
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>LuxRevolution &#187; People</title>
	<atom:link href="http://www.luxrevolution.com/people/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.luxrevolution.com</link>
	<description>Lusso e passioni 2.0</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 12:40:26 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Maurizio Marcolin, occhiali di lusso: «la coerenza del posizionamento è fondamentale»</title>
		<link>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/maurizio-marcolin-occhiali-di-lusso-%c2%abla-coerenza-del-posizionamento-e-fondamentale%c2%bb-43276.html</link>
		<comments>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/maurizio-marcolin-occhiali-di-lusso-%c2%abla-coerenza-del-posizionamento-e-fondamentale%c2%bb-43276.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 15:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Heritage Luxury]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marcolin]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Marcolin]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Ford]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luxrevolution.com/?p=43276</guid>
		<description><![CDATA[La Cina come nuovo mercato di riferimento del lusso, ma anche i nuovi codici di stile del mondo dell&#8217;occhialeria e come coniugare accessibilità ed esclusività attraverso una distribuzione selezionata. Durante Heritage Luxury, il summit dell&#8217;International Herald Tribune presieduto da Suzy Menkes e svoltosi a Londra, Luxrevolution.com ha l&#8217;occasione di interistare&#8230;

<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-michele-norsa-cina-presto-primo-mercato-del-lusso-43236.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Heritage Luxury, Michele Norsa: Cina presto primo mercato del lusso'>Heritage Luxury, Michele Norsa: Cina presto primo mercato del lusso</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/techno-luxury-2009-intervista-a-christopher-colfer-dunhill-41032.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Techno Luxury 2009: intervista a Christopher Colfer (Dunhill)'>Techno Luxury 2009: intervista a Christopher Colfer (Dunhill)</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lusso-inaccessibile-intervista-a-claudia-chiari-42749.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Lusso inaccessibile, intervista a Claudia Chiari'>Lusso inaccessibile, intervista a Claudia Chiari</a></li><ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Cina come nuovo mercato di riferimento del lusso, ma anche i nuovi codici di stile del mondo dell&#8217;occhialeria e come coniugare accessibilità ed esclusività attraverso una distribuzione selezionata. Durante Heritage Luxury, il summit dell&#8217;International Herald Tribune presieduto da Suzy Menkes e svoltosi a Londra, <em>Luxrevolution.com </em>ha l&#8217;occasione di interistare <strong>Maurizio Marcolin,  Style &amp; Licensing Officer del Gruppo Marcolin</strong>, uno delle prime realtà al mondo nel campo dell&#8217;occhialeria di lusso che gestisce le licenze di marchi come Tom Ford, Roberto Cavalli, Dsquared2, Montblanc, John Galliano.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dottor Marcolin,</strong><strong> la Cina è già oggi il mercato di riferimento per il futuro del mondo del lusso.  Quanto peserà in futuro?</strong><br />
Decisamente la Cina è un mercato che cresce a livello globale su tutti i prodotti in termini d&#8217;acquisto. La crescita del potere economico dei consumatori cinesi non coinvolge solo i beni durevoli, ma anche quelli di lusso. L&#8217;occhiale, in particolare, è un oggetto di lusso e non, che ingloba un lifestyle.  E&#8217; sicuramente un altro di quei prodotti ai quali la Cina si avvicinerà sempre di più. Noi che abbiamo in portafoglio brand di lusso internazionali siamo molto attenti a questa crescita. Per usare un gioco di parole, studiare sempre più da vicino il mercato cinese è un lusso che non ci si può più permettere. Aziende globali come la nostra devono prenderne atto in maniera sempre più forte, sia come struttura aziendale che a livello distributivo sul territorio.</p>
<p><strong>Come si trasferisce l&#8217;heritage di un brand in un accessorio come l&#8217;occhiale, iconico e decisamente molto visibile?</strong><br />
Ogni brand cerca di ricreare nei prodotti che presenta ai consumatori la sua storia. E&#8217; chiaro però che ogni stilista sceglie anche il tipo di variabile da spingere di anno in anno: siamo nel campo del lusso-fashion, quindi le novità sono all&#8217;ordine del giorno. In queste novità c&#8217;è però sempre una continuità con il concetto di heritage di ogni marchio, ovviamente modernizzato con i materiali e le lavorazioni più innovative.</p>
<p><strong>Come avviene questo processo creativo</strong><strong>?<br />
</strong>I nostri stilisti, parlo dei marchi dei quali gestiamo le licenze per l&#8217;occhialeria, ci danno delle idee ben precise e con il nostro expertise andiamo a lavorare su quei concetti di heritage, studiando materie prime e prodotti del passato, riguardando i film, i modi di vita e le icone di un tempo e vestendo quel prodotto con quelle variabili che sono leggibili dal consumatore moderno. Questo è il lavoro che facciamo con i nostri marchi: in ogni prodotto dobbiamo seguire e reinterpretare in chiave moderna e coerenti quelli che sono i concetti di heritage. Abbiamo scelto di lavorare con dei brand molto forti, che sanno raccontare una storia continuativa e reinterpretarsi negli anni. E questo permette di fare innovazione senza perdere quella che è la storicità del brand.</p>
<p><strong>Quali sono i brand che vi stanno dando maggiori soddisfazioni in questo periodo?</strong><br />
Abbiamo avuto molti successi, ma la più grande case history di tutta l&#8217;occhialeria negli ultimi anni è stato il lancio della collezione di Tom Ford che con il suo prodotto ha sfondato il mercato sia intermini di notorietà che di presenza innovativa anche nel segmento occhiali.</p>
<p><strong>L&#8217;occhialeria è un prodotto più accessibile, solitamente, rispetto al resto dell&#8217;abbigliamento di un brand di lusso. Come coniugare in maniera corretta esclusività e accessibilità?</strong><br />
I nostri occhiali si posizionano nella parte medio-alta del settore, ma è chiaro che se li mettiamo in concorrenza con gli altri prodotti che il brand produce sono più accessibili. E&#8217; la distribuzione che ne facciamo e l&#8217;attenzione ai particolari del prodotto che lo rendono un oggetto selezionabile all&#8217;interno di un parterre di consumatori, ma non accessibile a tutti. Questo atteggiamento seleziona il mercato. L&#8217;idea di Marcolin è quella di avere dei brand dove il posizionamento del prodotto, la sua qualità e la distribuzione siano coerenti. Non abbiamo mai commesso errori di overdistribution con nessuno dei nostri brand. Preferiamo tenere una tensione sulla domanda piuttosto che soddisfarla tutta.</p>
<p><strong>La crisi ha portato anche una rilettura di quelli che sono i codici stilisti anche nel mondo dell&#8217;occhialeria? </strong><br />
C&#8217;è stato sicuramente un avvicinamento al consumatore in termini di prodotto, c&#8217;è stato un lavoro di razionalizzazione stilistica anche da parte di quei marchi che storicamente sono sempre stati meno minimalisti. Fare il prodotto straordinario, eccentrico, non è più di moda. Anche se ognuno deve segmentare il proprio mercato, c&#8217;è stato uno shifting dall&#8217;eccentrico ad un design più pulito.<br />
<strong><br />
Quali sono i nuovi materiali che sono stati introdotti recentemente nell&#8217;occhialeria?</strong><br />
Nel nostro settore non c&#8217;è l&#8217;invenzione pura, se non in casi particolari, ma c&#8217;è un forte concetto di innovazione. Si prendono le tecnicalità dalla gioielleria, dall&#8217;arredamento, dall&#8217;automobilismo o da altri settori e si cerca di interpretarle all&#8217;interno del sistema occhiali. Si prendono processi laterali e si portano in azienda. E si lavora affinché i nuovi prodotti siano sempre più green e sostenibili.</p>
<p><strong>Quanto conta la rete nei nuovi paradigmi della comunicazione di lusso?<br />
</strong>Stiamo lavorando per capire bene come lavorare sulla rete con ogni singolo brand. Internet è un processo molto vasto e bisogna stare attenti a non democratizzare troppo il brand spersonalizzandolo delle sue caratteristiche. Bisogna pilotare selettivamente il consumatore.<strong><em>(Jarvis Macchi)</em></strong></p>


