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Ecolusso: Tag Heuer, Babin: «bisogna dare dare l’esempio»
«Un brand del lusso deve essere un esempio non solo per la qualità dei suoi prodotti, ma anche come questi vengono realizzati e per come divide i suoi ricavi. Sicuramente con i suoi dipendenti e con i suoi azionisti, ma anche con la comunità». Parola di Jean Christophe Babin, presidente e Ceo di Tag Heuer, che spiega a ThinkLUX l’impegno ambientale della manifattura, sottolineato anche dal nuovo brand ambassador di Tag Heuer, Leonardo Di Caprio.
L’attore americano infatti sarà legato alla manifattura svizzera da un contratto triennale i cui diritti andranno a beneficio di iniziative volte a sostenere l’ambiente, tema al quale Di Caprio è molto legato. Membro del Consiglio per la Difesa delle Risorse Naturali, Di Caprio è stato anche co-produttore e narratore di L’undicesima Ora, documentario sull’ecosistema mondiale realizzato nel 2007.
Un aiuto a Green Cross
A beneficiare dell’impegno di Di Caprio e Tag Heuer saranno Nrdc, l’associazione americana no profit che si occupa di diritto ambientale e Green Cross International, l’associazione fondata da Mikhail Gorbachev con l’obiettivo di assicurare un futuro equo, sostenibile e sicuro attraverso l’incoraggiamento del cambiamento dei valori e lo sviluppo di un nuovo senso di interdipendenza globale e responsabilità condivisa nelle relazioni umane con la natura.
«Un’azienda del lusso deve essere un modello ispiratore di passioni e sogni. Per Tag Heuer», spiega Babin, «i bambini e l’ambiente sono le due pietre miliari sulle quali si costruisce il futuro e gli ambiti in cui focalizziamo le nostre attività sociali. Per quello che riguarda la produzione controlliamo tutti i nostri fornitori perché siano in linea con i nostri standard etici e con le leggi sociali nei paesi in cui operano».
Un sostegno ai più piccoli
Sul fronte delle iniziative sociali Tag Heuer lavora a stretto contatto con i suoi testimonial, come spiega anche il ceo della manifattura svizzera. «Lavoriamo anche con la Tiger Woods Foundation e siamo uno dei suoi membri più attivi e devolviamo alla fondazione un contributo per ogni Golf Watch venduto. Aiutiamo anche la fondazione di Maria Sharapova, “Helping the Children Around the World Achieve Their Dreams”. Lavoriamo anche con Save the Children sia a livello internazionale con il lancio del Grand Carrera, sia a livello locale, in come in Messico recentemente. Tutto è cominciato nella metà degli anni ’80 quando abbiamo cominciato a lavorare con Ayrton Senna e la sua fondazione dare un’educazione scolastica ai bambini poveri delle favelas», conclude Babin.(Jarvis Macchi)
tagheuer.com
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