People

L’intervista: Ambra Medda

Ambra Medda
Ambra Medda

Ambra Medda è una donna amabilmente contraddittoria. Appassionata di design e sostenitrice delle nuove leve, ama vestirsi in maniera parzialmente retrò. I suoi cappellini con veletta sono ormai un must abbinati spesso ad abiti Fendi, marchio con cui Medda ha stretto una partnership da qualche tempo che vede l’azienda di moda sponsorizzare i progetti di design che stanno a cuore ad Ambra a Milano durante il Salone Internazionale del Mobile. Quest’anno è stata la volta di Design Vertigo.

Dal tuo curriculum si evince che hai studiato lingue. Come sei arrivata al design?
Ho studiato cinese a Londra. Ero attratta sia dall’aspetto culturale sia dal suono della lingua. Ho vissuto poi in Cina in un periodo di grande fermento e crescita per quel Paese. Sebbene non ci sia nessun legame tra lo studio delle lingue e il design, reputo comunque che la formazione costituisca le persone e ciò che fanno. Ciò che ho studiato fa parte di me e del mio modo di vedere il mondo. Studiare il cinese è un po’ come studiare il latino: ha più a che fare con la logica e ti fa approcciare alle cose in maniera diversa.

Quali sono stati i passi che ti hanno condotto a Design Miami?
Ho sempre adorato il design, anche perché è sempre stato un affare di famiglia e sono cresciuta praticamente a contatto con questo mondo. Ho semplicemente pensato che il mondo del design dovesse ricomprire un ruolo più importante nel concetto di cultura contemporanea. C’era tutto un mondo straordinario, fatto di oggetti e persone che necessitava di una vera vetrina. Design Miami ha riempito un vuoto nel mercato mettendo in contatto collezionisti,  designer e galleristi.

Come ha influito la crisi su questo settore?
La crisi ha avuto un forte impatto anche su questo ambito; detto ciò non tutti gli impatti sono negativi. I designer hanno risposto con una dose di maggiore creatività,  mentre i collezionisti fanno più attenzione a come spendono.

A cosa state lavorando per la prossima edizione di Design Miami?

Stiamo lavorando per Design Miami/Art Basel dove presenteremo un fantastico gruppo di 32 gallerie internazionali di design, porteremo anche il Designer of the Future Awards e Design Talk Program. I nostri sponsor sono Audi e Hsbc Private Bank. Infine stiamo lavorando ad altri progetti divertenti visto che quest’anno festeggeremo la nostra decima esposizione.

Quali sono le tendenze che intravedi nel mondo della creatività?
Direi che il fenomeno più rilevante al momento sia quello dell’impollinazione cross mediale tra i vari ambiti: arte, scienza, design, architettura, moda, film e tecnologia sembra che si stiano influenzando l’una con le altre.

Cosa ti aspetti dal Salone del mobile e cosa ne pensi?

Sono sempre entusiasta di parteciparvi. Mi aspetto di vedere emergere nuovi talenti. Ho molto rispetto per questa manifestazione.

Sui giornali appari spesso vestita firmata Fendi. E’ l’unico brand di riferimento per il tuo guardaroba?
Mi piace molto lo stile Fendi, anche se ho un approccio eclettico. Amo molto l’abbigliamento. Per me è come un gioco, tanto che spesso acquisto anche vestiti vintage.

Che cos’è il lusso per te?
E’ libertà. Credo che l’espressione del sé sia l’ultimo vera frontiera del lusso. Lavorare ai tuoi progetti e poter esplorare i tuoi sogni è un vero lusso.

Quali sono i posti preferiti a Milano e a Miami?
Quando vengo a Milano, dove ho molti amici – Ambra Medda è di origine italiana ndr. – passo sempre da 10 Corso Como, dalla Cardi Black Box e alla Triennale. A Miami, invece, trovo impagabile guardare il tramonto dallo Standard Hotel.(Viviana Musumeci)

Tags: Salone del Mobile di Milano

Vota
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle0 voti
Stampa |

Invia a un amico





Invia a un amico

Lascia un commento