<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-michele-norsa-cina-presto-primo-mercato-del-lusso-43236.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Heritage Luxury, Michele Norsa: Cina presto primo mercato del lusso'>Heritage Luxury, Michele Norsa: Cina presto primo mercato del lusso</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/techno-luxury-2009-intervista-a-christopher-colfer-dunhill-41032.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Techno Luxury 2009: intervista a Christopher Colfer (Dunhill)'>Techno Luxury 2009: intervista a Christopher Colfer (Dunhill)</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lusso-inaccessibile-intervista-a-claudia-chiari-42749.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Lusso inaccessibile, intervista a Claudia Chiari'>Lusso inaccessibile, intervista a Claudia Chiari</a></li><ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/maurizio-marcolin-occhiali-di-lusso-%c2%abla-coerenza-del-posizionamento-e-fondamentale%c2%bb-43276.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Heritage Luxury, Matteo Marzotto: le strategie di Vionnet</title>
		<link>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-matteo-marzotto-le-strategie-di-vionnet-43244.html</link>
		<comments>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-matteo-marzotto-le-strategie-di-vionnet-43244.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 15:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Heritage Luxury]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[International Herald Tribune]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Marzotto]]></category>
		<category><![CDATA[Vionnet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luxrevolution.com/?p=43244</guid>
		<description><![CDATA[La nuova avventura di Matteo Marzotto si chiama Vionnet, il marchio di haute couture fondato da madame Madeleine nel 1912 e rimasto per lungo tempo come «la bella addormentata», in attesa del bacio del principe che la risvegliasse dal letargo.
Quel bacio è arrivato e Matteo Marzotto, insieme al designer&#8230;

<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/luxurymarket/marzotto-il-rilancio-di-vionnet-39035.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Marzotto, il rilancio di Vionnet'>Marzotto, il rilancio di Vionnet</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/speciali/heritage-luxury/international-herald-tribune-a-londra-lheritage-luxury-summit-2010-43187.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: International Herald Tribune, a Londra l&#8217;Heritage Luxury Summit 2010'>International Herald Tribune, a Londra l&#8217;Heritage Luxury Summit 2010</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-michele-norsa-cina-presto-primo-mercato-del-lusso-43236.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Heritage Luxury, Michele Norsa: Cina presto primo mercato del lusso'>Heritage Luxury, Michele Norsa: Cina presto primo mercato del lusso</a></li><ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova avventura di Matteo Marzotto si chiama Vionnet, il marchio di haute couture fondato da madame Madeleine nel 1912 e rimasto per lungo tempo come «la bella addormentata», in attesa del bacio del principe che la risvegliasse dal letargo.<br />
Quel bacio è arrivato e Matteo Marzotto, insieme al designer Rodolfo Paglialunga, sta rilanciando il mito di una delle più grande coutourier francesi. Come? Con una strategia di prodotto che comprende anche accessori e collezioni complete, una politica dei piccoli passi che punta ad una crescita controllata e un posizionamento «quality glam», come lo definisce lo stesso Marzotto. Luxrevolution l&#8217;ha intervistato a margine dell&#8217;Heritage Luxury Summit dell&#8217;International Herald Tribune.</p>
<p><strong>Matteo Marzotto, cosa significa «quality glam» per lei e per Vionnet?</strong><br />
Quality glam è il nuovo modo di vedere la moda. I consumatori vogliono avere più consistenza dietro il prodotto, non spendono così facilmente solo per avere qualcosa. Dobbiamo dare qualcosa di più, non solo l&#8217;idea. Per questo mi piace parlare più di quality glam piuttosto che di luxury, che è un termine che vuol dire tante cose e che, secondo me, oggi è inflazionato.</p>
<p><strong>State per aprire il vostro primo negozio monomarca nel Middle East e, ad oggi, siete distribuiti in 140 top retailer nel mondo. Quali sono le aree e i mercati sui quali puntate di più per crescere?</strong><br />
Oggi la situazione è abbastanza bilanciata. Stiamo investendo molto negli Stati Uniti e in Inghilterra, dove stiamo andando molto bene. Bene stiamo facendo anche in Russia e in Italia, mercato quest&#8217;ultimo non semplice. Stiamo soffrendo un po&#8217; in Francia, anche se &#8220;soffrire&#8221; è un termine inadeguato, visto che stiamo partendo da zero. La Cina è un mercato molto importante perché dimostra di essere molto sensibile alla storia, soprattutto a quella bella di qualità.</p>
<p><strong>Quanto contano le nuove tecnologie oggi per raccontare la storia di un brand dal grande heritage come Vionnet?</strong><br />
Sono molto importanti. Anche un brand piccolo come il nostro può essere eccezionalmente spinto e sostenuto con delle operazioni specifiche in rete, che non possono però essere quelle della massificazione. C&#8217;è un mondo che si sta muovendo e bisogna esserci, con equilibrio ma bisogna esserci.</p>
<p><strong>L&#8217;e-commerce rientra nei vostri progetti?</strong><br />
Ci stiamo pensando, la mia idea è quella di poter vendere online gli accessori e una parte dell&#8217;abbigliamento.<em><strong>(Jarvis Macchi)</strong></em></p>


<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/luxurymarket/marzotto-il-rilancio-di-vionnet-39035.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Marzotto, il rilancio di Vionnet'>Marzotto, il rilancio di Vionnet</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/speciali/heritage-luxury/international-herald-tribune-a-londra-lheritage-luxury-summit-2010-43187.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: International Herald Tribune, a Londra l&#8217;Heritage Luxury Summit 2010'>International Herald Tribune, a Londra l&#8217;Heritage Luxury Summit 2010</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-michele-norsa-cina-presto-primo-mercato-del-lusso-43236.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Heritage Luxury, Michele Norsa: Cina presto primo mercato del lusso'>Heritage Luxury, Michele Norsa: Cina presto primo mercato del lusso</a></li><ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-matteo-marzotto-le-strategie-di-vionnet-43244.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Heritage Luxury, Michele Norsa: Cina presto primo mercato del lusso</title>
		<link>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-michele-norsa-cina-presto-primo-mercato-del-lusso-43236.html</link>
		<comments>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-michele-norsa-cina-presto-primo-mercato-del-lusso-43236.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 18:34:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Heritage Luxury]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Ferragamo]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Norsa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luxrevolution.com/?p=43236</guid>
		<description><![CDATA[La Cina si avvia a diventare il primo mercato del lusso. Un mercato sofisticato ed esigente, che cerca prodotti di vera qualità. Un Eldorado per i brand del Made in Italy, a patto di lavorare con serietà sul territorio, con prodotti autentici e di qualità. Come spiega Michele Norsa, ceo&#8230;

<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-matteo-marzotto-le-strategie-di-vionnet-43244.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Heritage Luxury, Matteo Marzotto: le strategie di Vionnet'>Heritage Luxury, Matteo Marzotto: le strategie di Vionnet</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/luxurymarket/la-cina-numero-due-del-lusso-38995.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La Cina numero due del lusso'>La Cina numero due del lusso</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/ferragamo-e-best-of-the-best-in-cina-40733.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ferragamo è &#8220;Best of the Best&#8221; in Cina'>Ferragamo è &#8220;Best of the Best&#8221; in Cina</a></li><ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Cina si avvia a diventare il primo mercato del lusso. Un mercato sofisticato ed esigente, che cerca prodotti di vera qualità. Un Eldorado per i brand del Made in Italy, a patto di lavorare con serietà sul territorio, con prodotti autentici e di qualità. Come spiega Michele Norsa, ceo e group managing director di Ferragamo, che conosce il mercato cinese molto bene e che a margine del suo intervento all&#8217;Heritage Luxury Summit di Londra, l&#8217;annuale conferenza organizzata dall&#8217;International Herald Tribune sul mercato del lusso e presieduta da Suzy Menkes, parla con <em>Luxrevolution.com</em>, spiegando come i nuovi consumatori cinesi vogliono prodotti «autentici e di qualità» e di come la Cina sia «già oggi uno dei più importanti mercato del lusso, che offre molte più opportunità di India, Russia e Brasile».</p>
<p><strong>L&#8217;attenzione per la qualità è tornata ad essere un requisito di primaria importanza nelle scelte del consumatore. E&#8217; l&#8217;effetto della crisi?</strong><br />
Credo che la crisi abbia riportato ad un comportamento di acquisto più ragionevole, più logico e più basato sul valore dei prodotti, sulla qualità dei materiali, sul comfort, sulla durata nel tempo. Questo favorisce i brand che hanno queste caratteristiche come noi.</p>
<p><strong>La Cina è un paese complesso da affrontare dal punto di vista del business. Per andarci è necessario avere sempre dei partner locali? </strong><br />
E&#8217; indispensabile lavorare con dei partner locali, soprattutto all&#8217;inizio, perché la conoscenza si acquisisce in tempi abbastanza lunghi. E&#8217; importante avere contatti locali che conoscono nelle città le persone che contano. Nel giro di qualche anno anche la Cina tenderà ad assomigliare agli altri mercati, oggi è ancora una realtà molto complessa.</p>
<p><strong>Proprio per la complessità di questo mercato, quanto conta utilizzare al meglio le opportunità offerte dal digitale per raggiungere i consumatori?<br />
</strong>In un mercato come la Cina l&#8217;info-commerce è fondamentale. Già oggi sono frequenti le ricerche che vengono fatte dai cinesi in rete per trovare prodotti di qualità. Conoscono molto bene i prezzi e i prodotti dei beni che cercano. Non abbiamo ancora cominciato con l&#8217;e-commerce, ma spero che anche noi potremmo vendere in Cina in un futuro non troppo lontano.</p>
<p><strong>Invece l&#8217;e-commerce nel resto del mondo come sta andando?</strong><br />
Il mercato più importante resta ancora quello degli Stati Uniti, mentre per quanto riguarda l&#8217;Europa, l&#8217;Inghilterra  rappresenta il 70% del valore perchè, a parte Londra, ha una minor copertura di punti vendita fisici sul territorio. E&#8217; un mercato che cresce molto rapidamente e ci sta dando molte soddisfazioni. Al di là dell&#8217;e-commerce oggi però è molto più importante l&#8217;aspetto della comunicazione di internet, che porta indirettamente business nei negozi, soprattutto rispetto al volume di mercati come l&#8217;Italia dove non c&#8217;è una grande abitudine all&#8217;acquisto in rete.<em><strong>(Jarvis Macchi)</strong></em></p>


