Style
L’Arabesque: alla ricerca del tempo perduto
La moda usa e getta, la frenesia dello shopping compulsivo, il senso di alienazione causato da una società che va sempre più di corsa, dimentica ormai del piacere dato dal concedersi del tempo. A questo modo di concepire la vita, frutto di una barbarie moderna, replica Chichi Meroni, donna poliedrica e sofisticata, appassionata di arte e cultura, che a Milano, in Largo Augusto, apre uno spazio in cui ritrovare il piacere delle cose: L’Arabesque.
“Alla caduta dello charme e dello chic oppongo il recupero dell’eleganza di una volta” dice la Meroni che nel suo cult store ci consente di compiere un viaggio nel tempo, indietro, tra gli anni trenta e sessanta, in mezzo ad essenziali e raffinatissimi little black dress emblema di un’eleganza sobria e pulita che ricorda il viso di Audrey Hepburn. Uno scrigno nel cuore di Milano pieno di tesori da scoprire e o da ritrovare, dove la signora del décor (Chichi Meroni aveva aperto a Buenos Aires il suo primo Atelier e nel 1983, tornata in Italia, a Milano il suo studio di interior design & décor) ha stipato oggetti pieni di personalità: abiti eleganti, cravatte di Yves Saint Laurent, lingerie raffinata dalle nuance cipriate, le poltrone Livia dell’architetto Zanuso o i lampadari Venini anni Quaranta.
E poi ancora accessori e abiti vintage, frutto di una certosina quanto appassionata ricerca, come gioielli in pasta di vetro e smalti Matisse, collane Miriam Haskell, le borse Roberta di Camerino, un esclusivo set di ampolle di Caron dove ciascuno può distillare la fragranza che meglio lo rappresenta o scatole moiré con pezzi d’ambra, in mezzo a cui andare alla ricerca dell’oggetto del cuore, tra le note di una piacevolissima musica jazz. Un luogo incantevole, un tuffo nel passato, un’oasi in cui rifugiarsi e dove ritrovare la propria identità, un luogo in cui anche la shopping bag – un raffinato sacchetto di carta azzurra con frasi di Marilyn Monroe, Andy Warhol, Françoise Sagan – ha un sapore tutto speciale.
L’Arabesque, larabesque.net
Tags: Yves Saint Laurent








