Luxury Market
Techno Luxury 2009, a Berlino il summit sul lusso dell’International Herald Tribune
(Berlino) - Rivoluzione digitale e artigianalità, tradizione e nuove tecnologie. Dove arrivano le nuove opportunità nel mondo del lusso? Quali sono i mercati sui quali puntare e come riposizionarsi dopo la crisi? Comincia al Ritz Carlton di Berlino Techno Luxury 2009, due giorni di dibattiti e incontri organizzati dall’International Herald Tribune per fare il punto della situazione su un mercato, quello dei beni di lusso, che è stato profondamente scosso dalla crisi economica che ha cambiato modi e stili di consumo. Due giorni in cui si alterneranno molti speaker importanti come Frida Giannini, direttore creativo di Gucci; Tomas Maier, direttore creativo di Bottega Veneta, Alain Dominique Perrin della Compagnie Financière Richemont e presidente della Fondazione Cartier; Matteo Cordero di Montezemolo, ceo di Charme Investments e vicepresidente di Poltrona Frau Group; Perry Oosting, presidente di Vertu; Kim Jones, direttore creativo di Dunhill; Maximilian Busser, fondatore di MB&F; Remo Ruffini, ceo di Moncler; Federico Marchetti, ceo di Yoox.
Molti i temi di discussione come spiega la chairman dell’evento, la giornalista di moda più famosa (e influente) del mondo, la fashion editor dell’International Herald Tribune Suzy Menkes, che in esclusiva a LuxRevolution spiega: «Molte cose stanno cambiando l’attitudine al lusso. E la stessa definizione di lusso è diventata molto complessa ora che molti brand spesso offrono prodotti che coprono una vasta area di prezzo. Non penso che però alla fine di questi cambiamenti il vero consumatore di beni di lusso cambierà la sua attitudine di acquisto. Quello che è certo è che l’era in cui la gente spendeva migliaia di dollari per un trench di coccodrillo è definitivamente finita». Terminata l’era dello show off «la cosa più importante per un brand di lusso», spiega Suzy Menkes, «è essere molto chiari sul perché e dove si sta offrendo un reale valore. E questo vale sia per una borsa molto costosa che per un rossetto». E’ finita dunque l’era del lusso accessibile? «La cosiddetta democratizzazione del lusso ha avuto molto successo nel creare prodotti che piacessero alle nuove generazioni. E’ una buona cosa che oggi il lusso non sia automaticamente connesso con qualcosa di snob o elitario. Ma ci deve essere un’alta qualità di prodotto perché si parli di lusso autentico. E sarà il vero valore che vincerà contro invece lo “pseudo-lusso”», conclude Suzy Menkes.(Jarvis Macchi)
Tags: Bottega Veneta, Frida Giannini, Gucci, Tomas Maier











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Ma un ottima ceramica fatta con tutti i crismi completamente a mano come vuole la nostra antica tradizione, che se non ci diamo una mossa scomparirà per sempre, non può essere un soggetto di lusso?
Con quello che costa farla e con la difficoltà nel trovare artisti capaci (non a nero) io dico che dovrebbe andare a ruba se chi può ci riflettesse un po’. Forse sono gli ultimi periodi che si potrà fare
ottime scelte di una categoria in estinzione e che un domani varrà oro.