<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-matteo-marzotto-le-strategie-di-vionnet-43244.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Heritage Luxury, Matteo Marzotto: le strategie di Vionnet'>Heritage Luxury, Matteo Marzotto: le strategie di Vionnet</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/luxurymarket/la-cina-numero-due-del-lusso-38995.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La Cina numero due del lusso'>La Cina numero due del lusso</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/ferragamo-e-best-of-the-best-in-cina-40733.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ferragamo è &#8220;Best of the Best&#8221; in Cina'>Ferragamo è &#8220;Best of the Best&#8221; in Cina</a></li><ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/heritage-luxury-michele-norsa-cina-presto-primo-mercato-del-lusso-43236.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gianluca Saitto, ricami couture nel cuore di Brera</title>
		<link>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/gianluca-saitto-ricami-couture-nel-cuore-di-brera-43055.html</link>
		<comments>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/gianluca-saitto-ricami-couture-nel-cuore-di-brera-43055.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 08:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Saitto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luxrevolution.com/?p=43055</guid>
		<description><![CDATA[Haute couture impreziosita da ricami tra le vie di Brera. Un «salotto laboratorio» per raffinate fashioniste e per le signore della «Milano bene» che alla firma preferiscono l&#8217;eleganza e lavorazioni artigianali. Lo scegliere il tessuto, vedere il capo che si compone piano piano, passaggio dopo passaggio. Perché accanto alla collezione&#8230;

<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/living/nautica-living/weyves-couture-i-sogni-del-mare-37347.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Weyves Couture, i sogni del mare'>Weyves Couture, i sogni del mare</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/beauty/juicy-couture-solid-parfum-essenza-parigina-39091.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Juicy Couture Solid Parfum, essenza parigina'>Juicy Couture Solid Parfum, essenza parigina</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/briatore-una-linea-couture-37731.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Briatore, una linea couture'>Briatore, una linea couture</a></li><ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Haute couture impreziosita da ricami tra le vie di Brera. Un «salotto laboratorio» per raffinate fashioniste e per le signore della «Milano bene» che alla firma preferiscono l&#8217;eleganza e lavorazioni artigianali. Lo scegliere il tessuto, vedere il capo che si compone piano piano, passaggio dopo passaggio. Perché accanto alla collezione di pret-à-porter, giovane e ironica, è il su misura il vero cuore dello showroom di via Ponte Vetero 22 di Gianluca Saitto, giovane stilista che ha scelto il ricamo e la couture come suo tratto distintivo.</p>
<p><strong>Come nasce l&#8217;idea di impreziosire abiti dal taglio moderno e contemporaneo con i ricami raffinati e complicati?</strong><br />
Il ricamo è sempre stato la mia passione. L&#8217;ho imparato da autodidatta e ho affinato sempre più la tecnica, scoprendone di nuove.</p>
<p><strong>Chi sono le tue clienti?</strong><br />
Da gennaio 2010 ho aperto il mio atelier e il pubblico è molto vario: c&#8217;è la ragazza di vent&#8217;anni che acquista la gonna con le piume o il top in paillettes, la gonna a ruota o altri pezzi più divertenti; insieme alla signora che invece ordina l&#8217;abito più importante, per la sera o delle giacche ricamate. E anche uomini, che scelgono modelli classici con tessuti particolari o dei ricami come dettagli. O che scelgono dei gilet ricamati.</p>
<p><strong>Qual è la difficoltà di essere giovane e voler lavorare a Milano nel campo della moda: mancano gli spazi, una distribuzione accessibile, fondi?</strong><br />
Bisogna muoversi da soli, perché non c&#8217;è un vero e proprio supporto agli stilisti giovani, al di là delle parole. La distribuzione è normale che sia complicata: siamo in tanti e tutti vogliono mostrare il loro prodotto è ovvio che tutti non possono essere prodotti e distribuiti. Io in questo momento faccio tutto nel mio atelier-laboratorio-negozio da dove sto cominciando a far conoscere il prodotto e questa è la prima sfida. La cosa più importante, quello che ti porta la clientela è il passaparola, il contatto diretto. L&#8217;unico modo per farsi conoscere è questo.</p>
<p>Un prodotto di couture a Milano: qual è la difficoltà di spiegarlo? C&#8217;è il giusto pubblico?<br />
In molti mi hanno detto che Milano non è la piazza giusta per la couture, invece sto notando che c&#8217;è molto interesse e molta attenzione. Lavoro di più con le richieste couture che con la linea di pret-à-poter.</p>
<p><strong>Oggi i grandi marchi stanno ritornando a valorizzare il loro cöté artigianale. Come vedi questa trasformazione?</strong><br />
C&#8217;è una riscoperta della qualità artigianale in questo periodo molto forte. Se guardo alla mia realtà vedo come l&#8217;artigianalità, anche in un momento economico così difficile, porta riscontri positivi. Le persone sono interessate, vengono, scelgono e ordinano. Anche se non ho la forza di un marchio preferiscono il mio atelier perché possono scegliere il tessuto, vedere come nasce un capo, guardare le fasi di un ricamo e costruirlo insieme a me.<br />
Le grosse aziende, con una grande distribuzione, hanno dovuto cedere sulla qualità, per soddisfare richieste molto grandi. Ma anche in questo caso è una questione di etica: se si vuole massimizzare i profitti sempre e comunque bisogna ridurre i costi il più possibile e questo spesso significa abbattere la qualità delle rifiniture. La crisi invece ha cambiato l&#8217;approccio del consumatore: oggi il consumatore sta attento a ciò che compra, guarda le cuciture di un capo, i tessuti.</p>
<p><strong>Quanto tempo impieghi a fare un ricamo? Come li immagini, a che cosa ti ispiri?</strong><br />
L&#8217;ispirazione può essere qualsiasi cosa, un pittore un&#8217;area geografica. Per i ricami invece serve molto tempo, da due o tre giorni fino ad un mese di lavoro. Non c&#8217;è limite al lusso. Si parte da una base equa e poi si può salire fino all&#8217;infinito.<strong><em>(Jarvis Macchi)</em></strong></p>
<p><strong>approfondimenti</strong><br />
Gianluca Saitto<br />
<a href="http://www.gianlucasaitto.com" target="_blank">gianlucasaitto.com</a></p>
<p><strong><em>Vogue Fashion&#8217;s Night Out<br />
</em></strong>Gianluca Saitto, presentazione nuova collezione<br />
Dalle 0re 19.00 presso Calligaris Store via Tivoli<strong><em><br />
</em></strong></p>


<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/living/nautica-living/weyves-couture-i-sogni-del-mare-37347.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Weyves Couture, i sogni del mare'>Weyves Couture, i sogni del mare</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/beauty/juicy-couture-solid-parfum-essenza-parigina-39091.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Juicy Couture Solid Parfum, essenza parigina'>Juicy Couture Solid Parfum, essenza parigina</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/briatore-una-linea-couture-37731.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Briatore, una linea couture'>Briatore, una linea couture</a></li><ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/gianluca-saitto-ricami-couture-nel-cuore-di-brera-43055.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intervista: Guglielmo Miani, presidente Associazione Via Montenapoleone</title>
		<link>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-guglielmo-miani-presidente-associazione-via-montenapoleone-42886.html</link>
		<comments>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-guglielmo-miani-presidente-associazione-via-montenapoleone-42886.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 10:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Guglielmo Miani]]></category>
		<category><![CDATA[via Montenapoleone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luxrevolution.com/?p=42886</guid>
		<description><![CDATA[ E&#8217; stato eletto a marzo come nuovo presidente dell&#8217;Associazione di Via Montenapoleone ed è molto orgoglioso visto che di cognome fa Miani e da molti anni il suo negozio di abbigliamento di alta gamma – Larusmiani - campeggia proprio nella via meneghina più famosa al mondo. Guglielmo Miani ha risposto&#8230;

