Style
«Giovani manager osate»
Giacca di tartan, pantaloni a matita, foulard al collo. Tullio Marcati, direttore generale dell’omonima agenzia di comunicazione e pubbliche relazioni, di moda se ne intende. Basta osservare il suo look mentre si aggira tra gli stand di Pitti Uomo per capire che, un po’ per attitudine, un po’ per mestiere, (da venticinque anni segue la comunicazione di alcuni brand del settore), da anni la moda è il suo know-how. Con ThinkLux ha parlato di lusso, di tendenze e di creatività.rnTullio come è cambiato il lusso negli ultimi anni?rnDiciamo che si è ristretto a una parte di persone, quelle davvero ricche. La classe media prima acquistava più di frequente la borsa o l’orologio griffati. Oggi indossa quelli che ha. La crisi ha infatti colpito prevalentemente i sognatori del lusso, ovvero quelli che volevano “elevarsi” attraverso l’acquisto di una bella automobile o di un abito sartoriale. Oggi sono diventati meno avventati, più pratici. rnVuoi dire che oggi sognamo di meno?rnC’è meno lusso di prima. L’ingresso dei “fast à porter” (Zara, H&M, ecc), ovvero quei marchi posizionati su una fascia bassa di mercato ma che producono abiti alla moda, hanno deviato l’idea del lusso attraendo in particolare la fascia media che, oggi, sotto una giacca sartoriale, ad esempio, ha imparato ad abbinare il maglioncino chip. Pure con successo: perché l’abbinamento può fare tendenza. rnLa società veste meglio o peggio di prima?rnTutti vestono meglio grazie anche ai “fast à porter”. Quello che manca a tutti i livelli però è la creatività. L’Italia è il Paese della moda eppure se uno va in giro a Milano vede solo abiti grigi, cappotti scuri, scarpe tutte uguali. Giovani, osate. Non è vero che solo gli operatori possono vestire alla moda. Una giacca di tartan, una cravatta colorata non screditano l’autorevolezza di un business men. Nè influiscono sull’esito del colloquio con il direttore della banca. rnChi è secondo lei un politico o un business men che osa un po’?rnHo visto di recente in televisione il ministro delle politiche agrarie Luca Zaia e mi è sembrato che, nonostante l’abito rigoroso e sobrio, avesse un look meno omologato rispetto ai suoi colleghi. rnVisto il momento di crisi qual è secondo lei la strategia vincente per un’azienda di moda?rnLa specializzazione. Un’azienda che ha sempre fatto camicie, non deve per paura della crisi allargare il core business ad altre categorie merceologiche. Deve invece continuare a fare al meglio il suo prodotto. Solo così riuscirà a sopravvivere a questo momento. Il “ripulisti” che ci sarà non potrà che essere positivo per il futuro. (Serena Burioni)
Tags: Lusso, Moda, pitti immagine uomo 75, Pitti Uomo








