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Maximilian Büsser: alta orologeria, coraggio e innovazione
«L’industria dell’alta orologeria ha vissuto negli ultimi cinque anni un periodo di decadenza simile a quello dell’Impero Romano. Chiunque poteva comprare un movimento Eta, trovare una storia “cool” e vendere centinaia o migliaia di orologi d’acciaio ad un prezzo doppio rispetto a un orologio d’oro di Patek Philippe». L’analisi è di Maximilian Büsser, enfant prodige dell’alta orologeria che dopo aver visto Jaeger-LeCoultre decuplicare la sua produzione come responsabile di prodotto a 31 anni è diventato generale di Harry Winston (facendo lievitare il fatturato del 900% in sette anni) e a 38 anni ha aperto la sua manifattura di alta orologeria concettuale, MB&F, Maximilian Büsser & Friends. Un progetto particolare la cui filosofia è riunire ogni anno un piccolo gruppo di creativi, artigiani e maestri-orologiai indipendenti, scelti tra i giovani talenti dell’industria, al fine di creare una prima mondiale di orologeria concettuale. Un’esperienza unica di cui Maximilian Büsser parlerà a Techno Luxury 2009, il summit sull’economia del lusso dell’International Herald Tribune che si svolgerà all’hotel Ritz Carlton Berlino il prossimo 17-19 novembre. Un convegno che analizza come la rivoluzione digitale stia cambiando il mondo del lusso e come la crisi economia abbia cambiato equilibri e scenari, come spiega Büsser: «Ci sono dei brand che hanno aumentato del 20% i loro prezzi ogni anno, su modelli identici. Tutti sono un po’ impazziti. Ora c’è un ritorno alla normalità, al reale valore intrinseco e alla vera creatività. No so se questo sia meglio o peggio, ma certamente i veri valori tecnici e le vere emozioni date dalla creatività saranno il prossimo mantra».
Alta orologeria e rivoluzione digitale: pensa che le manifatture hanno capito che internet può avere un ruolo importante nel comunicare i loro prodotti?
Non penso che l’abbiano capito in molti, usano internet ancora come se fosse carta stampata. E’ come usare un computer come una macchina per scrivere. In Internet è necessario che ognuno gestisca la sua immagine perché se non lo fai, altri lo faranno senza che tu lo sappia. Internet, i forum, i social media sono delle opportunità fenomenali per dialogare con fans e consumatori senza i folli investimenti delle boutique “reali” in cemento e mattoni. Posso dire che non mi sarebbe stato possibile creare MB&F senza internet. Dato che noi non facciamo pubblicità è grazie al buzz generato dalla comunità internet, dai portali e dai blog che ci ha imposto in primo piano sulla scena senza che nemmeno ce ne accorgessimo. Un esempio? Abbiamo lanciato solo quattro mesi fa la nostra pagina su Facebook http://www.facebook.com/MBandF e abbiamo già superato i duemila fans. Ma per raggiungere questo risultato io stesso aggiungo notizie ogni tre giorni e rispondo personalmente a tutti i commenti e alle domande. C’è un prezzo da pagare, ma è umano, non finanziario. E sono molto felice di pagarlo.
Tra i nuovi mercati del lusso (Cina, Sud America, India) qual è quello che considera più importante per MB&F nei prossimi anni?
I nostri orologi sono destinati a quei mercati maturi che però hanno il coraggio di sperimentare, non come accade in molti paesi europei dove sono molto conservativi e vivono guardandosi allo specchio. I nuovi mercati come Cina e Sud America non saranno i nostri primi bacini di nuovi clienti per qualche tempo. Un cliente ha bisogno di avere prima i suoi Rolex, poi i suoi Patek e quindi almeno un paio di altri brand indipendenti prima di avere il coraggio di entrare nel nostro mondo. Da quello che ho notato – e ho incontrato molti nostri clienti – sono persone che conoscono molto bene il mondo dell’orologeria da un punto di vista tecnico e i movimenti, ma sono annoiati dalle “solite cose” che l’industria dell’orologeria ha sfornato negli ultimi 100 anni. Questi innovatori sono i nostri clienti, devo ancora incontrare un cliente di MB&F che non conosce l’orologeria e ha comprato solo d’impulso.
Da dove prende l’ispirazione per disegnare i suoi orologi?
Dalla mia vita e dalla mia infanzia. Quando siamo bambini siamo centinaia di volte più creativi che da adulti, perché non ci sono i “lacci” della razionalità, della fattibilità, dell’economia. Da bambini si vivono delle emozioni molto più forti, quando si è felici lo si è molto di più di un adulto e lo stesso quando si è tristi. Liberarsi di tutte le costrizioni che la vita adulta comporta è un modo per diventare iper-creativi.
E invece come riesce a trovare il perfetto mix tra valore tecnico ed estetica?
Onestamente non lo so. Realizziamo quello che abbiamo nella nostra mente. E quello che abbiamo in mente è un mix tra l’orologeria estrema e un design radicale. Nessuna di queste due parole può stare da sola nel mio vocabolario. Non solo interessato in un design di tendenza senza una vera essenza orologiera che lo sostenga.
Lei ha inventato il concetto di “horological machine”, “macchina orologiera”, portando la creatività e i valori tecnici nell’orologeria. Pensa che l’industria dell’orologeria abbiamo bisogno di maggiore creatività nel design dei suoi modelli?
Tra il 1909 e il 2009 (100 anni) i segnatempo sono rimasti praticamente invariati. E’ una cosa che non è accaduta in nessun altro settore nel nostro mondo. Noi abbiamo iniziato un percorso per creare quello in cui crediamo e che non esiste. La nostra avventura creativa ci sta portando su territori inesplorati. E’ come se tutti nel mondo dell’industria dell’orologeria stessero viaggiando sulla stessa autostrada mentre noi abbiamo deciso di accostare e ci avventuriamo nella giungla ai lati della carreggiata facendoci largo con il nostro machete. Non mi aspetto che molti capiscano né che ci seguano. Questo è il nostro viaggio personale, non vogliamo rivoluzionare il mondo, siamo qui per creare il nostro percorso artistico.
Per l’Horological Machine N°2 creata per Only Watch ha lavorato con Sage Vaughn. Ci sono altri artisti con i quali le piacerebbe collaborare in futuro?
L’incontro con Sage non solo è stato molto emozionante e ricco dal punto di vista creativo, ma è stato anche un vero piacere. Perchè? Perchè Sage vive per la sua arte, non è una persona che la usa a scopi commerciali. Voglio lavorare con altri artisti che siano dei veri spiriti creativi e che non seguano il marketing o le tendenze. Questa è una sottile linea chee troppe volte e troppo spesso viene superata oggi.(Jarvis Macchi)
mbandf.com
Per informazioni e per partecipare a Techno Luxury 2009