<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-perry-oosting-presidente-di-vertu-41765.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;intervista: Perry Oosting, presidente di Vertu'>L&#8217;intervista: Perry Oosting, presidente di Vertu</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/living/charity/campagna-nastro-rosa-per-la-prevenzione-via-montenapoleone-ce-44962.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Campagna Nastro Rosa per la prevenzione: via Montenapoleone c&#8217;è'>Campagna Nastro Rosa per la prevenzione: via Montenapoleone c&#8217;è</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/gioielli/montenapoleone-la-penna-di-armani-37851.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Montenapoleone, la penna di Armani'>Montenapoleone, la penna di Armani</a></li><ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> E&#8217; stato eletto a marzo come nuovo presidente dell&#8217;<strong>Associazione di Via Montenapoleone</strong> ed è molto orgoglioso visto che di cognome fa Miani e da molti anni il suo negozio di abbigliamento di alta gamma – <strong>Larusmiani </strong>- campeggia proprio nella via meneghina più famosa al mondo. <strong>Guglielmo Miani</strong> ha risposto ad alcune domande di <em>Luxrevolution</em>.com.</p>
<p><strong>Che cosa rappresenta via Montenapoleone nel mondo?</strong><br />
E&#8217; la quarta via del mondo per fatturato al metro quadrato e per affitti al metroquadrato. E&#8217; il simbolo dello shopping mondiale e non solo per il made in Italy, ma per l&#8217;eccellenza in generale. Il maggior numero di marchi di gioielli si trova lì. Ma c&#8217;è molto potenziale da sviluppare.</p>
<p><strong>In alcune sue interviste ricorre spesso la sua volontà di non rendere pedonale la via&#8230;</strong><br />
La pedonalizzazione sarebbe la sua morte. In via Montenapoleone accede un determinato tipo di clientela che si muove spesso con auto e autista, per cui non sarebbe saggio chiudere la strada alle  macchine. E&#8217; anche vero però che è necessario togliere alcuni elementi che disturbano esteticamente la strada, come ad esempio i camion che scaricano la merce. Bisognerebbe che lo facessero entro le 10 del mattino. Un altro servizio che vorrei venisse attuato è quello del vallet parking. Ma per questo ci vuole coordinamento anche con il comune di Milano.</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Molte città italiane, ma anche straniere, consentono l&#8217;apertura dei negozi anche in orario serale. Non pensa che un servizio simile sarebbe apprezzato anche per Montenapoleone?</strong><br />
Certo e infatti ci stiamo lavorando. Credo che il giovedì sera potrebbe essere la giornata deputata a tale apertura. A Milano la gente lavora fino a tardi, per questo consentire loro di poter effettuare lo shopping fino alle 22 potrebbe essere un segnale interessante.</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Quali sono le iniziative a cui darete un seguito nei prossimi mesi?</strong><br />
Stiamo lavorando a un evento che si terrà nel mese di ottobre e che vorrebbe diventare un appuntamento annuale, ma non posso ancora anticipare altro. E poi vorremmo organizzare più eventi, magari anche legandoli al Salone del mobile visto che nell&#8217;ultima edizione abbiamo avuto strada e negozi pieni.<a href="http://vivianamusumeciblog.wordpress.com/divi-a-perdere-il-consumo-delle-star-nella-societa-dello-spettacolo/" target="_blank"><em><strong>(Viviana Musumeci)</strong></em></a></p>


<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-perry-oosting-presidente-di-vertu-41765.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;intervista: Perry Oosting, presidente di Vertu'>L&#8217;intervista: Perry Oosting, presidente di Vertu</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/living/charity/campagna-nastro-rosa-per-la-prevenzione-via-montenapoleone-ce-44962.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Campagna Nastro Rosa per la prevenzione: via Montenapoleone c&#8217;è'>Campagna Nastro Rosa per la prevenzione: via Montenapoleone c&#8217;è</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/gioielli/montenapoleone-la-penna-di-armani-37851.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Montenapoleone, la penna di Armani'>Montenapoleone, la penna di Armani</a></li><ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-guglielmo-miani-presidente-associazione-via-montenapoleone-42886.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lusso inaccessibile, intervista a Claudia Chiari</title>
		<link>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lusso-inaccessibile-intervista-a-claudia-chiari-42749.html</link>
		<comments>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lusso-inaccessibile-intervista-a-claudia-chiari-42749.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 09:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Chiari]]></category>
		<category><![CDATA[Everlasting Luxury]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luxrevolution.com/?p=42749</guid>
		<description><![CDATA[Il futuro inaccessibile di fronte alla crisi economica e alla massificazione del brand: una sfida complicata per tutti quei marchi che non hanno abbassato l&#8217;asticella della qualità, cedendo alle sirene delle licenze e dei guadagni facili con le brand extension. E che ora si trovano a competere in uno scenario&#8230;

<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-micol-sabbadini-%c2%abil-lusso-e-fare-il-lavoro-che-ami%c2%bb-40876.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;intervista, Micol Sabbadini: «Il lusso è fare il lavoro che ami»'>L&#8217;intervista, Micol Sabbadini: «Il lusso è fare il lavoro che ami»</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/orologi/il-lusso-del-tempo-intervista-a-filippo-girardiello-45472.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il lusso del tempo: intervista a Filippo Giardiello'>Il lusso del tempo: intervista a Filippo Giardiello</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-elisabetta-tangorra-mccann-erickson-42066.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;intervista: Elisabetta Tangorra, McCann Erickson'>L&#8217;intervista: Elisabetta Tangorra, McCann Erickson</a></li><ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il futuro inaccessibile di fronte alla crisi economica e alla massificazione del brand: una sfida complicata per tutti quei marchi che non hanno abbassato l&#8217;asticella della qualità, cedendo alle sirene delle licenze e dei guadagni facili con le brand extension. E che ora si trovano a competere in uno scenario globale difficile, spesso senza la giusta organizzazione aziendale. Del futuro del lusso inaccessibile  e di quelle maison che fanno della loro qualità artiginale il loro primo <em>core value </em>parla <strong>Claudia Chiari </strong>nel suo libro <strong>«Everlasting Luxury &#8211; The future of inaccessibility» (Editrice Le Fonti),</strong> che a <em>Luxrevolution.com</em> spiega qual è stata l&#8217;evoluzione del settore. <strong>«</strong>Un futuro per il lusso inaccessibile ci sarà sempre, quella nicchia di lusso che vuole continuare ad essere tale, sopravviverà sempre<strong>»</strong>, spiega l&#8217;autrice. <strong>«</strong>Oggi si sta tornando al concetto del prodotto di lusso più che del brand di lusso, con l&#8217;artigiano, quello che ti veste su misura, che conosce vizi e virtù del cliente e sa già cosa consigliargli. Il resto sarà sempre più accessibile e continuerà la massificazione. Ma l&#8217;unico lusso è per definizione inaccessibile, il resto va sotto il nome di lusso ma lusso vero non è<strong>»</strong>.</p>
<p><strong>Quindi i marchi che negli ultimi anni hanno allargato la base clienti, sviluppando linee di prodotti entry price e brand extension, possiamo definirli ancora marchi di lusso oppure sono diventati &#8220;solo&#8221; «premium»?</strong><br />
Secondo me fanno sognare il lusso più che essere di lusso. Danno lo spaccato di una vita alla quale una persona vorrebbe appartenere per sentirsi di lusso. Ti fanno sentire in un&#8217;atmosfera speciale, ma alla fine vendono il sogno più che il lusso vero. E per comprare il sogno sei disposto a pagare di più.</p>
<p><strong>Nel complicato scenario economico che stiamo vivendo, quali sono le sfide che i manager dei marchi di lusso devono affrontare?<br />
</strong>Dal punto di vista del lusso inaccessibile è necessario continuare a puntare sulla qualità, i manager non devono tagliare i costi della supply chain per alzare margini e profitti a breve. In questo ambito la qualità non deve conoscere deroghe.</p>
<p><strong>Il calo degli acquisti di beni di lusso è derivato solamente dalla crisi economica o si tratta anche, per molti marchi, di una crisi di prodotto e di brand?</strong><br />
Oggi il consumatore è molto cambiato e l&#8217;influenza della pubblicità si è molto ridotta. C&#8217;è molta più informazione e il cliente è sempre più consapevole. Vendere prodotti che non sono validi è sempre più difficile.</p>
<p><strong>Spesso si parla di difficoltà di quei marchi di nicchia del lusso inaccessibile e del Made in Italy a emergere dal punto di vista imprenditoriale sullo scenario internazionale: è una questione di dimensione delle aziende, di Sistema Paese o di organizzazione interna (mancanza management)?</strong><br />
In Italia quello che manca è l&#8217;organizzazione aziendale, che potrebbe valorizzare quelle grandi eccellenze imprenditoriali che ci sono. Il Made in Italy ha un alone di leggenda nel mondo, il problema è la proiezione internazionale e l&#8217;organizzazione. Di contro è anche vero che la presenza del &#8220;titolare&#8221; all&#8217;interno dell&#8217;azienda, le dimensioni ridotte e una vocazione alla nicchia, permettono di salvaguardare queste eccellenze dal punto di vista artigianale, cosa che, magari, in grandi gruppi finanziari e imprenditoriali, non sarebbe possibile. Deve essere fatta una scelta di gestione: nel momento in cui si sceglie di andare global, si prende una direzione chiara.</p>
<p><strong>Il lusso è ancora una scelta emozionale, oppure oggi è diventata anche una scelta razionale?<br />
</strong>Il lusso per definizione, quello inaccessibile, è ancora una scelta emozionale. Se si sceglie un oggetto in maniera totalmente razionale, per il reale bisogno o per la qualità, si sta parlando spesso di un lusso accessibile o intermedio.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Mai come oggi i brand di lusso hanno posto al centro dei loro valori la sostenibilità, l&#8217;eticità e la beneficenza. Questo serve in qualche modo a &#8220;giustificare&#8221; un acquisto di un bene di lusso nei confronti del consumatore, soprattutto nel difficile periodo economico che stiamo vivendo?</strong><br />
L&#8217;Europa è un mercato maturo dal punto di vista del consumo di lusso, dove la fase solo edonistica sta terminando, per questo i brand hanno cercato altri valori. Diverso invece è il mercato asiatico, dove la scalata sociale sta cominciando. In ogni caso chi compra lusso lo fa sempre e comunque anche per un appagamento personale, che fa parte della natura umana.</p>
<p><strong>Paesi emergenti come Cina, India e Brasile, sono mercati per il lusso inaccessibile o per quei brand che comunicano di lusso?</strong><br />
Sicuramente per i marchi che comunicano il lusso, anche se ci sono delle nicchie interessanti. Ad esempio in Cina, quella fascia di veri ricchi e acculturati, abituati al lusso, quasi con una mentalità cosmopolita ed europea, è comunque numerosa per i nostri standard, anche se di nicchia si parla.</p>
<p><strong>Scegliere un oggetto di lusso è ancora un gesto di cultura?<br />
</strong>Spero di sì, spero che lo sia sempre perché il lusso dovrebbe essere legato in maniera inscindibile alla cultura. Non lo è necessariamente, soprattutto per la parte del lusso massificato, che non promuove l&#8217;aspetto culturale e artigianale.</p>
<p><strong>A chi è rivolto il tuo libro?</strong><br />
Il mio libro è rivolto a chi gestisce il lusso e, in particolar modo, a chi si occupa di lusso inaccessibile. E&#8217; uno spaccato su quelli che sono stati gli strumenti di marketing applicati al lusso, però il focus finale è sul lusso inaccessibile. Come continuare a farlo &#8220;sopravvivere&#8221; rispetto alla massificazione del mercato.<strong><em>(Jarvis Macchi)</em></strong></p>
<p><strong><em>Approfondimenti:<br />
</em></strong>Editrice Le Fonti<br />
<a href="http://www.editricelefonti.it" target="_blank">editricelefonti.it</a></p>


