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Horacio Pagani, un sogno ad alta velocità

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E’ un sogno quello che ha portato Horacio Pagani ad attraversare l’oceano e venire in Italia. Il sogno di unire arte e scienza, un’idea visionaria al savoir-faire manuale con un unico collante: il cuore. Un’idea rinascimentale che il creatore della Zonda ha assorbito da Leonardo da Vinci. «E’ grazie a Leonardo e al Rinascimento che è nata in me questa fortissima passione del l’Italia», spiega Pagani che ThinkLUX ha incontrato al Deluxe Costa Smeralda.
Una passione, quella per il Rinascimento, che ha portao il creatore della Zondaa San Cesario Sul Panaro, provincia di Modena, distretto irrinunciabile per chi ama le auto veloci (qui sono nate Ferrari, Lamborghini e Maserati).
Sempre con la stessa filosofia: «E’ il cuore il centro di quell’intellettualità manuale simbolo del Rinascimento. Se analizziamo anche a livello anatomico questo percorso tra la mente che crea e le mani che si esprimono c’è il passaggio per il cuore, che è il vero valore aggiunto», spiega Pagani.
Cuore sì ma anche eccellenza tecnologica, caratteristica di tutte le auto che escono dalla mano di Horacio Pagani, come l’ultima nata, la Zonda Cinque. Un gioiello di ingegneria capace di capace di superare i 350 kmora con monoscocca in carbo-titanio e un peso a secco di soli 1210 kg. Una vettura veramente Made in Italy nella produzione e anche nei dettagli: la Zonda Cinque monta infatti freni Brembo in carbo-ceramica, sedili Toora e pneumatici Pirelli PZero, altre storie di eccellenza e di passione tutte italiane. Tedesco e preciso è invece il motore della Zonda, un Mercedes Benz AMG da 678 cv. Un «mostro» capace di accelerare da 0-100km in 3.4 secondi.
Ma chi sono i clienti di Horacio Pagani? «La maggior parte dei miei clienti compra questa macchina perché è il suo sogno. Sono persone che anno lavorato molto, che hanno avuto successo e che si regalano il vestito su misura».
Una macchina da sogno che Pagani ha in testa da sempre. Quella che a 12 anni intagliava con pezzetti di legno o modellando la creta.
Inseguendo quel sogno Pagani arriva in Italia, a Modena, alla corte di Lamborghini. Qui lavora come operaio al reparto di carrozzeria ma in breve diventa responsabile del nascente reparto compositi. Nel 1988 crea la sua azienda, la Pagani Composite Research che segue vari progetti tra cui il restyling della Countach Anniversary, di cui fornisce anche i particolari finali in compositi. «Abbiamo sviluppato una competenza specifica sui materiali compositi, in particolare sulla fibra di carbonio. Questo ci ha permesso di finanziare il progetto della Zonda. E da allora l’azienda si è sempre autofinanziata. Come nel Rinascimento gli Sforza finanziavano Leonardo così i miei clienti finanziano i miei. Sono loro i miei mecenati». La prima supercar debutta nel 1999 al Salone di Ginevra. Si chiama Zonda, come il vento che soffia sulle Ande. Il sogno che si realizza. «La vita ogni giorno, ogni minuto ti regala qualcosa di magico. Bisogna prendere questa magia e trasformarla in carburante per i propri sogni. Io sono arrivato in Italia 26 anni fa con solo una bicicletta e oggi ho un marchio che da solo vale 100 milioni di euro», spiega Pagani, che vuole mantenere intatto una parte di quell’approccio fanciullesco alle cose che genera idee ed emozioni speciali. «Sono una persona curiosa che è sempre attenta ad osservare quello che succede, una persona che vuole vivere in un mondo libero: non guardo la televisione e non leggo i giornali perché voglio continuare a vivere in un mondo anche un po’ infantile se vogliamo. Perché i bambini sono le persone più straordinarie di questo mondo». Oggi Pagani guida un’azienda di cinquanta persone, che fattura 17-18 milioni di euro l’anno, praticamente lo stesso numero delle auto che realizza.
Cos’è per Horacio Pagani il lusso? «E’ quella cosa che ti regali dopo che l’hai desiderata a lungo. E’ anche un giro in bicicletta se non hai il tempo per farlo. Il lusso è una parola relativa, non assoluta. E’ cercare e inseguire i propri sogni»(Jarvis Macchi)
paganiautomobili.it

Tags: Auto di lusso

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