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Eterne creazioni di bijoux
Ha iniziato a creare alta bigiotteria per i conti Visconte di Modrone ai tempi della seconda guerra mondiale. Prima ancora che il Duce Mussolini imponesse di restituire l’oro alla Patria per finanziare la guerra. Nel 1944, Maria Vittoria Albani, ha aperto insieme alla madre il primo laboratorio di bigiotteria a Milano. Il successo fu immediato e la boutique si trasferì nel quadrilatero della moda, in via Montenapoleone 6/a. Raffaella Curiel andava a fare gli ordini prima di ogni sua sfilata e lo staff di De Wan, prestigioso marchio di bijoux torinese, chiedeva preziosi pezzi da aggiungere alle collezioni. Oggi, dopo oltre sessant’anni, Ornella bijoux, insignita del prestigioso marchio “Bottega storica di Milano” continua a creare parure per le sue clienti e vari stilisti come Dolce e Gabbana.
Cosa è per lei il lusso?
Il fascino senza tempo. I miei bijuox possono essere indossati sempre, oggi come sessant’anni fa. Perché si tratta di pezzi unici realizzati con l’arte dell’alta bigiotteria imparata da mia madre, materiali di qualità e un gusto classico.
A cosa si ispira?
La natura è la mia più grande fucina di idee. Per Natale ho realizzato la linea melograno, un frutto di buon auspicio, simbolo di bellezza e fertilità. Si tratta di un collier con orecchini e spilla in metallo dorato e passamaneria in oro antico intrecciato con Swarovski e pietra in vetro di Murano rossa.
Quanto tempo impiega per realizzare un bijoux?
In media una settimana ma a volte mi serve più tempo. Ad esempio ho rielaborato una linea di bijoux, prendendo ispirazione dai “bijoux de deuil, i gioielli in jais nero che la regina Vittoria aveva imposto alle dame di corte alla morte del marito Albert, ora diventati oggetti di antiquariato. Il jais è molto elegante e dona un tocco di esclusiva raffinatezza se indossato per una serata di gala.
Quale tipo di donna indossa i suoi gioielli ?
Chi ricerca un oggetto esclusivo e ha personalità per indossarlo. Io dico sempre alle mie clienti che “il bijuox di Ornella è l’oggetto dell’apparire per scoprire l’eleganza dell’essere”. (Serena Burioni)