<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-micol-sabbadini-%c2%abil-lusso-e-fare-il-lavoro-che-ami%c2%bb-40876.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;intervista, Micol Sabbadini: «Il lusso è fare il lavoro che ami»'>L&#8217;intervista, Micol Sabbadini: «Il lusso è fare il lavoro che ami»</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/orologi/il-lusso-del-tempo-intervista-a-filippo-girardiello-45472.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il lusso del tempo: intervista a Filippo Giardiello'>Il lusso del tempo: intervista a Filippo Giardiello</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-elisabetta-tangorra-mccann-erickson-42066.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;intervista: Elisabetta Tangorra, McCann Erickson'>L&#8217;intervista: Elisabetta Tangorra, McCann Erickson</a></li><ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lusso-inaccessibile-intervista-a-claudia-chiari-42749.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Made in Italy &amp; Luxury Goods, i professionisti del lusso</title>
		<link>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/made-in-italy-luxury-goods-i-professionisti-del-lusso-42732.html</link>
		<comments>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/made-in-italy-luxury-goods-i-professionisti-del-lusso-42732.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 13:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Lusso]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy & Luxury Goods]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luxrevolution.com/?p=42732</guid>
		<description><![CDATA[Anche l&#8217;Italia ha la sua <a href="http://www.luxrevolution.com/people/interviste/luxury-society-la-community-dei-professionisti-del-lusso-42691.html" target="_blank">&#8220;Luxury Society&#8221;</a>, una community virtuale dove si inc0ntrano, parlano e discutono (e fanno business) i manager che lavorano nell&#8217;industria del lusso e del Made in Italy. Nata come gruppo su LinkedIn e poi sviluppatasi autonomamente su Ning, piattaforma gratuita per la creazione e la gestione&#8230;

<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/luxury-society-la-community-dei-professionisti-del-lusso-42691.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Luxury Society, la community dei professionisti del lusso'>Luxury Society, la community dei professionisti del lusso</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/milano-levento-di-networking-per-i-professionisti-del-lusso-42635.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Milano, l&#8217;evento di networking per i professionisti del lusso'>Milano, l&#8217;evento di networking per i professionisti del lusso</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/luxury-white-il-lusso-di-superstudio-piu-38969.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Luxury White, il lusso di Superstudio Più'>Luxury White, il lusso di Superstudio Più</a></li><ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche l&#8217;Italia ha la sua <a href="http://www.luxrevolution.com/people/interviste/luxury-society-la-community-dei-professionisti-del-lusso-42691.html" target="_blank"><strong>&#8220;Luxury Society&#8221;</strong></a>, una community virtuale dove si inc0ntrano, parlano e discutono (e fanno business) i manager che lavorano nell&#8217;industria del lusso e del Made in Italy. Nata come gruppo su LinkedIn e poi sviluppatasi autonomamente su Ning, piattaforma gratuita per la creazione e la gestione delle community online, a idearla è stato <strong>Fabio Orlando Bernardini</strong>, ex It director e logistic planner director di Bulgari e oggi managing partner di <strong>eXperience</strong>, società specializzata nell&#8217;aiutare i marchi del lusso italiani ad utilizzare gli strumenti del web 2.0.</p>
<p><strong>Due anni e mezzo fa hai lanciato Made in Italy &amp; Luxury Goods. Qual è il bilancio di questa avventura, la prima community di professionisti del lusso in Italia?</strong>Esaltante, non solo per la risposta dei manager, per numero e per qualità, ma soprattutto per la possibilità di condividere esperienze e avere un osservatorio in presa diretta su temi e trend del mercato.</p>
<p><strong>Quanti membri ha oggi Made in Italy &amp; Luxury Goods?</strong><br />
Circa 3500 con profilli che coprono tutte le posizioni aziendali; in realtà le richieste d&#8217;adesione sono molte di più, essendo la community su invito non tutte le richieste d&#8217;ammissione sono accettate.</p>
<p><strong>Qual è la ragione per cui i membri chiedono di aderire: informazioni sul settore? Opportunità di lavoro? Partnership con altri membri?</strong><br />
Una combinazione di tutte le ragioni che citi a cui aggiungo la possibilità di aumentare la visibilità del proprio profilo e delle attività lavorative. Inutile dire che in questo momento di crisi l&#8217;enfasi è nella ricerca di opportunità di lavoro e di partnership spesso per rientrare nel mondo del lavoro da cui anche i manager di alto livello vengono a volte esclusi.</p>
<p><strong>Pensi che l&#8217;industria del lusso abbia capito la vera importanza dei social media e della rete o, almeno in Italia, la percezione non è ancora così profonda?</strong><br />
Purtroppo assolutamente no, nelle aziende italiane l&#8217;importanza di queste possibilità non è ancora realmente compresa, non c&#8217;è una percezione dell&#8217;innovazione tecnologica come strumento di aumento della produttività interna e di differenziazione rispetto ai concorrenti.<br />
Nella mia esperienza la strategia adottata è quella del<em> me too</em>, senza la valenza innovativa che si riscontra nei marchi del lusso francesi (e di quelli italiani ma di proprietà straniera), o in quelli americani. In sostanza chi passa ai social media realizza spesso un semplice <em>cut &amp; paste </em>dei comunicati stampa che già produce, piuttosto che aprire e gestire un canale di ascolto attivo con i clienti (reali o potenziali).</p>
<p><strong>Qual è la categoria di professionisti più rappresentata all&#8217;interno di Made in Italy &amp; Luxury Goods: moda, nautical, hotellerie?</strong><br />
La moda senz&#8217;altro la fa da padrone anche se nella definizione del Made in Italy che utilizziamo all&#8217;interno della Community c&#8217;è un&#8217;ottima rappresentanza dell&#8217;industria dell&#8217;arredamento e del design. Mi piacerebbe che aumentasse quella dell&#8217;ospitalità, del cibo e del vino, tutte cose non delocalizzabili nella global economy e sto lavorando per quest&#8217;obiettivo.</p>
<p><strong>C&#8217;è qualche nuova sezione della community che svilupperai a breve?</strong><br />
Per fine anno realizzeremo una &#8220;scrematura&#8221; degli iscritti cercando di recuperare quelli presenti ma solo come osservatori, e tagliando gli iscritti inattivi da parecchio tempo, puntando sulla qualità e non sulla quantità. Una volta terminata questa fase punteremo sulle sezioni più interattive della community per stimolare e facilitare la condivisione di temi e problematiche e la definizione di possibili soluzioni. Nessuna novità tecnologica di rilievo, piuttosto sarà l&#8217;anno delle attività offline sia riservate agli iscritti sia aperte al pubblico</p>
<p><strong>Quando ti sei accorto che Made in Italy &amp; Luxury Goods aveva raggiunto il successo?</strong><br />
Gestendo una community non raggiungi mai il successo nel senso che ogni giorno è necessario domandarsi come aumentare il valore per gli iscritti, sia con attività dirette sia stimolandone l&#8217;interazione, altrimenti si collassa in pochi mesi. Dal punto di vista della massa critica che una community deve raggiungere prima di autoalimentarsi, credo che questo valore sia stato raggiunto nel momento in cui sono passato dal cercare nuovi iscritti tramite i miei contatti e di quelli dei primi pionieri, a gestire richieste d&#8217;ammissione generate dal passaparola, direi circa un anno e mezzo fa. Oggi ogni settimana circa 20 manager chiedono di entrare nella community, circa il 75% delle richieste è accettata.<strong><em>(Jarvis Macchi)</em></strong></p>
<p><strong>Approfondimenti:<br />
</strong>Made in Italy &amp; Luxury Goods<strong><br />
</strong><a href="http://www.miiandlg.ning.com" target="_blank">miiandlg.ning.com</a></p>


