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Nicolò Cardi, il lusso di guadagnare con l’arte

Galleria Cardi Black Box
Galleria Cardi Black Box

Sta facendo parlare di sé da qualche tempo per il suo approccio diverso al mondo dell’arte. Da un anno il gallerista Nicolò Cardi ha aperto uno spazio a Milano in Porta Nuova 38 per ospitare mostre d’arte contemporanea. La Cardi Black Box vede la partecipazione anche di Barbara Berlusconi e Martina Mondadori. Lux Revolution lo ha intervistato per fare un primo bilancio sulla sua galleria e sull’idea del neo-lusso dei giovani mercanti d’arte di oggi.

Provieni da un’esperienza trentennale – a livello familiare- nel mondo dell’arte. Come ha reagito la tua famiglia alla decisione di seguire le orme di tuo padre? Quanto hai ereditato da lui e quanto ti discosti?
La mia storia è la naturale prosecuzione dell’impegno di mio padre, che dal 1970 si è occupato d’arte. Non solo ho sempre vissuto  in un contesto fatto di arte contemporanea, ma ho mosso i miei primi passi lavorativi accanto a lui. Poi, un giorno, ho sentito che era arrivato il momento di prendere la mia strada. La mia famiglia mi ha sempre appoggiato. Sicuramente da mio padre ho ereditato la capacità imprenditoriale e l’amore per l’arte.

Perché  parli di un diverso modo di affrontare l’arte e il suo mondo?
Ho creato Cardi Black Box per dare un segnale nuovo, diverso al mondo dell’arte. Sul fronte della programmazione culturale e della selezione degli artisti Cardi Black Box ha un’impostazione rigorosamente museale: cerchiamo di essere presenti partecipando alla crescita e allo sviluppo dell’arte contemporanea selezionando artisti giovani ma già notati da musei o istituzioni internazionali oppure artisti più affermati, apprezzati dal mondo dell’arte ma ancora poco esplorati dal mercato. Per fare questo, Cardi Black Box ha affidato la direzione artistica a persone con un background professionale maturato in importanti istituzioni. In pratica, ciò che abbiamo fatto è stato “sezionare” a metà la figura tradizionale del gallerista ” tuttofare”, creando una struttura basata sulla logica del team e sulla divisione dei compiti per aree di competenza. A me spetta un ruolo più manageriale, legato alla gestione della società di cui sono amministratore delegato: Cardi Black Box è a tutti gli effetti una azienda, con uno staff di circa trenta persone, tutte con ruoli e  competenze precisi e una missione condivisa: proporre ai collezionisti artisti e opere di grande qualità, che non scompariranno con l’alternanza delle mode.

A che tipo di cliente ti rivolgi?
Su questo siamo ambiziosissimi: considero questa avventura una sorta di  rivoluzione perché  il mio obiettivo è portare l’arte contemporanea a tutti. La nostra comunicazione si rivolge a 360 gradi perché vuole arrivare non solo alla ristretta cerchia degli interessati. Stiamo cercando di rompere quell’aura sacrale che avvolge il mondo dell’arte e al suo posto creare confidenza, familiarità, abitudine. I nostri vernissage hanno ogni volta un afflusso di almeno 3000 persone. Collezionisti, ma anche semplici curiosi. E noi teniamo moltissimo anche a questo tipo di pubblico, consapevoli del ruolo chiave che le gallerie d’arte oggi hanno per lo sviluppo della conoscenza dell’arte contemporanea.

Mi parli della galleria londinese. Hai intenzione di aprire anche in altre città? Quali sono oggi i luoghi deputati all’arte e al business che vi ruota intorno?
Cardi Black Box è nato sin dall’inizio con una forte vocazione internazionale. L’idea è sempre stata di dar vita a un modello tutto italiano e di esportarlo poi nel mondo. Stiamo lavorando per l’apertura a breve di una sede Londra, che nonostante abbia sentito la crisi in maniera consistente, resta per il contemporaneo la città più vivace. La partita sarà : scatola nera contro cubo bianco! Poi, nei prossimi cinque anni, sarà la volta di New York e Zurigo.

I Paesi Arabi, crisi di DUbai a parte, sono molto aperti e propensi a sostenere l’arte con progetti e allestimenti frequenti e costosi. Ti interesse quel mercato?
Credo che sia un mercato interessante, assolutamente in via di espansione e naturalmente sono molto attento a quello che succede. Anche dal punto di vista artistico vi sono artisti molto interessanti. Per il nostro sviluppo abbiamo scelto una strada che puntando sulla formula del “Made in italy” possa per gradi approdare ovunque. Ma con passi attenti, misurati.

La crisi ha colpito anche il business dell’arte?
In questo momento storico l’arte può rigenerare ottimismo perché mette l’uomo al centro del dibattito culturale,  investe sulle capacità artistiche e si prefigge di lasciare segni alla storia e alla collettività. Nel nostro paese l’etica sembra sempre che vada contro il mondo dell’impresa ma è il contrario perché al pari dell’arte, l’etica genera un valore inestimabile.

Qual è l’apporto di Martina Mondadori e di Barbara Berlusconi?
Il supporto che Martina e Barbara hanno dato a Cardi Black Box è stato ed è  determinante per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.Sono entrambe donne concrete e molto determinate sul lavoro, ambedue molto motivate nella scelta di un progetto legato all’arte contemporanea. Ogni scelta la condividiamo e la portiamo avanti con coraggio e impegno.

Che bilancio fai a un anno dall’apertura della Galleria?
Un bilancio positivo nel quale posso dire di aver raggiunto dei traguardi importanti, ma con la mente sono sempre orientato a guardare tutto quello che devo ancora fare.

Che cos’è  per te il lusso? Come lo vivi?
Il vero lusso oggi è il tempo. Da dedicare alle proprie passioni, qualsiasi esse siano. (Viviana Musumeci).

cardiblackbox.com

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Ottobre 2, 2011 luca

Segnalo un artista: LARI – http://www.fabiolari.com
Invito ad andare sul suo sito

Gennaio 27, 2012 Gordon Lange-Kelly

All right !!

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