Style
Intervista ad Ennio Capasa di Costume National
È entusiasta e pervaso da una passione vera per il suo lavoro, Ennio Capasa, mentre ci racconta della nuova collezione Autunno/Inverno 2012/13 per Costume National Homme. Senza paura di risultare politicamente scorretto, non esita ad individuare quali siano i mali dell’Italia di questi tempi ed esorta ad una volontà forte di cambiamento, puntando sul coraggio di osare. Lui, dal canto suo, lo fa, portando sulla passerella una moda che non teme di stupire, che cita il passato guardando al futuro e che vuole essere un monito a sognare e a mettersi in gioco.
La moda uomo concede poco spazio all’inventiva degli stilisti. Come si può conciliare la paura di osare con un approccio più creativo?
Sappiamo che l’uomo preferisce muoversi nei territori che conosce, quindi è molto difficile coniugare i due aspetti. Noi crediamo di esserci riusciti, contaminando delle icone del guardaroba maschile, ad esempio il trench con il bomber, oppure mischiando due tessuti diversi. Questo, sa da una parte in qualche maniera lo tranquillizza, dall’altro lo rende sensibile alle innovazioni. Credo che al momento ci sia bisogno di ristabilire delle regole nuove, di sperimentare. L’uomo in cravatta, formale, dall’atteggiamento ingessato, ha esaurito anche politicamente il suo ruolo. Quell’uomo deve rinnovarsi e guardare a nuove realtà.
Nel concreto in che modo è riuscito a coniugare i due aspetti?
Ho lavorato molto rispettando le radici, perché credo che sia fondamentale partire da quelle. I colori preponderanti della collezione sono i classici grigi, i bordeaux e i verdi, i tessuti che ho scelto, invece, sono i check inglesi, gli occhi di pernice e più in generale ho privilegiato tutte le piccole fantasie. Nel contempo c’è molta innovazione. Mi piace mischiare il sartoriale con la tecnologia oppure sovrapporre i pezzi in modo che poi ciascuno possa scomporli e viverli come più preferisce.
Sembra che anche nella moda uomo ci sia un po’ una corsa al lusso…
Credo che il lusso sia una conseguenza naturale della qualità, che in Italia è una prerogativa essenziale. Lusso vuol dire esprime a pieno quella che è la cultura e la tradizione italiana. Tradizione che nasce nelle straordinarie diversità della nostra nazione, che si manifestano a 360 gradi, dalla moda, ai vini, al cibo. La capacità italiana di esprimere la qualità è una prerogativa importante. Lusso al giorno d’oggi è una parola un po’ obsoleta, è sinonimo di show off e di mera esibizione. Oggi, invece, c’è un ritorno alla qualità, quella vera, quella che solo in Italia sappiamo fare. Bisogna dimenticare il lusso ostentato e scintillante e puntare su capi e accessori fatti bene, che durino nel tempo.
Qual è il capo cult di questa collezione?
Il cardigan del nonno montato sul blazer. È un capo double-use, basta semplicemente rigirarlo al contrario e può essere utilizzato come una giacca.
In cosa possiamo vedere gli anni ’90 di Costume National Homme?
Quando ho iniziato a fare moda, l’ho fatto con la volontà di cambiare e di innovare. Quello che mi interessava, all’epoca come oggi, era essere bohémien and dreamer, volevo rompere con un’idea di moda uomo patinata, fatta di “spalle larghe”. Quindi, mi sono posto, benché sia un uomo e un professionista che stimo tantissimo, un po’ come l’anti Armani e ho cercato di dare all’uomo moderno la possibilità di sognare, cosa di cui c’è gran bisogno anche oggi. La mia moda è sempre sartoriale, ma è più libera. C’è bisogno di avere coraggio, di immaginazione. Anche in Italia abbiamo bisogno di farlo. Se non tiriamo fuori la nostra capacità di metterci in gioco e di osare, saremo destinati ad avere sempre un ruolo di secondo piano. È proprio per questo motivo che apro la mia sfilata con il bianco, colore inusuale per l’inverno, segno tangibile della volontà di rischiare ed aprire la mente.
Cosa dice a quanti sostengono che la moda uomo è solo da passerella ed è improponibile da indossare tutti i giorni?
Che hanno ragione. La mia collezione nasce dalla delusione dell’uomo nei confronti delle grandi maison, che sulla passerella propongono eccessi e poi in boutique hanno solo capi noiosi. Invece, quello che interessa a me è che ciò che porto sulla passerella deve essere usato e vissuto davvero.
I diamanti sono i migliori amici delle donne, quali i migliori amici degli uomini?
L’’uomo, così come la donna, è un amante delle scarpe. Le sceglie robuste, comode e fatte bene. Dalle scarpe che indossa si capisce subito chi è.
E le borse?
Le borse sono un accessorio a cui si sta approcciando, ma la strada per la vera accettazione di questo accessorio è ancora molto lunga.(Pinella Petronio)
Tags: Autunno/Inverno 2012/13







