Style
Z Zegna A/I 2012/13
Dicono che Paul Surridge, nuovo direttore creativo di Z Zegna al debutto con la sua prima collezione durante la Man fashion week di gennaio 2012, abbia le idee molto chiare. Dicono che lo stilista abbia lavorato puntando ad un’evoluzione tecnologica – innovazione sembra azzardato – rispettando il Dna della maison. Dicono.
A noi, piuttosto, è parso di vedere una prima prova confusa. Non brutta, ma confusa. Una collezione in cui elementi iconici dell’heritage di Jil Sander, brand in cui ha ricoperto il ruolo di head designer menswear poco prima di arrivare in Zegna, come i brillanti lampi di colore (blu elettrico, zaffiro, rosso-arancio, smeraldo) a contrasto con i classici blu navy, antracite, ebano, kaki, bordeaux, si mescolano ad impeccabili abiti dal gusto sartoriale marchio di fabbrica di Ermenegildo Zegna. Ermenegildo Zegna, appunto, non Z Zegna.
I tessuti sono sempre quelli bellissimi della maison biellese – tweed, lambs-wool, lana stretch e mohair – alternati o declinati a materiali tecnologici come il nylon, il techno jersey o la rete 3D, e declinati su cappotti dalle spalle ben costruite e arrotondate, su pantaloni asciutti che focalizzano l’attenzione sul busto, dove il punto vita si alza, sulle giacche 4 bottoni e i doppiopetti affusolati d’ispirazione anni ’20.
Una collezione confusa in cui lo spirito creativo che avevamo ammirato nel Paul Surridge di Jil Sander pare smarrito, insieme alla forte impronta che la mano di Alessandro Sartori era riuscito ad imprimere a Z Zegna, rendendolo un marchio riconoscibile e fortemente caratterizzato, che citava la tradizione della prima linea guardando con occhio lungimirante al futuro. Ma un artista non si giudica mai dalla sua prima prova. Surridge troverà la sua strada e ritroverà il suo genio apparentemente perduto.(Pinella Petronio)
Tags: ermenegildo zegna, Jil Sander







