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«Il futuro della nautica è verde»
Salone Nautico, 1970. Norberto Ferretti arriva a Genova con “Kamshin”, un motopeschereccio che ha costruito personalmente. La nuova barca riscuote successo e arrivano i primi ordini. Già due anni prima l’azienda di famiglia, la concessionaria Lancia, Autobianchi, Maserati e Lamborghini, aveva varato nuova divisione, Ferretti Nautica, diventando dealer del marchio americano Chris Craft. Con il Kamshin si entra nella produzione in proprio. E’ la svolta. Norberto si occupa della progettazione e della costruzione delle imbarcazioni, il fratello Alessandro della parte commerciale.
Salone Nautico, 2008. Norberto Ferretti ritorna a Genova 40 anni dopo, alla guida del primo gruppo nautico italiano, con nove marchi, 3.000 dipendenti (escluso l’indotto) e venticinque unità produttive nel mondo.
Presidente Ferretti, non rimpiange i tempi di quella prima avventura, dove la produzione era quasi artigianale e ci voleva tanto coraggio e tanta immaginazione?
Ricordo con grande emozione quel periodo, quando ancora non avevamo ben in mente come e se quest’avventura sarebbe andata avanti, ma l’entusiasmo e la voglia nel raccogliere una sfida così accattivante ci spinsero da subito ad intraprendere quella che 40 anni dopo sarebbe diventata, da piccola realtà artigianale, un grande gruppo internazionale.
Com’è cambiato il mercato della nautica negli ultimi anni e che tipo di imbarcazioni richiedono gli armatori di oggi?
In questi 40 anni è molto cambiato il modo di andar per mare: la tecnologia oggi ti consente di navigare in modo più semplice rispetto ad un tempo. Questo è positivo da un punto di vista funzionale, ma credo si sia andata così a perdere quella tensione emotiva, quella sensazione di indipendenza ed avventura che solo lo stretto rapporto con il mare ti poteva dare quando non esistevano piloti automatici o dispositivi di sicurezza vari.
Come saranno invece gli yacht del futuro?
Gli yacht del futuro saranno tecnologicamente sempre più innovativi, sicuri, attenti all’ambiente e di grandi dimensioni. Ad esempio CRN si sta lavorando ad una imbarcazione di 72 metri, tra le più grandi mai costruite in Italia. Il suo varo è previsto nel 2009. Per quanto riguarda l’attenzione all’ambiente, abbiamo appena lanciato il Mochi Craft LR 23, un vero e proprio concentrato di innovazione e tecnologia: la caratteristica principale di quest’imbarcazione è il rivoluzionario sistema di propulsione ibrido, capace di far navigare per la prima volta un’imbarcazione sopra i 20 metri in modalità emissioni zero, abbinato all’innovativa Carena Fer.Wey a elevato risparmio energetico. L’obiettivo è quello di promuovere una ‘nuova etica dell’andar per mare’, che dia più importanza all’armonia tra uomo e natura, preservando ed esplorando così a zero emissioni meravigliosi contesti marini.
Quali sono i paesi esteri emergenti dal punto di vista degli acquisti per il gruppo Ferretti e quali sono le tipologie di imbarcazioni più richieste?
Ferretti oggi può contare sicuramente sul mercato europeo e su quello statunitense. Altri mercati come quello del Sud America, nello specifico, Brasile e Venezuela, quello dell’Europa dell’Est, come Bulgaria e Romania, e quello orientale, come India e Cina, sono per noi molto interessanti e strategici. Anche il mercato nautico dell’area del Golfo sta dinamicamente emergendo, anche nel numero di marine che in questi anni stanno sorgendo proprio nella zona di Dubai. In quest’area le tipologie di imbarcazioni più richieste sono sicuramente gli open ed i fly per i quali, rispetto al trend europeo vi è una maggior domanda di accessori potenziati come Gen Set, avanzati dispositivi hi-fi, tv display molto grandi, frigoriferi altamente tecnologici e impianti d’ aria condizionata “super tropicale”.
Turismo e nautica: come l’Italia potrebbe sfruttare meglio i porti turistici per attirare le barche straniere e quindi turismo d’élite?
In Italia credo che il problema non sia tanto nel numero dei posti barca, quanto nel fatto che tutti gli armatori si concentrano nelle località più esclusive, come ad esempio Porto Cervo. Se si potenziassero e promovessero le altre marine dislocate in tutto il Paese, sicuramente si avrebbe una distribuzione più omogenea e quindi funzionale di tutte le imbarcazioni.
Una delle sue passioni sono le auto d’epoca: qual è quella a cui è più legato?
L’automobile alla quale sono più legato fra tutte quelle della mia collezione è la Ferrari Gtb 2. Era appartenuta a mio fratello. Vi è anche legato un aneddoto della nostra giovinezza, me l’aveva infatti prestata per uscire con la mia ragazza il giorno del mio diciannovesimo compleanno. Era stata venduta parecchi anni addietro e ne sono tornato in possesso quasi per caso anni fa. Sì, è sicuramente l’automobile che amo di più.
Come dev’essere la “barca perfetta”, quella che sogna di costruire e tenere però per sé?
La barca dei sogni è sempre…la prossima barca! In ogni modello, in ogni nuova imbarcazione ci sono innovazioni e soluzioni di progettazione sempre più all’avanguardia per il comfort e la sicurezza a bordo. Ogni imbarcazione che progettiamo corrisponde al sogno di un armatore. E’ per questo che ognuna rappresenta per me e per i nostri cantieri la realizzazione di un sogno. L’importante per me è che la mia sia una barca dislocante: io amo vivere la mia imbarcazione e quindi mangiare, dormire, guardare un tramonto così come farei da casa mia. La velocità oggi non mi interessa. Dal momento che trascorro in mare il maggior tempo possibile, preferisco il comfort.
Quanto tempo passa in mare ogni anno?
In mare passo quanto più tempo possibile. E questo mi è consentito grazie ad un prezioso ed efficiente team di collaboratori ed a tecnologie altamente innovative a bordo che mi permettono di lavorare comodamente navigando tra le acque di qualche litorale inesplorato.
Qual è il luogo che più l’ha colpita durante i suoi viaggi e per cui vale davvero la pena comprare una barca anche per visitarlo una volta sola?
Ho viaggiato molto nella mia vita quindi ho avuto la fortuna di vedere acque incontaminate e litorali da sogno. Credo però che, senza dover andar troppo lontano, il Mediterraneo possa offrire uno spettacolo incantevole a chiunque sappia navigarlo e ne apprezzi le varie sfaccettature del litorale, dai colori cangianti e dai profumi inebrianti.
Cos’è per lei il lusso?
Il lusso per me è continuare a poter avere il tempo e la salute per andar per mare e per realizzare in modo sempre più innovativo i miei sogni e le mie idee.(Jarvis Macchi)
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