<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/luxury-society-la-community-dei-professionisti-del-lusso-42691.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Luxury Society, la community dei professionisti del lusso'>Luxury Society, la community dei professionisti del lusso</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/milano-levento-di-networking-per-i-professionisti-del-lusso-42635.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Milano, l&#8217;evento di networking per i professionisti del lusso'>Milano, l&#8217;evento di networking per i professionisti del lusso</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/luxury-white-il-lusso-di-superstudio-piu-38969.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Luxury White, il lusso di Superstudio Più'>Luxury White, il lusso di Superstudio Più</a></li><ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/made-in-italy-luxury-goods-i-professionisti-del-lusso-42732.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fashion Camp, intervista ad Arianna Chieli</title>
		<link>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/fashion-camp-intervista-ad-arianna-chieli-42714.html</link>
		<comments>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/fashion-camp-intervista-ad-arianna-chieli-42714.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 08:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fashion Camp]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Arianna Chieli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luxrevolution.com/?p=42714</guid>
		<description><![CDATA[Arianna Chieli è molte donne insieme. Nella vita professionale è giornalista , si occupa di moda, di trend sociali, e racconta quello che vede, come cambia il mondo intorno a noi nella commistione tra reale e virtuale. Nella vita privata è moglie e madre di due bambini. Nella vita artistica&#8230;

<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/fashion-camp-presenta-streetstyle-contest-43486.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Fashion Camp presenta StreetStyle Contest'>Fashion Camp presenta StreetStyle Contest</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/fashion-camp-due-giorni-di-moda-condivisa-e-democratica-44082.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Fashion Camp: due giorni di moda condivisa e democratica'>Fashion Camp: due giorni di moda condivisa e democratica</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/fashion-camp-due-giorni-dedicati-alla-moda-42766.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Fashion Camp, due giorni dedicati alla moda'>Fashion Camp, due giorni dedicati alla moda</a></li><ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arianna Chieli</strong> è molte donne insieme. Nella vita professionale è giornalista , si occupa di moda, di trend sociali, e racconta quello che vede, come cambia il mondo intorno a noi nella commistione tra reale e virtuale. Nella vita privata è moglie e madre di due bambini. Nella vita artistica è autrice di un prezioso manuale dal titolo Eleganza (Astrea, 2010). E nel tempo che le rimane, si prepara a vivere ancora moltissime vite, nuove e stimolanti.<br />
<strong><br />
Sembra che una vita sola non ti basti…</strong><br />
In effetti, essere dinamica è sempre stato un grandissimo pregio ma anche, in qualche modo, un po&#8217; una condanna. A volte mi sembra di aver già vissuto moltissime vite. Molto più spesso, mi pare che ci siano ancora così tante esperienze da fare e nuove realtà da conoscere che… non so se una vita mi basta!</p>
<p><strong>Arianna Chieli è la direttrice creativa e, in qualche modo, la promotrice del primo Fashion Camp italiano. Ci spieghi in poche parole che cos&#8217;è?</strong><br />
Un fashion camp è, tecnicamente, un bar camp dedicato a tutto quello che è moda. E il bar camp, a sua volta, è il modo in cui si incontrano nella vita reale le community che<br />
ruotano intorno ai blog, ai forum, ai social network e che vogliono attivamente condividere le proprie conoscenze su un argomento che li appassiona e li accomuna. In un bar camp, i componenti di una community virtuale stabiliscono un luogo e lì si incontrano, intavolando dibattiti, accendendo confronti, proponendo workshop e laboratori che chiunque ha la possibilità di condurre. Il bar camp è la manifestazione della creatività orizzontale, che nasce dal basso. Ed è anche il luogo dove i migliori emergono solo grazie all&#8217;apprezzamento dell&#8217;intera community. Questa meritocrazia che si conquista sul campo con un confronto continuo e il contributo di tutti, nel linguaggio virtuale si chiama reputation.</p>
<p><strong>Dunque, al Fashion Camp si incontrerà una community di appassionati della moda.</strong><br />
Non solo. La moda concentra in sé molti modelli sociali, è responsabile delladivulgazione di canoni di bellezza, contribuisce all&#8217;integrazione culturale e può intervenire in maniera positiva sul futuro dell&#8217;economia e dell&#8217;ecologia. Scegliere o non scegliere un certo tipo di moda, può influire su molti aspetti della nostra vita sociale e ha un impatto ambientale. La moda, in un mondo globalizzato, coinvolge miliardi di persone. Chi viene al Fashion Camp è ben consapevole che la moda è molto più che bei vestiti e scarpe favolose: rappresenta il tipo di società che desideriamo diventare.</p>
<p><strong>In qualche modo, quindi, la community del Fashion Camp crede che un&#8217;altra moda sia possibile.</strong><br />
Il paradosso a cui assistiamo è quello di un mondo dinamico, pieno di creatività, di giovani talenti, di idee, di proposte, di tentativi di armonizzazione e integrazione fra stili<br />
diversi, fra natura e produzione, fra tradizione e futuro, fra design e valorizzazione del corpo. E la moda, che dovrebbe essere lo specchio di tutto questo, si ritrova invece<br />
intrappolata in una sorta di fashion system lontano dalla società, schiavo del profitto, a corto di idee nuove e con un disperato bisogno di rinnovarsi. Occorre rimettere in<br />
discussione moltissimi valori, dai canoni di bellezza imposti dai guru del fashion ai metodi di produzione. E per farlo occorre far entrare attivamente e da subito giovani con voglia di fare, con idee valide e con energia.</p>
<p><strong>Possiamo definire quella del Fashion Camp una sorta di rivoluzione?</strong><br />
Non nel senso politico del termine. Ma se parliamo di un movimento dalla base che rivendica nuovi modi di fare moda… allora sì! Basti pensare che, di fronte al disastro di<br />
una crisi finanziaria globale, sono emersi a gran voce trend molto diversi tra loro ma tutti riconducibili a quello che globalmente rientra sotto la definizione di moda etica. Non solo: il web dei social network (veicolo, osservatorio e test real-time per tendenze, proposte, progetti) e dei circuiti di e-commerce ha profondamente modificato il modo di percepire e di usare la moda. È in atto un processo di metamorfosi critica. La crisi economica ha messo tutto il fashion system di fronte alla necessità di rivalutare se stesso. E anche l&#8217;opinione pubblica chiede un rinnovamento. Non è più tempo per il culto dei brand: il mondo ha smesso di credere che ci siano degli dei nell&#8217;olimpo del fashion system.</p>
<p><strong>Come hai pensato di dar vita a un Fashion Camp?</strong><br />
Per la verità, chi mi conosce sa quanto io abbia sempre cercato dal sito di Corriere.it di dare voce, oltre all&#8217;innegabile talento dei grandi coutouriers, ai piccoli marchi, agli<br />
indipendenti, ai più giovani, a quelli che si sono inventati degli approcci creativi al mondo della moda. E quando a giugno sono andata a fare un servizio sul MomCamp di Milano (=un bar camp dedicato alla maternità) organizzato da Hagakure, ho pensato che quello poteva essere il modo giusto. Una piattaforma di confronto in cui nessuno sale in cattedra, ma tutti sono disposti a condividere per crescere. In molti hanno iniziato subito a sostenerci e seguirci in questa avventura, non solo a parole, ma con veri e propri contributi attivi. Questo è un buon posto e un buon momento per esprimere la propria creatività a mille! Ovviamente non sono sola: un&#8217;equipe di professionisti ha lavorato con me per rendere reale e concreto il progetto!</p>
<p><strong>Come si svolge il Fashion Camp?</strong><br />
Il programma è già ricchissimo di appuntamenti, ma siamo certi che entro la data di inizio ci saranno nuove proposte irrinunciabili a cui troveremo il modo di dar voce. Si può seguire l&#8217;aggiornamento dell&#8217;agenda in real time sul nostro sito <a href="http://www.fashioncamp.it" target="_blank">ashioncamp.it</a>. La partecipazione è gratuita, ma è meglio iscriversi sul sito per dar modo a noi organizzatori di gestire adeguatamente l&#8217;afflusso dei partecipanti. In calendario ci sono 7 workshop gestiti da grandi artigiani, circa 80 interventi (unconferences) da seguire, uno Swap Party, una grande sfilata finale aperta al pubblico e organizzata con Progetto Backstage al Lotus domenica alle 19, e un contest dedicato al feticcio femminile per eccellenza: lo stiletto. Oltre a questo abbiamo tre mostre di giovani creativi &#8230;ma non voglio svelare tutto!</p>
<p><strong>A questo punto, non resta che dare appuntamento a tutti sabato 12 e domenica 13 giugno presso il The Hub di Milano. Ma prima, una curiosità: come ha preso il mondo della moda questa iniziativa?</strong><br />
Non ti nascondo che organizzare il Fashion Camp non è stato facile : inizialmente una parte del mondo della moda ci ha liquidato come dei dilettanti- quelli di internèt-. E<br />
invece siamo arrivati in fondo raccogliendo consensi e partecipazione, abbiamo ottenuto il patrocinio del Comune di Milano, abbiamo numeri di visite al nostro sito più alte di alcune emittenti private&#8230; Il web è stato un canale fondamentale che ci ha messo in contatto perché siamo in molti, moltissimi a chiedere di cambiare le cose. Giusto ieri ho ricevuto la telefonata di una prestigiosa e blasonata giornalista, scettica e critica, che proprio non riusciva a capire cosa fosse questo &#8220;campo fashion&#8221;. Il mondo è cambiato. L&#8217;economia è cambiata. Donne e uomini sono cambiati. La moda deve cambiare. E insieme alla moda, deve cambiare anche chi la racconta! Il Fashion Camp è nato dal basso ed è diventato una realtà che, per molti, è anche una grande opportunità. Ci auguriamo che anche i grandi sappiano coglierla e abbracciarla senza sentirsi minacciati.</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
Fashion Camp<br />
<a href="http://www.fashioncamp.it" target="_blank">fashioncamp.it</a></p>


