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L’intervista: Baldo Baldi, l’artista della pipa
Cura maniacale dei dettagli e volumi asimmetrici che si ispirano al Cubismo e al Futurismo sono i segni distintivi delle pipe di Baldo Baldi, uno dei più famosi e stimati pipemaker al mondo. Da più di quaranta anni l’artigiano genovese trascorre l’intera giornata nel suo laboratorio a scolpire opere d’arte apprezzate da collezionisti di tutto il mondo, opere che vengono persino esposte in prestigiosi musei come, ad esempio, il Moma di New York.
Le placche in radica da cui ricava i suoi piccoli capolavori sono accuratamente selezionate tra quintali di ciocchi liguri o provenzali e provengono da 20/30 anni di stagionatura naturale. Nei pezzi più preziosi il comune metacrilato del bocchino viene sostituito dall’ambra.
Lei è architetto e ha cominciato a lavorare come interior designer. Come è nata la sua passione per le pipe?
Sono architetto per formazione e nella vita avrei voluto fare lo scultore. Ho cominciato a fumare la pipa a sedici, diciassette anni e siccome non potevo permettermi di comprare delle buone pipe ho cominciato a farmele da solo, come hobby. Poi un giorno sono andato dal mio dentista e non avevo soldi: come pagamento mi ha chiesto la pipa che stavo fumando. Da lì ho cominciato a lavorare più seriamente e ora sono 43 anni che mi dedico esclusivamente alle mie pipe.
Alcune delle sue opere sono vere e proprie sculture. Da cosa trae ispirazione?
Più che un artigiano mi definisco un artista. Per me la pipa è un pretesto: la mia è una ricerca sulle linee, sulle forme, sui volumi. Quaranta anni fa ho rotto i canoni classici di questa professione cercando di andare oltre la funzione dell’oggetto: costruisco infatti pipe che sono delle vere sculture, spesso ispirate al Cubismo o ad artisti come Picasso, Salvador Dalì e Giacomo Balla. Tutti gli anni alcuni dei miei pezzi – una quarantina circa – sono in mostra al Chicago Pipe Show, la più grande esposizione del settore. Inoltre una delle mie pipe è esposta al Moma di New York come opera d’arte e per il prossimo anno ho in programma una mostra con alcuni pezzi “da galleria” che vorrei esporre a Parigi, New York e Shangai.
Quante pipe produce in un anno e quali sono le loro caratteristiche?
Costruisco circa 120 pipe in un anno e le vendo principalmente in Italia, ma sono molto conosciuto anche negli Stati Uniti, dove ci sono persone disposte a spendere anche 10 mila euro per una delle mie creazioni. Ho clienti anche in Cina e a Mosca. Le mie pipe costano molto perché sono tutte fatte a mano, con molta cura per ogni dettaglio: per un singolo pezzo sono necessari due giorni, spesso di 14 o 15 ore ciascuno, di duro lavoro.
Come nasce una delle sue pipe?
La mia è una tipica bottega del Quattrocento: nel mio laboratorio non ho macchinari, neanche un tornio, salvo un vecchio trapano che uso per i fori del cannello e del fornello e una mola a spazzole per la lucidatura. Faccio tutto a mano, con lima, sgorbia e carte vetrate e lavoro ancora come quando ho cominciato, più di quaranta anni fa. Prima disegno la forma della pipa direttamente sulla radica, lasciandomi ispirare dalla grana e dalle particolarità di ogni pezzo, poi comincio a scolpire. Lavoro da solo perché mi piace seguire personalmente ogni minima fase della lavorazione; in fondo per me il mio lavoro è come la vita: sono i dettagli che la rendono bella.(Francesca Scarabelli)










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In questi giorni, mentre mi dedicavo alla pulizia delle pipe lasciatemi da mio padre, ho ritrovato una Baldi che lo stesso Autore mi regalò circa 40 anni orsono.
Non nascondo le emozioni ed il ricordo di tempi ormai lontani nati nel tenere tra le mani un oggetto così stupendo.
Con piacere ho trovato questo sito e trovato la foto di Baldo.
Con l’occasione le mie più sicere congratulazioni per le Tue opere
Franco Coletti