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Rosato, gioielli da star
Simona Rosato, fondatrice di Rosato Gioielli, negli ultimi anni, si è affidata ad alcune attrici famose per fare incarnare i valori del brand di gioielli che porta il suo nome. Demi Moore ed Elizabeth Hurley hanno rivaleggiato con la loro bellezza indossando le creazioni Rosato. Eppure, Simona potrebbe incarnare in prima persona i propri valori, visto che non ha nulla da invidiare in quanto a bellezza alle star di Hollywood. Ma ha altri pensieri e nuovi progetti per il 2010.
Come sta andando il mercato del gioiello ?
La crisi che ha investito l’economia globale nell’ultimo anno e mezzo non ha risparmiato certo il settore orafo. Anzi, credo che nel nostro caso l’impatto sia stato più forte e drammatico in quanto già da anni il mondo dell’oro sta attraversando un momento delicato, di grandi cambiamenti. Da una parte il comparto orafo tradizionale soffre un po’ di problemi oggettivi legati al rincaro del prezzo dell’oro, ai mutamenti sociologici, economici ed attitudinali relativi all’acquisto del “bene gioiello” in quanto tale. Dall’altra parte vi sono tendenze estremamente interessanti quali l’avvicinamento del mondo della gioielleria al mondo della moda, il crearsi di una nuova tipologia di gioielli interpretati come “accessori” del proprio stile personale.
All’interno della vostra società ci sono stati alcuni cambiamenti..
Come anche i nostri competitors abbiamo attraversato un momento piuttosto difficile. Prima di tutto l’uscita dal Gruppo MBFG, poi l’empasse del mercato dell’oro in Italia e all’estero, la difficoltà crescente di resistere, in quanto piccola società, a questa ondata di pessimismo che ha avuto ripercussioni sulle banche, sulla borsa etc…A tutto questo abbiamo risposto nell’unico modo che conosciamo: facendo fronte compatto. Ho deciso di sciogliere le due società che avevo e di crearne una sola per poter ottimizzare le forze, fare sinergie più immediate, rispondere meglio alle nuove esigenze di mercato. Sono tornata alle origini in quanto Rosato è nata come spin off dell’azienda orafa 7ar, un’azienda di grandissima tradizione (esiste dal 1943) specializzata nella lavorazione a canna vuota. Ebbene non più due società distinte, una sul brand e una sull’unbranded, ma una sola realtà al cui interno vi sono differenziazioni relative al target di riferimento e alla produzione.
Quali sono le novità?
La prima e più grande novità è quella che ho appena citato, ovvero la riunificazione in un’unica realtà delle società, prima distinte, di Rosato gioielli e 7ar. La seconda novità è il recente confluire nella struttura Rosato srl di un altro brand di gioielleria che si chiama Calgaro. Ho conosciuto Monica Fin e Giuseppe Calgaro durante il “periodo Burani”. Calgaro era, assieme a Rosato, Facco e Valente, uno dei brand del comparto di gioielleria. Dopo l’uscita dai Burani abbiamo mantenuto sempre ottimi rapporti e abbiamo pensato di unire le forze per creare qualcosa di bello, di innovativo. Rosato e Calgaro sono due brand diversissimi e proprio per questo trovo questa sfida molto stimolante. Pur mantenendo inalterata la riconoscibilità e l’identità delle due griffe, lavoreremo insieme sul fronte commerciale e il comparto logistico al fine di ottimizzare attività e processi, snellire i flussi e garantire un eccellente customer service. C’è poi un’altra grande novità ma….non avendo ancora concluso le trattative preferisco non sbilanciarmi.
Elizabeth Hurley sarà vostra testimonial anche per quest’anno o cercherete un nuovo endorser?
Elizabeth Hurley ha con noi un contratto biennale quindi sarà nostra testimonial per tutto il 2010. Gli scatti fotografici con la Hurley sono bellissimi e rendono perfettamente l’idea che volevo trasmettere: una bellezza diversa, poliedrica. In questi scatti Elizabeth è sexy, sensuale, romantica, elegante. Volevo far capire che i nostri gioielli sono per ogni tipo di donna, per ogni situazione. Sono versatili, componibili, irriverenti. Si possono abbinare al proprio look e persino, come mi piace sempre ricordare, al proprio umore. Credo che Rosato continuerà, almeno per un po’, ad utilizzare testimonial famosi a patto di trovare il viso giusto, l’espressione adatta. Finora sono stata molto fortunata. Prima Demi Moore e poi Elizabeth Hurley hanno aiutato il brand Rosato a divenire sempre più riconoscibile e famoso. Riguardo agli eventi, di solito cerchiamo di farli “mirati” per il mercato quindi opening di nostre boutique, eventi in altri stores dove abbiamo corner o spazi importanti oppure ancora eventi legati alle fiere di settore alle quali partecipiamo.
Quali sono le linee guida di Rosato? Come si differenzia dagli altri marchi del comparto? Chi è la cliente ideale?
Rosato è un brand giovane, irriverente, molto colorato e soprattutto divertente. Questi quattro aggettivi ci differenziano dalla gran parte di altri brand di gioielleria. Per molto tempo il gioiello in oro è stato percepito come qualcosa di un po’ “datato”, importante certamente ma anche privo di leggerezza. Per questo motivo ho cercato di creare un brand che leghi il valore intrinseco della materia prima, della tradizione orafa ad una volontà di freschezza. Volevo dei gioielli che ogni donna potesse indossare, gioielli componibili e versatili che permettessero fantasia nell’indosso e facessero sentire il gioiello come un accessorio irrinunciabile, dettaglio perfetto per il look prescelto.
Che cos’è per te il lusso e come lo vivi?
Lusso per me è la possibilità di scegliere una cosa che sento “mia”, che mi appartiene ed esprime qualcosa di me. Credo che i miei gioielli esprimano il “lusso” di far sentire ogni donna femminile e versatile. L’energia di ciascuna, il desiderio di condividere piaceri ed affetti. Il mio cuore è dove c’è la mia famiglia e i miei figli, quindi ad Arezzo. Eppure, ultimamente mi sto legando ad una città completamente diversa: Milano. Per lavoro trascorro spesso parte della settimana qui e per questo motivo ho imparato a conoscerla e ad apprezzarla. Vi è un respiro cosmopolita, una frenesia da città in movimento. E tutto questo mi piace molto, si addice alla mia personalità. (Viviana Musumeci)
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