<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/fashion-camp-presenta-streetstyle-contest-43486.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Fashion Camp presenta StreetStyle Contest'>Fashion Camp presenta StreetStyle Contest</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/fashion-camp-due-giorni-di-moda-condivisa-e-democratica-44082.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Fashion Camp: due giorni di moda condivisa e democratica'>Fashion Camp: due giorni di moda condivisa e democratica</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/fashion-camp-due-giorni-dedicati-alla-moda-42766.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Fashion Camp, due giorni dedicati alla moda'>Fashion Camp, due giorni dedicati alla moda</a></li><ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/fashion-camp-intervista-ad-arianna-chieli-42714.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intervista: Baldo Baldi, l&#8217;artista della pipa</title>
		<link>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-baldo-baldi-lartista-della-pipa-42700.html</link>
		<comments>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-baldo-baldi-lartista-della-pipa-42700.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 May 2010 11:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Baldo Baldi]]></category>
		<category><![CDATA[pipa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luxrevolution.com/?p=42700</guid>
		<description><![CDATA[Cura maniacale dei dettagli e volumi asimmetrici che si ispirano al Cubismo e al Futurismo sono i segni distintivi delle pipe di Baldo Baldi, uno dei più famosi e stimati pipemaker al mondo. Da più di quaranta anni l’artigiano genovese trascorre l’intera giornata nel suo laboratorio a scolpire opere d’arte&#8230;

<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/living/arte/speciale-natale-un-regalo-dartista-37977.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Speciale Natale, un regalo d&#8217;artista'>Speciale Natale, un regalo d&#8217;artista</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-amedeo-clavarino-lusso-ecocompatibile-in-engadina-41084.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;intervista: Amedeo Clavarino, lusso ecocompatibile in Engadina'>L&#8217;intervista: Amedeo Clavarino, lusso ecocompatibile in Engadina</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/vacheron-constantin-intervista-a-juan-carlos-torres-41555.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Vacheron Constantin, intervista a Juan-Carlos Torres'>Vacheron Constantin, intervista a Juan-Carlos Torres</a></li><ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cura maniacale dei dettagli e volumi asimmetrici che si ispirano al Cubismo e al Futurismo sono i segni distintivi delle pipe di <strong>Baldo Baldi</strong>, uno dei più famosi e stimati pipemaker al mondo. Da più di quaranta anni l’artigiano genovese trascorre l’intera giornata nel suo laboratorio a scolpire opere d’arte apprezzate da collezionisti di tutto il mondo, opere che vengono persino esposte in prestigiosi musei come, ad esempio, il Moma di New York.<br />
Le placche in radica da cui ricava i suoi piccoli capolavori sono accuratamente selezionate tra quintali di ciocchi liguri o provenzali e provengono da 20/30 anni di stagionatura naturale. Nei pezzi più preziosi il comune metacrilato del bocchino viene sostituito dall’ambra.</p>
<p><strong>Lei è architetto e ha cominciato a lavorare come interior designer. Come è nata la sua passione per le pipe?</strong><br />
Sono architetto per formazione e nella vita avrei voluto fare lo scultore. Ho cominciato a fumare la pipa a sedici, diciassette anni e siccome non potevo permettermi di comprare delle buone pipe ho cominciato a farmele da solo, come hobby. Poi un giorno sono andato dal mio dentista e non avevo soldi: come pagamento mi ha chiesto la pipa che stavo fumando. Da lì ho cominciato a lavorare più seriamente e ora sono 43 anni che mi dedico esclusivamente alle mie pipe.<br />
<strong><br />
Alcune delle sue opere sono vere e proprie sculture. Da cosa trae ispirazione?</strong><br />
Più che un artigiano mi definisco un artista. Per me la pipa è un pretesto: la mia è una ricerca sulle linee, sulle forme, sui volumi. Quaranta anni fa ho rotto i canoni classici di questa professione cercando di andare oltre la funzione dell’oggetto: costruisco infatti pipe che sono delle vere sculture, spesso ispirate al Cubismo o ad artisti come Picasso, Salvador Dalì e Giacomo Balla.  Tutti gli anni alcuni dei miei pezzi &#8211; una quarantina circa &#8211; sono in mostra al Chicago Pipe Show, la più grande esposizione del settore. Inoltre una delle mie pipe è esposta al Moma di New York come opera d’arte e per il prossimo anno ho in programma una mostra con alcuni pezzi “da galleria” che vorrei esporre a Parigi, New York e Shangai.</p>
<p><strong>Quante pipe produce in un anno e quali sono le loro caratteristiche?</strong><br />
Costruisco circa 120 pipe in un anno e le vendo principalmente in Italia, ma sono molto conosciuto anche negli Stati Uniti, dove ci sono persone disposte a spendere anche 10 mila euro per una delle mie creazioni. Ho clienti anche in Cina e a Mosca.  Le mie pipe costano molto perché sono tutte fatte a mano, con molta cura per ogni dettaglio: per un singolo pezzo sono necessari due giorni, spesso di 14 o 15 ore ciascuno, di duro lavoro.</p>
<p><strong>Come nasce una delle sue pipe?</strong><br />
La mia è una tipica bottega del Quattrocento: nel mio laboratorio non ho macchinari, neanche un tornio, salvo un vecchio trapano che uso per i fori del cannello e del fornello e una mola a spazzole per la lucidatura. Faccio tutto a mano, con lima, sgorbia e carte vetrate e lavoro ancora come quando ho cominciato, più di quaranta anni fa. Prima disegno la forma della pipa direttamente sulla radica, lasciandomi ispirare dalla grana e dalle particolarità di ogni pezzo, poi comincio a scolpire.  Lavoro da solo perché mi piace seguire personalmente ogni minima fase della lavorazione; in fondo per me il mio lavoro è come la vita: sono i dettagli che la rendono bella.<em><strong>(Francesca Scarabelli)</strong></em></p>
<p><strong> </strong></p>


