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.normaluisa, la stilista Giorgiana Zappieri si racconta

sfilata .normaluisa
sfilata .normaluisa

Per molto tempo .normaluisa è rimasto un marchio della moda senza volto. Un po’ come lo stilista Martin Margela, di cui si sa solo che ama vestirsi di bianco, anche per questo brand, l’immagine della designer che si celava sotto questo nome dal vago sapore antico, è rimasto a lungo anonimo e misterioso. Lo scorso anno, però, Giorgiana Zappieri ha deciso di uscire allo scoperto. La stilista che nel frattempo ha vestito parte della buona società internazionale – da Sharon Stone a Charlotte Casiraghi – si divide tra New York, Milano e Verona ed ha aggiunto alla linea di abbigliamento anche una collezione di scarpe creata in tandem con il marchio di design Kartell Glue Cinderella, ossia delle ballerine in plastica .

Com’è diventata stilista di abiti visto che ha un background con studi in economia?
Matita alla mano e un corso di design all’Istituto Secoli.

Com’è avvenuta la sua entrata nel mondo del lavoro?
Dopo essermi laureata alla Università Cattolica di Milano in economia ho continuato per un anno a vendere negli uffici di mio padre ed ho fatto da assistente a Gigliola Maule, il suo braccio destro, una grande maestra. Poi ho deciso di aprire un “ufficetto”, una ex macelleria degli anni ‘50, senza pretese. Volevo conoscere bene le necessità dei clienti top mondo. Dunque, un’ottima scuola. Avevo 24 anni ed era il 2001.

Da dove ha tratto origine il nome NormaLuisa?
Norma è  il nome della mia nonna paterna mentre Luisa è sua sorella, la mia prozia. Stavano sempre insieme.

Perché  ha mantenuto l’anonimato per così tanto tempo?
Volevo che funzionasse il prodotto, mantenere il mistero non è stato intenzionale. Anche se, devo ammettere, che è stato una  fonte di curiosità. Risolto il giallo, spero che nessuno sia rimasto deluso!

Come definirebbe il suo stile?

Qualcuno lo ha definito easy -chic e io approvo in pieno

Che cosa ha rappresentato per lei la crisi economica?

La crisi è  un momento di grandi cambiamenti e in questi si possono presentare anche delle opportunità. .normaluisa cerca di cogliere tali opportunità fornendo un prodotto di qualità a prezzi corretti, soprattutto dando un gran servizio al cliente. La moda ha il compito di divertire, prima di tutto. Dunque cerchiamo di mantenere un mood sottilmente ironico.

Che cosa significa per lei la parola lusso?
Il vero lusso è libertà assoluta. Cerco nei limiti del possibile di attuarla liberandomi dalle schiavitù che la vita spesso impone. Viaggiare, ad esempio, è uno di quei modi per sentirsi liberi, che nutre l’anima e la creatività. Nello stile, penso si traduca nelle nostre stampe, sempre ispirate a luoghi lontani e in quel concetto dell’ easy -chic di cui parlavamo.

Da piccola lei ha conosciuto lo stilista Franco Moschino. Che ricordo ne ha?
Quando ho avuto il privilegio di conoscere un genio come Franco Moschino avevo circa 9 anni. Mio padre si è occupato della distribuzione del marchio per circa dieci anni. Adoravo andare da lui in ufficio durante i weekend. Così l’ho conosciuto. Direi che è uno dei ricordi più piacevoli che abbia è la sua risata al mio “Ciao Moschino”, la foto che ho fatto con lui in giardino e le bretelle che indossavo nella foto. Lui mi disse “Che belle bretelle, di chi sono?”. “Di Moschino, le hai disegnate tu. No?!”- risposi io-. E lui mi disse: “ Mie? Ah…” (Viviana Musumeci).

normaluisa.com

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Novembre 23, 2009 Giuliana

Ricordo con entusiasmo lo Studio Zappieri in San Babila.

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