altagammaè attorno ai 10 mila euro e il prodotto estremamente sofisticato, magari rifinitoamano, sale ancora di più. Attenzione, però: anche in caso di rivalutazione, non è sempre facile realizzare il guadagno. Per comprare un altro orologio la permuta è molto diffusa, ma se si vuole incassare il contante «ci sono tre strade: proporlo a qualcuno che lo valuti e lo venda all’asta; rivolgersi a un negoziante di fiducia; o andare
sui forum e proporlo a un eventuale acquirente online». Investire sì, quindi, ma con la consapevolezza che le quotazioni – come in ogni mercato – possono salire, ma anche scendere.(Alessandro Condina)

Tags: A. Lange & Sohne, Rolex, Vacheron Constantin

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