Style
Class Editori, il futuro del lusso: “verde” e nel Far East
Lusso e nuovi mercati. Oltre all’analisi degli strumenti per fronteggiare la crisi finanziaria. Questi i temi del Milano Fashion Global Summit, l’incontro annuale giunto alla settima edizione, organizzato da Class Editori, il 25 novembre all’Università Bocconi di Milano. ‹‹Fashion, Food e Forniture, sono questi i settori sui quali puntare per ripartire, e sono i mercati sui quali il nostro Paese si è sempre distinto. Sono ottimista›› ha dichiarato Paolo Panerai, editor in Chief e Ceo di Class Editori, che ha aperto la giornata di incontri. È ottimista anche Mario Borselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana ‹‹Chiuderemo l’anno a quota 18 miliardi di euro rispetto ai 17 dello scorso anno. Il dato del sistema moda è confortante, le esportazioni sono state molto buone. La crisi finora ha colpito meno l’Italia per due motivi: abbiamo basi manifatturiere molto radicate e le banche, considerate retrograde nel nostro Paese, per fortuna hanno continuato a investire sulle Piccole Medie Imprese più di quello che non hanno fatto all’estero›› ha dichiarato Borselli. Giovanni Bozzetti, presidente del Comitato Lombardia per la Moda ha annunciato invece che a breve partirà il Made in Milano. ‹‹Made sta per Moda, Arte, Design Eventi, i settori sui quali il capoluogo lombardo è più forte. Questo consorzio racchiuderà tutte le manifestazioni del settore (dal Mipel al Mido fino al Salone Internazionale del Mobile) con l’obiettivo di promuoverle sia sul territorio sia all’estero. Un modo anche per arrivare preparati all’Expo 2015, per il quale Milano ha previsto investimenti in infrastrutture pari a 11 miliardi di euro›› ha spiegato Bozzetti.
Gli interventi degli imprenditori
Il Cavaliere del lavoro Franco Cologni, amministratore della Compagnie Financière Richemont SA, dall’alto della sua esperienza quarantennale nel lusso e nella gioielleria d’eccellenza, ha invitato gli italiani a essere realisti e a usare la calma e la perseveranza. ‹‹Ho visto cinque crisi a partire dagli anni Settanta. La regola è che i più forti ripartono e i più deboli muoiono. La parola “crisi” in cinese significa “opportunità” e “pericolo”›› ha affermato Cologni. ‹‹Non credo che il lusso riuscirà a svilupparsi contando solo sui nuovi mercati, come la Cina e l’India. Per superare la crisi si deve guardare non ai mercati ma al cliente; è lui la vera guida delle aziende››. Crede invece molto nei Paesi come India, Cina Brasile e Russia, Michele Norsa, amministratore delegato di Salvatore Ferragamo Spa, che afferma che già oggi ‹‹La Cina è il terzo mercato del lusso››. Per Sergio Loro Piana, amministratore delegato di Loro Piana Spa, i plus sui quali puntare per affrontare la crisi e mantenere l’eccellenza sono la ricerca della qualità nel rispetto dell’ambiente ‹‹Il nostro tessuto più prestigioso è la Vicuna che è anche il simbolo della nostra concezione di lusso. La vicuna è, infatti, un tessuto morbidissimo, da intenditori. Ma lo sa solo chi lo indossa, e quindi, viene acquistato per puro piacere personale e non per ostentazione. Questo dovrebbe essere l’idea del lusso, ovvero, un riferimento assoluto per coloro che cercano la qualità autentica e l’unicità in tutto ciò di cui si circondano›› spiega Sergio Loro Piana e aggiunge. ‹‹Di recente abbiamo comprato un territorio sulle Ande e lo abbiamo trasformato in una riserva con l’intento di proteggere questa specie animale in via d’estinzione››. Punta sul lifestyle Tommy Hilfiger, stilista dell’omonimo marchio, che, oltre a produrre abbigliamento, ha lanciato una web Tv (Tommy.tv) che è uno dei primi esperimenti di “narrowcasting marketing”, ovvero di marketing realizzato attraverso la televisione on line. ‹‹La web Tv esprime il mondo di Tommy Hilfiger che è un mondo Fame, che sta per Fashion, Art, Music, Entertainment, un vero e proprio modo di vivere e non solo di vestire››. (Serena Burioni)
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Milano Fashion Global Summit







