Style
Alessandro Sartori, l’addio a Zegna
“Grandi emozioni dall’inizio alla fine”. Così esordisce Alessandro Sartori, designer illuminato, al termine della sfilata di Z Zegna. Durante la settimana della moda uomo S/S 2012, tenutasi lo scorso giugno, ha presentato la sua ultima collezione con il marchio giovane di Ermenegildo Zegna, dove ha lasciato più che un pezzo del suo cuore, oltre a otto anni di vita durante i quali il designer ha rivoluzionato l’anima di Z Zegna, con la sua dedizione alla ricerca e alla sperimentazione, trasformando in oro tutto ciò che le sue mani hanno toccato. Un applauso lungo una vita, fra le pareti candide dell’headquarters di via Savona, sede della maison biellese, e un’ovazione commossa di tutta l’equipe, che l’aspettava in backstage, hanno accompagnato l’ultima uscita di Sartori che lascia per rilanciare il prêt-à-porter della storica griffe Berluti, marchio del gruppo LVMH. Al suo posto Paul Surridge, head designer di Jil Sander menswear, che gli succederà a partire dalla sfilata A/I 2012.
Qual è l’idea che anima la sua ultima collezione per Z Zegna?
Il concetto da cui prende vita la collezione è la passione, anzi meglio, il momento di passione. Il concetto di risolvere la contraddizione fra il tailoring che è molto rigoroso e contemporaneamente una ritrovata leggerezza data dalle stampe, dai tessuti colorati, dai tessuti con effetto vetrificato. Per cui il colore viene applicato a delle costruzioni molto sartoriali, simbolo di pensiero e rigore. Questa è la mia domenica standard. Per me, per voi e per tutti i clienti che apprezzeranno.
Quale sarà l’accessorio cult per l’estate dell’uomo 2012?
Assolutamente le borse jacquard con il disegno delle espadrillas, realizzate con dei piccoli telai fatti a mano, in tessuto di canapa. Per le borse sì, ma anche per le giacche o ripreso sui cardigan.
A chi si rivolge la collezione Z Zegna?
Ad un uomo sofisticato che non ha però paura di avere addosso qualcosa di eccentrico per rendere il suo look più interessante.
È un uomo che osa?
Decisamente sì. Non in maniera esagerata, però: un accessorio, un colore o un dettaglio sì. Credo che oggi ci sia bisogno di questo.
Grandi emozioni, quali?
Tutte. Dall’inizio alla fine della sfilata. Non lo so, non riesco a dirle con esattezza cosa ho provato. La testa va da una parte, il cuore da un’altra e la pancia non ne ho idea. Devo dire, comunque, che è un momento fantastico. Credo che per un creativo sia importante ogni tanto guardarsi dentro e cercare di capire cosa si vuole fare dopo, cosa si vuole fare nella vita. Questo è quello che ho fatto, però il mio cuore rimane qua. (Pinella Petronio)
Tags: Jil Sander, LVMH, Moda Uomo P/E 2012







