Style
Prada S/S 2012
Appena una settimana fa, una sedicente escort, legata ad un giro di prostituzione che vede al centro dell’inchiesta il nostro Presidente del Consiglio, abusava del nome di Miuccia Prada affermando che “La bellezza è un valore e deve essere pagata. Non bisogna andare vestite con pezze da 100 euro, come minimo devi indossare abiti di Prada”. A questa donna Miuccia replica sul campo. Sul suo campo, la passerella, e con una dichiarazione, poco prima della sfilata, ai giornalisti che è una risposta forte ad un modo di pensare di certa fauna femminile: “Mi sono stufata di sentir parlare di durezza e di sessualità. Voglio dimostrare che la dolcezza è una qualità del femminile su cui occorre riflettere. Nella moda e quindi nella società”.
Con la sua collezione vuole abbattere lo stereotipo di una donna aggressiva e urlata e, soprattutto, affrontare l’uomo sul suo humus, distruggendo un simbolo iconico dell’essere maschio: l’automobile. Le sedute del front row infatti sono macchinine colorate in gommapiuma, che ritroviamo stampate sulle fluide sete delle gonne o sui pizzi macramè, e le scarpe sono dotate di catarifrangenti sul tacco e di ali cromate, simbolo di velocità. Su uno sfondo maschio si delinea la dolcezza di tessuti come cotone rébrodé, sangallo, chiffon plissé soleil o stampato, organza, seta, satin. La delicatezza delle plissettature, dei pizzi, dei colori tenui – il rosa candy, l’azzurro, il giallo pallido, il turchese chiaro –, dei soprabiti over in tessuto debrodé con maniche scivolate sancisce il trionfo della femminilità. Donna 1 Motori 0. Standing ovation, signori e signori, per Miuccia Prada.
Prada, www.prada.com
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