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Baracchi, il falconiere del vino di qualità
Riccardo Baracchi è un uomo fortunato. Vive nei pressi di Cortona, splendido borgo medievale arroccato su una collina che domina una piana immensa; con sua moglie Silvia, chef stellata, gestisce uno dei più premiati Relais&Chateaux del mondo, il Falconiere, e con suo figlio Benedetto produce vino.
E’ fortunato perché può dedicarsi alla sua passione, il vino, sperimentando con risultati sorprendenti e innovando in una realtà, quella toscana, dove per molto tempo ha prevalso la tradizione e non sono in molti a fare le cose che fa Riccardo.
La cantina Baracchi, avviata dal padre qualche decennio fa, nelle mani dell’attuale proprietario è diventata un punto di riferimento per coloro che amano le novità: è suo il primo spumante metodo classico prodotto con il sangiovese, acquistabile con i lieviti ancora nella bottiglia per poter effettuare il dégorgement in casa propria.
I lieviti presenti nella bottiglia consentono di proseguire fino al momento del consumo l’affinamento del vino; per degustarlo al meglio Riccardo consiglia di mettere in frigorifero la bottiglia capovolta, almeno 24 ore prima. Il sedimento si depositerà nel tappo e il vino apparirà limpido. Senza scuotere o capovolgere la bottiglia aprire la capsula e togliere la gabbietta, afferrare saldamente la bottiglia per la base e con una sciabola o coltello dare un colpo deciso al collo della bottiglia nel punto da cui parte la corona che accoglie il tappo. Capovolgere immediatamente la bottiglia e versare.
Sempre Riccardo è stato il primo a piantare il syrah per usarlo in blend con il cabernet nel vino chiamato Ardito. Infine, è sua l’iniziativa di produrre il primo spumante metodo classico da uve trebbiano, che non ha ancora visto la luce e sarà presentato a breve. Notevole anche l’Astore, un trebbiano fermo vinificato in rosso, cioè con macerazione sulle bucce, che mostra una personalità notevole, oltre a una longevità inattesa per un vitigno considerato da molti inadatto a dare un vino importante.
Con tutta questa inventiva, ci si aspetterebbe di trovare una cantina piena di diavolerie tecnologiche e chissà quali segreti nascosti e invece…tra una vasca di acciaio e l’altra può capitare di vedere Riccardo fare a mano il rimontaggio delle bucce nelle barriques che usa come contenitori per la fermentazione del suo vino di punta, l’Ardito, oppure inciampare nelle decine e decine di bottiglie accatastate nella cantina destinata all’affinamento sui lieviti degli spumanti, nella evidente mancanza di spazio tipica di una realtà cresciuta in fretta. Il remuage, ça va sans dire, è condotto esclusivamente a mano per tutte le bottiglie (circa 3.500).
Come spesso succede, la magia del posto può condizionare la valutazione del vino tanto da sopravvalutarne la reale qualità. Nel caso di Riccardo Baracchi si può dire che il relais è più che altro una meravigliosa cornice nella quale assaporare un vino che oltre a essere buono si fa notare per essere innovativo, il che certamente non guasta.
Che dire del Relais&Chateaux il Falconiere? E’ la quintessenza del vero lusso: semplicità e raffinatezza, bellezza del paesaggio ed eleganza di una villa di campagna perfettamente attrezzata, grazie anche alla Thesan Etruscan Spa recentemente inaugurata. L’atmosfera è rilassata e amichevole, con tutte le comodità e la piacevolezza di un’ospitalità autentica, basata anche sulla buona cucina. Il falco Lilla, addestrato da Silvia e simbolo dell’immagine del relais, oltre che presente sulle etichette dei vini Baracchi, è ulteriore motivo di curiosità e interesse per gli ospiti.(Michela Cimatoribus)







