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Pineider, spazio intimo su carta

Alberto Bollini, ad di Pineider
Alberto Bollini, ad di Pineider

Con un fatturato di sette milioni di euro nel 2008 e la speranza di continuare sulla buona strada, Pineider, marchio storico nella produzione di carta e accessori per la scrittura – ma non solo – affronta il 2010 con ottimismo. Lux Revolution ha intervistato Alberto Bollini amministratore delegato di Pineider.

Con la crisi economica anche i marchi di lusso hanno risentito in parte della recessione. Per quanto riguarda il vostro, cosa mi può dire?
L’andamento economico si differenzia a seconda dei settori. Alla fine dello scorso anno, quello della carta è risultato il più stabile. Abbiamo notato invece una lieve flessione nel comparto pelle.

Quali novità avete in serbo per quest’anno ?
Abbiamo messo in produzione due nuove linee: una è realizzata con tela cerata abbinata alla pelle. A mio avviso un binomio eccezionale. Questo ha rappresentato per noi un modo per stare al passo con la crisi. Non avendola possibilità di abbassare i prezzi, ma non prescindendo nemmeno dall’idea del made in Italy come sinonimo di qualità, abbiamo deciso di puntare sul risparmio nella materia prima. Non volevamo, infatti, optare per una pelle di seconda scelta, per questo abbiamo utilizzato un materiale meno costoso, ma che, dal punto di vista della lavorazione, abbiamo trattato come la pelle, abbattendo così i costi del 30%. La seconda linea a cui abbiamo lavorato è la collezione Small per la scrivania, inserendo anche borse da donna.

So che lei è un appassionato di auto d’epoca…
E’ vero, ma non sono patito. Partecipo solo a un paio di gare all’anno.

Cosa pensa di quelle aziende che spacciano per lusso ciò che lusso non è?
Per fare una battuta, direi che l’importante è non vendere borse di plastica a 400 euro. Certo, bisogna anche porre molta attenzione al prezzo dei prodotti, ma non si può realizzare un milione di pezzi e definirlo lusso accessibile.

Che cos’è per lei il lusso?
Io sono appassionato del mio lavoro. Una delle cose che più mi piace è andare a Firenze dove stampiamo la carta e stare lì a contatto con i clienti che scelgono le nostre carte. Mi piace osservare il lavoro dell’incisore che realizza a mano il nome del cliente oppure il miscelatore che mischia i colori. I vari passaggi del lavoro che sta dietro la realizzazione della nostra carta e il contatto con queste persone è fantastico.

Chi è il vostro cliente tipo, nell’era di internet e di e-mail?
E’ colui/colei che sceglie ancora di scrivere a un amico o al fidanzato/a impugnando una stilografica. Una persona che ami mettere nero su bianco i propri pensieri. Ecco: noi occupiamo questo spazio che ancora la mail elettronica ci lascia. (Viviana Musumeci)

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