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L’uomo secondo la moda
Borchie per Prada, pantalone andino per Roberto Cavalli, camicia bianca impreziosita nel collo da paillettes per Gianfranco Ferrè e abiti da lavoro per Vivienne Westwood. Milano Moda Uomo mette in scena stilisti che osano con gli accessori ma con un occhio rivolto all’eleganza più classica.
Prada, uomo forte come il metallo
Borchie sulla cintura, applicate ai giubbotti di pelle, ma anche sulle scarpe, modello inglese, e sui pullover. Prada presenta un uomo grintoso, un tipo duro. Nella collezione autunno-inverno 2009/10 gli accessorio in metallo la fanno da padrona e compaiono per impreziosire ogni capo, dal capospalla (il cappotto prende il posto del piumino) al pantalone, dai maglioni alle scarpe. Quasi una lotta contro il “solito uomo” quello che indossa scarpe classiche, camicia bianca e abito grigio. L’obiettivo? Cercare di cambiare l’uomo che ‹‹però›› ha dichiarato Miuccia Prada ‹‹tanto non cambia mai››.
Roberto Cavalli punta sul pantalone etnico
Il pantalone è il pezzo forte del guardaroba: ha le ginocchiere e inserti di maglia e può essere a stelle, a quadretti ed etno-folk. Altri must della nuova collezione sono i dettagli da rockettaro applicati sulle cinture e sui giubbotti in pelle e i colli di pelliccia a “V” come fossero scialle portati sui maglioni stretti (molto tronista chic). Un po’ folk un po’ reality show, l’uomo di Roberto Cavalli si conferma eccentrico.
Westwood presenta il giardiniere
Madrina del genio creativo della moda, è sempre lei a posizionarsi sopra le righe. Questa volta anche perché Vivienne Westwood non era presente alla sua sfilata, causa un lutto in famiglia. Al suo posto è uscito dal backstage il compagno di sempre, Andreas (con parrucca), e Andy, il giardiniere della coppia che spinge una carriola. Su questo personaggio ruota la filosofa dell’uomo secondo Vivienne Westwood. Il giardiniere è un elemento “mutevole” della servitù, non è in servizio tutti i giorni. Non annoia. Come le sue camicie con le ruches, i completi da damerino, la gonna kilt, gli abiti da lavoro. Niente a che vedere con il business men che lavora troppo e tutti i giorni di più.
Il nuovo uomo firmato Gianfranco Ferrè
Dopo la morte dello stilista lombardo (il 17 giugno 2007), sfilano in passerella per la prima volta gli abiti Gianfranco Ferrè disegnati dai designer Tommaso Aquilano e Ruggero Rimondi. Giacche con spalle importanti, cappotti che si gonfiano su pantaloni stretti come una matita. Tutto molto celebrativo e teatrale. Come il collo in paillettes che impreziosisce la camicia bianca.
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Lo speciale Milano Moda Uomo
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