<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/living/arte/speciale-natale-un-regalo-dartista-37977.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Speciale Natale, un regalo d&#8217;artista'>Speciale Natale, un regalo d&#8217;artista</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-amedeo-clavarino-lusso-ecocompatibile-in-engadina-41084.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;intervista: Amedeo Clavarino, lusso ecocompatibile in Engadina'>L&#8217;intervista: Amedeo Clavarino, lusso ecocompatibile in Engadina</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/vacheron-constantin-intervista-a-juan-carlos-torres-41555.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Vacheron Constantin, intervista a Juan-Carlos Torres'>Vacheron Constantin, intervista a Juan-Carlos Torres</a></li><ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/lintervista-baldo-baldi-lartista-della-pipa-42700.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Luxury Society, la community dei professionisti del lusso</title>
		<link>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/luxury-society-la-community-dei-professionisti-del-lusso-42691.html</link>
		<comments>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/luxury-society-la-community-dei-professionisti-del-lusso-42691.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 10:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Imran Amed]]></category>
		<category><![CDATA[Luxury Society]]></category>
		<category><![CDATA[The Business of Fashion]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luxrevolution.com/?p=42691</guid>
		<description><![CDATA[Diecimila membri in cento paesi. Sono questi i numeri di Luxury Society, il primo (e più importante) social network per gli operatori professionali del lusso fondato da Imran Amed, autore di The Business of Fashion, uno dei più influenti blog professionali per gli operatori della moda e del lusso. Che&#8230;

<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/made-in-italy-luxury-goods-i-professionisti-del-lusso-42732.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Made in Italy &#038; Luxury Goods, i professionisti del lusso'>Made in Italy &#038; Luxury Goods, i professionisti del lusso</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/milton-pedraza-luxury-institute-il-futuro-dello-shopping-di-lusso-online-42377.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Milton Pedraza (Luxury Institute): il futuro dello shopping di lusso (online)'>Milton Pedraza (Luxury Institute): il futuro dello shopping di lusso (online)</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/milano-levento-di-networking-per-i-professionisti-del-lusso-42635.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Milano, l&#8217;evento di networking per i professionisti del lusso'>Milano, l&#8217;evento di networking per i professionisti del lusso</a></li><ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diecimila membri in cento paesi. Sono questi i numeri di<strong> Luxury Society</strong>, il primo (e più importante) social network per gli operatori professionali del lusso fondato da <strong>Imran Amed</strong>, autore di <strong>The Business of Fashion</strong>, uno dei più influenti blog professionali per gli operatori della moda e del lusso. Che in questo colloquio esclusivo con <em>Luxrevolution.com</em> fa il punto della situazione sulla crescita di una community che è diventata un punto di riferimento per gli operatori del lusso. E che mantiene la sua esclusività con la formula del<em> member get member </em>e con il solo accesso riservato ai possessori di un&#8217;email con un dominio professionale.</p>
<p><strong>Imran, hai lanciato Luxury Society nel marzo 2009. Dopo un anno qual è il primo bilancio che si può tracciare di questa avventura?</strong><br />
E&#8217; stata sicuramente un&#8217;avventura incredibile: trasformare qualcosa che è un concept, un&#8217;idea, in realtà è sempre una sensazione soddisfacente, anche quando le cose non vanno come le avevi programmate. Abbiamo lanciato Luxury Society nel mezzo della più grossa crisi finanziaria di questa generazione, ma è passata. E questo significa che molte persone stanno cercando sempre più una community come la nostra, dove scovano altri professionisti con i quali connettersi, creare opportunità di business, e discutere dei fondamentali cambiamenti in corso nell&#8217;industria del lusso.</p>
<p><strong>Quanti sono oggi i membri di Luxury Society e da quanti paesi provengono?</strong><br />
Oggi abbiamo 10.000 membri da oltre 100 paesi nel mondo. Ma non è questione di numeri. E&#8217; l&#8217;eterogeneità della community ad essere incredibile: dai capitani d&#8217;industria ai giovani imprenditori in erba, ai direttori generali che stanno in prima linea. Luxury Society unisce tutte queste persone in un unico posto.</p>
<p><strong>Qual è la ragione principale per cui i professionisti del lusso aderiscono a Luxury Society? Notizie? Networking? Opportunità di lavoro?</strong><br />
La ragione varia da persona a persona anche se moltissimi membri mi dicono che aderiscono perchè possono trovare molti contenuti focalizzati sul lusso in un unico posto. Il nostro servizio Newswire, che raccoglie le ultime news dedicate all&#8217;industria del lusso da tutto il mondo, è uno dei preferiti. Abbiamo anche il nostro servizio di notizie e interviste con il Luxury Society Blog e le analisi di LS Reports, i nostri report che approfondiscono quei temi e quegli argomenti &#8220;caldi&#8221; che stanno contribuendo a rimodellare il settore per come lo conosciamo.</p>
<p><strong>Ovviamente i membri che arrivano dagli Stati Uniti o dall&#8217;Inghilterra hanno molta più confidenza con i social media e con il networking online. A che punto è invece l&#8217;Italia? E i mercati emergenti del lusso come Cina, India e Brasile.</strong><br />
Anche se l&#8217;utilizzo di social media non è così avanzato in Italia o invece in quelli che sono i paesi emergenti, questi mercati si stanno muovendo molto in fretta. L&#8217;utilizzo dei social media non deve però essere pensato in termini geografici, è un fenomeno che trascende dai confini e mette insieme le persone in ogni parte del mondo, sia per lavoro che per piacere.</p>
<p><strong>Cosa pensi della crescente passione dell&#8217;industria del lusso per internet e i social media? E&#8217; «vero amore» o solo una «cotta passeggera» che fa parte di un trend? I marchi del lusso hanno veramente compreso il potenziale di internet e dei social media?</strong><br />
Penso che l&#8217;industria del lusso abbia finalmente capito che c&#8217;è una grande opportunità da cogliere, anche se molti professionisti stanno ancora cercato di capire come sfruttare i social media e la rete per il loro business. Come per tutto, non c&#8217;è una soluzione o una strategia che vada bene per tutti. Ogni compagnia deve trovare la formula giusta per il suo business e i suoi bisogni.</p>
<p><strong>Pensi che il futuro dei social media (e in particolare di quelli pensati per i professionisti come Luxury Society) sia nel mobile?</strong><br />
Certo e per questo lanceremo una versione mobile di Luxury Society a settembre 2010.</p>
<p><strong>Qual è la categoria dell&#8217;industria del lusso più rappresentata tra i membri di LS?</strong><br />
Sicuramente la moda, seguita dal settore dei media.</p>
<p><strong>Qual è la prossima sezione di LS che svilupperete?</strong><br />
Stiamo per lanciare un marketplace globale per facilitare lo scambio di beni e servizi tra i nostri membri.<em><strong>(Jarvis Macchi)</strong></em></p>
<p><strong>Approfondimenti:<br />
</strong>Luxury Society<br />
<a href="http://www.luxurysociety.com" target="_blank">luxurysociety.com</a><br />
The Business of Fashion<br />
<a href="http://www.businessoffashion.com/2010/01/fashion-2-0-suzy-menkes-on-the-growing-influence-of-fashion-blogs.html" target="_blank">businessoffashion.com</a></p>


<ul><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/made-in-italy-luxury-goods-i-professionisti-del-lusso-42732.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Made in Italy &#038; Luxury Goods, i professionisti del lusso'>Made in Italy &#038; Luxury Goods, i professionisti del lusso</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/people/interviste/milton-pedraza-luxury-institute-il-futuro-dello-shopping-di-lusso-online-42377.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Milton Pedraza (Luxury Institute): il futuro dello shopping di lusso (online)'>Milton Pedraza (Luxury Institute): il futuro dello shopping di lusso (online)</a></li><li><a href='http://www.luxrevolution.com/style/moda-style/milano-levento-di-networking-per-i-professionisti-del-lusso-42635.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Milano, l&#8217;evento di networking per i professionisti del lusso'>Milano, l&#8217;evento di networking per i professionisti del lusso</a></li><ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.luxrevolution.com/people/interviste/luxury-society-la-community-dei-professionisti-del-lusso-42691.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

