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«Per vincere serve la moda vera»

Raffaello-Napoleone
Raffaello-Napoleone

«Per vincere serve più moda vera: prodotti unici, non ripetibili e dalla forte identità». Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, ha le idee chiare su come il made in Italy può uscire dall’empasse: «grazie a prodotti dove la qualità intrinseca è elevata e l’idea creativa forte». E spiega a ThinkLUX perché le «buone fiere», come Pitti, continuano a crescere anche nei momenti difficili. «L’anno che si sta chiudendo per Pitti Immagine è stato positivo», conferma Napoleone. «Anche se molte aziende hanno cominciato ad avere dei problemi in autunno, i dati delle ultime settimane sono comunque positivi in termini di adesioni alle nostre manifestazioni. Come Pitti Immagine ci aspettiamo un 2009 impegnativo ma gli appuntamenti qualificati, a mio avviso, avranno un buon andamento perché servono agli operatori per capire dove sta andando il mercato. Sarà un anno impegnativo ma che può anche essere positivo».

Il lusso e la moda possono continuare a crescere solo con i nuovi mercati o in questo momento di difficoltà c’è da ripensare qualcosa?
Fino a pochi mesi fa si diceva che bisognava diversificare il portafoglio perché Europa, America e Giappone rallentavano. Oggi anche i nuovi mercati fanno registrare una grande frenata dopo anni di crescita.
Un primo effetto di quello che sta avvenendo è un ripensamento dei meccanismi di collaborazione tra i negozi multimarca e i brand, che collaborano come mai prima d’ora per mantenere le vetrine all’estero. Con il calo dei consumi sono gli stessi produttori a “finanziare” i rivenditori finali concedendo sconti e fidi. Ci sono nuovi equilibri di collaborazione. Le aziende si sono rese conto delle difficoltà e stanno mettendo mano alle riserve e studiando nuove strategie.

E in questo contesto le fiere diventano strategiche.
Assolutamente. Le “buone fiere” sono anticicliche e la storia di una società come Pitti Immagine, nata nel 1951, lo dimostra. Gli appuntamenti ben organizzati sono momenti importanti per confrontarsi, partecipare, incontrare i propri fornitori e distributori e allargare il proprio mercato. La congiuntura che stiamo vivendo è molto particolare, ma l’economia reale non è in fin di vita: serve solo trovare la cura adatta per rimettere in pista dinamismo ed energie. Negli ultimi giorni sotto Natale, anzi, c’è stato un ritorno di fiamma sui consumi.

Però alcuni tra i marchi del lusso di via Montenapoleone a Milano hanno cominciato i saldi ancora prima di Natale.
E’ una cosa che non è accaduta solo in Italia. Negli Stati Uniti il 10 di novembre sia Saks che Bergford Goodman, così come altri department store, hanno cominciato con il 40% di sconti per passare al 70% una settimana dopo.

Non pensa che questo possa essere controproducente in termini di posizionamento, soprattutto per le griffe di fascia alta?

E’ una reazione che sta avvenendo in molti altri settori. Se guardiamo all’automobile vediamo che a fronte di un calo del 20% dei consumi si risponde con finanziamenti a tasso zero e includendo nel prezzo quello che prima era considerato optional: interni in pelle, autoradio, aria condizionata.
E’ chiaro che molti di quei marchi che sono esposti non solo sull’abbigliamento, ma anche sugli accessori, con due tre linee differenti, facciano scelte di questo tipo, magari mettendo un po’ a repentaglio il posizionamento.
Qual è il modo migliore per reagire?
Oggi c’è una situazione di difficoltà non solo nei mercati evoluti, ma anche in quelli emergenti. In questo contesto vince il value for money legato alla qualità intrinseca del prodotto e dell’aspetto creativo. Dobbiamo puntare su prodotti unici, di grande qualità e creatività. Prodotti non ripetibili. Oggi di abbigliamento in giro ce n’è troppo, mentre c’è poca moda vera. Serve più moda vera.
Quali saranno le novità più importanti della prossima edizione di Pitti Immagine Uomo, che si svolgerà dal 13 al 16 gennaio alla Fortezza da Basso?
Una delle novità importanti sarà la mostra sul Workwear alla Stazione Leopolda di Oliviero Toscani e Olivier Saillard. Un’esposizione importante, molto ricca con centinaia di immagini, oggetti e accessori legati all’abbigliamento da lavoro che resterà aperta al pubblico fino all’8 febbraio.
Un momento importante di ricerca che racconta come il mondo della moda e quello del lavoro spesso si sono incrociati e di come la moda ne è rimasta influenzata. Poi ci saranno i nostri ospiti speciali.

Chi saranno i protagonisti di quest’anno di Pitti Uomo e Pitti W?
Due su tutti: Tom Brown, stilista tra gli altri di Brook Brothers e Moncler Uomo, considerato uno dei più importanti designer emergenti americani che presenterà la sua collezione alla Scuola di Guerra Aerea il 14 gennaio.
Poi ci sarà Giambattista Valli, ospite di Pitti W, che per la prima volta sfilerà in Italia, alla Dogana. Molte altre saranno però le presenze importanti, come quella di Allegri, che lancia la sua nuova prima linea proprio a Firenze o di Rei Kawakubo di Commes de Garcons, uno dei miti dello stilismo giapponese, che presenterà la sua collezione maschile per la prima volta a Firenze.

Oltre a Pitti Uomo quali sono le altre manifestazioni che vi stanno dando maggiore soddisfazione?
L’Uomo è sicuramente il purosangue di riferimento, ma è seguito a ruota da Pitti Bimbo che sta andando molto bene: ha raggiunto i 500 marchi e continua a crescere. Un’altra mostra che si sta rivelando molto interessante è Taste, che mette in mostra il meglio dell’eccellenza alimentare italiana e che è arrivata a 200 espositori. Anche Pitti Fragranze si sta consolidando come l’unico appuntamento europeo importante dedicato alla profumeria selettiva.

www.pittimmagine.com
Lo speciale ThinkLUX su Pitti Immagine Uomo 2009

Tags: Lusso, Pitti Immagine Uomo

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