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Techno Luxury 2009, Frida Giannini: moda e lusso devono restare “connessi”
(Berlino) - «I giovani dai 12 ai 24 anni passano il 47% del loro tempo online. Un altro 47% lo passano davanti alla tv e solo il 3% di loro legge quotidiani e magazine». Il dato – e questo deve far riflettere – non arriva da qualche guru delle nuove tecnologie ma da Frida Giannini, direttore creativo di Gucci che a Techno Luxury 2009, il summit sul lusso organizzato dall’International Herald Tribune a Berlino, svela l’anima “connessa” di un marchio storico come Gucci, spiegando come ha saputo mescolare l’artigianalità («l’80% del nostro prodotto è realizzato a mano») con la comunicazione digitale. «Questo dato ci ha stupito e ci ha fatto rendere conto che dovevamo aprirci di più a questo tipo di comunicazione: i giovani sono i nostri clienti del futuro», spiega Giannini alla platea di top manager di aziende di alta gamma che per due giorni ha riempito la sala convegni del Ritz Carlton della capitale tedesca. «Per il mondo della moda è molto importante considerare questo mondo: siamo circondati tutti i giorni dai media digitali, non possiamo ignorarli». Internet non solo come strumento di comunicazione, ma anche come canale di vendita: «Siamo stati il primo luxury brand che nel 2002 ha aperto un e-commerce, negli Usa. Oggi vendiamo online anche in Cina e in Europa. Nessuno pensava allora che si potesse vendere il lusso online, oggi invece tutto questo è realtà». L’ultimo passo verso la “connessione” del brand, i social media. «Abbiamo scoperto una pagina non ufficiale di Facebook di Gucci che aveva 40 mila fans. Abbiamo aperto la nostra, ufficiale, che oggi raggiunge 500 mila fans. Non si tratta», spiega Frida Giannini, «di postare video e foto, ma creare interazione vera con i nostri clienti su progetti importanti, come quello per l’Unicef. E’ interessante vedere come le persone si relazionano con il brand». Una relazione, quella con la rete, dove Frida Giannini è protagonista. «Sono molto interessata alla scelta dei contenuti e nel design dei nostri strumenti web: è un modo differente di comunicare. Si tratta», aggiunge il direttore creativo di Gucci, «di confrontarsi con gli utenti in maniera diversa, ad esempio facendo vedere quello che c’è dietro il processo di creazione di un evento, una campagna pubblicitaria, una sfilata. Ho una troupe video che mi segue sempre nei miei spostamenti per mostrare cosa c’è dietro il brand, si tratta di costruire una nuova relazione con il consumatore. Noi», dice Frida Giannini, «spingiamo in questa direzione perché questo è il futuro. La nostra applicazione iPhone è stata scaricata da oltre 3.000 persone in poche settimane», aggiunge il direttore creativo di Gucci, che non ha dubbi sulle potenzialità offerte dal web e dai media digitali: «la cosa importante è capire che questa è una nuova realtà e che più si dà accesso libero al brand e più si può costruire una community. Moda e tecnologia devono aiutarsi a vicenda: in questo momento è difficile portare persone nei negozi, dobbiamo dare ai consumatori qualcosa di nuovo. Probabilmente non comprerò un paio di scarpe online , perché devo provarle, ma guardando tutti i modelli, i colori, mi verrà voglia di andare in negozio». E il futuro della moda? Sempre più connesso secondo Frida Giannini: «Il futuro della moda è la personalizzazione, magari anche avere un personal shopper assistant che mi seleziona gli oggetti migliori, me li manda via mail e posso comprarli con un clic. Il tempo è il vero lusso».(Jarvis Macchi)
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