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Pitti Taste, il vero sapore del Made in Italy

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Il viaggio con le diversità del gusto parte dalla Stazione Leopolda di Firenze dove, dal 14 al 16 marzo, va in scena la quarta edizione di Taste, il Salone del gusto organizzato da Pitti Immagine. Un percorso alla scoperta delle eccellenze del Made in Italy tra assaggi, scoperte, acquisti ed eventi. Arrivato alla quarta edizione e nato da un’idea del «Gastronauta» Davide Paolini, Taste a ogni appuntamento rinnova la sua avventura sul terreno del lifestyle, che sempre più oggi è fatto non solo di abiti e accessori, di oggetti di design, di viaggi, ma anche e soprattutto di cibi e di vini di alta qualità. Per questo Taste è concepito al tempo stesso come un grande department store di lusso legato al cibo, un libero percorso di assaggi, un luogo di dibattito cultural-gastronomico come spiega a ThinkLUX Agostino Poletto, vicedirettore generale di Pitti Immagine: «Il cibo di qualità è sempre più parte integrante e fondamentale del lifestyle moderno. Si mangia con la testa prima ancora che con la bocca. E quello che conta è l’aspetto culturale, il racconto e l’esperienza. Quello del cibo di eccellenza è un lusso non esibito ma concreto, di qualità e di sostanza».

Il meglio del made in Italy
Da questa filosofia nasce Taste che per questa edizione riunirà alla Leopolda oltre 170 espositori che metteranno in scena il meglio della super-nicchia enogastronomica italiana. Un’Italia unita per il gusto, da Bolzano dalla Sicilia. Tutto «in un allestimento molto contemporaneo, dove c’è una netta divisione tra il momento in cui si degusta e quello in cui si acquista. Un grande bancone che permette un viaggio esperienziale per scoprire le eccellenze della Penisola e poi alla fine un vero e proprio department store del lusso del cibo con 20 mila prodotti», conferma Poletto. Alla Leopolda sono attesi circa 8.000 visitatori. Non solo operatori professionali ma – sempre più – un pubblico di amanti del bien vivre e della gastronomia italiana composta da moltissimi giovani. «Il pubblico è intergenerazionale», aggiunge il vicedirettore di Pitti Immagine, «e sono moltissimi i giovani che si avvicinano a Taste».

Degustazione e discussione
Momenti di business, di incontro, di degustazione ma anche di discussione. «Abbiamo inventato i Taste Ring che sono dei momenti di confronto sui temi più caldi. Tra questi anche una discussione tra chef e produttori per creare un’alleanza di qualità capace di ridurre i costi. Ad alcuni di questi incontri parteciperanno anche i Jeunes Restaurateurs d’Europe, che rappresentano il meglio dei giovani chef dai 25 ai 35 anni in tutta Europa». L’associazione dei JRE tiene il suo meeting annuale proprio a Firenze nei giorni di Taste e i giovani chef saranno gli ospiti d’onore del salone di Pitti Immagine. Ai loro sarà dedicato un percorso di degustazioni ad hoc a porte chiuse. Un’occasione speciale per «promuovere l’eccellenza italiana in tutta Europa», dice Poletto, che spiega come la filosofia di Taste vada oltre i giorni della mostra.

Un club delle eccellenze
«Con questi prodotti di eccellenza siamo riusciti a creare una sorta di club. Abbiamo permesso ai produttori di fare amicizia tra loro nel modo espositivo e c’è stata anche la volontà forte di riunirli in un negozio che non solo non esiste in nessuna fiera, ma nemmeno da nessun’altra parte in Italia. Ci sono alcune esperienze positive, come quella dell’ultimo piano della Rinascente di Milano, ma si contano sulla punta della dita di una mano. Credo invece che questi prodotti potrebbero avere un buono sviluppo se organizzati e distribuiti in modo adeguato. La distribuzione è l’anello che non ha espresso il suo potenziale al 100%: ci sono ci sono invece delle grandi opportunità da cogliere», spiega Poletto.

Export, il primo mercato
Opportunità da cogliere soprattutto all’estero, dove il made in Italy in tavola è sinonimo di eccellenza. Ma per essere efficaci, all’estero bisogna presentarsi compatti e uniti. «C’è lo sforzo da parte nostra di creare un network: il ‘molto piccolo’ ha bisogno di essere sostenuto dalla rete e noi vogliamo lavorare al fianco delle aziende per promuoverle all’estero nel modo giusto. In questo caso anche invitando una serie di buyer di importanti department store europei, americani e giapponesi interessati ad avere una selezione di prodotti italiani», conferma Poletto.

Un progetto di lifestyle
Il cibo di qualità è sempre più parte integrante di uno stile di vita di alto livello e proprio per questo motivo può giocare un ruolo importante anche una distribuzione extrasettore. Con i concept store della moda come naturale luogo d’elezione. «Sono sempre più convinto che i negozi di abbigliamento siano, soprattutto in Italia, sempre più dei laboratori di sperimentazione rispetto a tutte le tipologie di tendenze e di prodotti. Spesso sono loro a lasciarsi coinvolgere per primi nelle novità e nelle innovazioni», spiega il vicedirettore di Pitti Immagine. «Vedo i negozi di abbigliamento come una sorta di ‘caverna delle meraviglie’ dove non si entra solo per comprare una giacca o un certo tipo di sneakers. Per questo mi sembra molto interessante quando questi negozi si aprono alle fragranze, al design o a certe tipologie di cibo. Se pensiamo a punti di riferimento come Colette o altri department store particolarmente famosi, si tratta di luoghi sempre più aperti alle novità che inseriscono al loro interno anche la degustazione e la convivialità. Le aziende di Taste possono essere degli interlocutori interessanti in questo senso. Per questi motivi siamo noi stessi i primi a utilizzare i nostri contatti e le nostre relazioni nel mondo dell’abbigliamento per creare delle fertilizzazioni incrociate tra i due mondi».

Un gusto Fuori di Taste
Un salone quello di Taste, che quest’anno avrà anche la sua parte off con Fuori di Taste, manifestazione parallela pronta a «invadere» la città con eventi, degustazioni, dibattiti, manifestazioni. «Volevamo aprire Taste alla città e ci siamo riusciti: per questa prima edizione del ‘fuori salone’ ci saranno 34 manifestazioni diverse in altrettanti luoghi della città: musei, enoteche, negozi di abbigliamento».

Nuovi concept
Manifestazioni come Taste sono anche l’occasione per sperimentare partnership inaspettate che creano nuovi modi di comunicare il lusso e lo stile. E’ il caso di Richard Ginori, marchio storico della porcellana, che con la designer Paola Navone ha creato una mostra con 170 piatti “souvenir” che rappresentano gli espositori di Taste. «Quando le aziende vengono sollecitate su campi che non si aspettano, in maniera innovativa e fantasiosa, si ottengono ottimi risultati. Si innesca quel meccanismo che non è la somma dei 170 partecipanti ma la loro moltiplicazione. Tutto questo con effetti sorprendenti in termini di ritorni di immagine, di comunicazione e di business», conclude Poletto.(Jarvis Macchi)
pittimmagine.com

Tags: Agostino Poletto, Pitti Immagine

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