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Techno Luxury 2009, Felix Baumgartner: Urwerk, nuova orologeria contemporanea
Una «nuova orologeria contemporanea» che mescola visioni artistiche e innovazione tecnologica. E’ quella di Urwerk il sogno dei fratelli Felix e Thomas Baumgartner e di Martin Frei che dalla loro manifattura di Ginevra hanno sovvertito i canoni dell’orologeria tradizonale con le loro creazioni avanguardiste e ambiziose. Orologi avveniristici con complicazioni particolari, capaci di rovesciare lo scorrere del tempo e creare nuovi punti di riferimento nel design. Tarantula, King Cobra: sono queste le icone di Urwerk diventata in pochissimi anni una delle manifatture di riferimento nella creazioni di modelli “impossibili”. Una visione che Felix Baumgartner spiega a LuxRevolution, anticipando alcuni dei temi che saranno discussi a Techno Luxury 2009, il forum dell’International Herald Tribune che si terrà il 17 e il 18 novembre 2009 all’hotel Ritz-Carlton di Berlino.
Pensa che la crisi economica abbia cambiato «i valori» che giocano un ruolo chiave nella scelta dei consumatori se comprare o meno un determinato bene di lusso?
No, non credo che i valori che spingono all’acquisto siano cambiati. I nostri clienti cercano ancora piacere, bellezza, l’artigianalità unita all’innovazione. Ora le loro aspettative sono diventate ancora più alte. Oggi i consumatori devono sentire un link non solo con le creazioni ma anche con i loro creatori. Devono sentire l’unicità del lavoro, il carattere, la storia di chi realizza i prodotti che scelgono.
Pensa che il concetto di “lusso accessibile” sia definitivamente tramontato e stiamo ritornando al “vero lusso” con un maggior focus sulla qualità dei prodotti e sull’esclusività?
Assolutamente. Ora è arrivato il tempo in cui quando bisogna scegliere si conosce esattamente quello che si vuole perché probabilmente ci si può permettere solo una cosa e non molte, come prima.
Alta orologeria e rivoluzione digitale: pensa che le manifatture hanno capito che internet può avere un ruolo importante nel comunicare i loro prodotti?
Le piccole manifatture come la nostra hanno più chances grazie al web. Internet ci dà una visibilità che prima era impensabile, non riesco a contare le persone che hanno scoperto il nostro brand via internet. Abbiamo creato il nostro forum dove i navigatori possono interagire con noi, darci suggerimenti. L’importanza di internet è che ha creato un vero dialogo, non una discussione one-way come accadeva in precedenza.
Tra i nuovi mercati del lusso (Cina, Sud America, India) qual è quello che considera più importante per Urwerk nei prossimi anni?
La Cina è un paese che si sta aprendo in maniera molto lenta ma dove sicuramente ci sono persone molto interessate all’orologeria. Ora stanno scoprendo i pezzi classici ma in pochi anni credo che si apriranno anche all’orologeria moderna.
Dove trova l’ispirazione per disegnare i suoi orologi?
Sono fortunato a lavorare con un team completo e in particolare con Martin Frei che è il co-fondatore di Urwerk. Lui è prima di tutto un artista e ha studiato arte e visual desing. Non potete immaginare quanto sia creativo. Molte delle nostre creazioni nascono proprio da uno scambio di idee tra me e lui. Poi Martin disegna il primo sketch. Insieme immaginiamo quale complicazione si adatta e poi l’avventura può iniziare, con un misto di gioia ma anche di mal di testa per la frustrazione.
Come riesce a trovare il giusto mix tra i valori tecnologici e quelli estetici?
Questo “mix perfetto” è la ragione d’essere di Urwerk. Vogliamo mescolare l’arte moderna con il know how dell’alta orologeria. La fantasia dell’arte con il rigore della tradizione orologiera.(Jarvis Macchi)








