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Poletto: “Pitti simbolo di una moda trasversale”

Agostino Poletto
Agostino Poletto

Una donna cambia la percezione della moda di un uomo. Succede a Pitti Uomo che ha affidato alla designer Patrizia Urquiola il compito di rinnovare il layout del padiglione centrale. La scelta non è casuale. “Bisogna lavorare sulla  trasversalità di suggestioni e di prodotti se vogliamo rappresentare la moda di oggi” racconta Agostino Poletto, vicedirettore generale di Pitti Immagine.

La 77° edizione di Pitti Uomo si apre con una nuova veste realizzata dalla designer Patricia Urquiola e con spazi maggiori riservati agli accessori e al total living. Può essere questo un nuovo modo di vedere la moda?
Ci siamo rivolti a Patricia Urquiola  proprio per cambiare il Padiglione Centrale di Pitti Immagine Uomo che è anche il centro della proposta classico-contemporanea della nostra manifestazione. Lo abbiamo chiesto a lei perché è una tra le figure più interessanti del panorama internazionale del design oggi, perché ci piaceva il suo lavoro sulle architetture effimere e sui materiali riciclabili e perché ci piaceva anche il fatto che a intervenire su una manifestazione di moda maschile fosse una donna con la sua sensibilità e la sua visione delle cose. Il nuovo lay-out ha stemperato la mappa banalmente ortogonale degli stand togliendo la freddezza dell’ “effetto corridoio” e dando un’atmosfera  più naturale e più urbana a tutto il salone. Si sono creati passaggi inaspettati e piazze su cui si aprono i PopUp Stores, spazi espositivi dedicati ad accessori e oggetti interattivi con quelli d’abbigliamento. E qui il lavoro dell’architetto si è innestato sul nostro lavoro di ampliamento dell’offerta espositiva con prodotti che fanno ormai parte degli attuali percorsi di stile dell’uomo e integrano il nucleo forte costituito dagli abiti: non solo scarpe e borse ma anche gioielli, fragranze e cosmetici, occhiali, orologi e pocket technologies. Inoltre, originali displays che abbiamo chiamato That’s Me in Pills presentano una selezione di libri, cd musicali, oggetti per il viaggio, per gli hobbies e per la seduzione maschile curata da cinque direttori di magazines italiani di moda e lifestyle. C’è anche un’ambientazione sonora distribuita in appositi spazi e realizzata da quelli di Rolling Stone e c’è TasteLounge @ PittiUomo, il nuovo ristorante che proporrà piatti con le specialità di alcune delle migliori aziende presenti a Taste, il salone delle diversità del gusto che Pitti Immagine organizza ogni marzo alla Stazione Leopolda. Abbiamo lavorato insomma su una  sinestesia di sensi e sulla nuova multi-complementarità di prodotti che caratterizza la moda attuale.

Il ruolo delle fiere oggi in che cosa è cambiato? Cosa si aspettano i buyer da questa edizione?
E’ proprio questa orizzontalità e trasversalità di suggestioni e di prodotti che chiede a manifestazioni come le nostre di trasformarsi. Il mondo sta cambiando velocemente, impone nuove abitudini di consumo, rende le scelte dei compratori finali – quindi anche quelle dei buyer professionali che frequentano i nostri appuntamenti – più “autoriali”, più sofisticate, più attente alla sperimentazione e alla combinazione personale di stili e prodotti diversi. Pitti Immagine Uomo fa da apripista interpretando queste trasformazioni profonde del mercato, elaborandole in nuove regole del gioco espositivo e in un livello più alto di progettazione del salone. E così come per i negozi si parla di concept store, noi abbiamo inaugurato un concept trade show, una riflessione operativa sulle nuove modalità di rappresentare la moda e di fare fiere di moda. Credo sia questo che i buyers si aspettano da noi. Oltre naturalmente al nostro lavoro di scouting sui nuovi prodotti e nuovi marchi e alla segmentazione attenta e sempre aggiornata della proposta espositiva complessiva. E oltre alla ricerca che stiamo facendo sui nuovi talenti creativi emergenti per stimolare il ricambio generazionale nel mondo della moda e sperimentare allo stesso tempo nuovi format di presentazione. “Who Is On Next? Uomo” – l’iniziativa che abbiamo realizzato insieme a AltaRoma e L’Uomo Vogue – seleziona i migliori giovani agli inizi nella moda e nel design e da loro la possibilità di far vedere le loro collezioni a una platea esperta come quella della nostra manifestazione. Succederà per la prima volta questo gennaio a Umit Benan con la sua collezione menswear e a Max Kibardin con la sua collezioni di accessori, all’interno di un programma della Fondazione Discovery che abbiamo chiamato “The New Performers”.

Pitti W_Woman sta assumendo sempre di più un ruolo competitivo. Quali gli obiettivi futuri?
Pitti W Woman Precollection, il salone-evento dedicato alle collezioni donna, è alla sua quinta edizione e presenta questo gennaio una settantina di marchi internazionali che interpretano il concetto di ricerca nell’eleganza femminile contemporanea tra anticipazioni, capsule collections e progetti specifici pensati per creare concreti contatti commerciali. E’ un appuntamento autonomo dall’Uomo ma complementare creando una piattaforma unica di moda che apre la stagione. Anche a Pitti W l’offerta espositiva ha assunto in queste ultime stagioni un carattere sempre più trasversale. Nell’area Vintage for Pitti W presenta per esempio collezioni couture, accessori, gioielli e foulard griffati vintage, e in Fragranze, alcuni dei marchi del mondo delle fragranze e della profumeria artistica – un elemento di lifestyle irrinunciabile oggi per la donna – che sono protagonisti dell’omonimo salone organizzato da Pitti Immagine ogni settembre. E sono molti anche i progetti speciali. Questo gennaio il marchio prêt à porter .normaluisa presenterà  un anticipo della sua collezione autunno-inverno 2010 e un kit di “oggetti indispensabili” per la donna, mentre in una performance-evento, la stilista Gentucca Bini propone un suo progetto – lo realizza esterni –  sul rethinking  di abiti già esistenti. E come l’Uomo, anche Pitti W ha ogni volta un suo ospite speciale. Quello di questa edizione sarà Giles Deacon, designer britannico di recente insignito del prestigioso “France’s National Association for the Development of Fashion Arts Award”, che la sera del 14 gennaio presenterà la sua nuova collezione donna in una location particolarmente suggestiva come lo stabilimento della Richard Ginori, l’azienda italiana più famosa al mondo nella manifattura artistica della porcellana. (Serena Burioni)

Tags: Agostino Poletto, Pitti Immagine Uomo

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