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L’arte del riciclo: il design diventa verde
Stiamo vivendo nell’ “era della sostenibilità”: ogni industria, dall’elettronica all’automobile fino a quella edile, sembra voler dimostrare la propria attenzione verso l’ambiente. Riduzione degli sprechi, certificazioni e riciclo sono le strade percorse dalla maggior parte delle realtà imprenditoriali per sostenere il proprio “pensiero verde”. Ed è lo stesso “pensiero verde” che spinge i designer e l’intero comparto dell’arredamento a trasformare materiali di scarto, alla parvenza inutili, in eleganti suppellettili.
Il primo tra i materiali riciclati, o meglio trasformati, è sicuramente la plastica. Plasmata e rilavorata trova nuova vita più e più volte: da bottiglia a imbottitura per i capi da abbigliamento, da sacchetto per la spesa a comoda sedia. Designer affermati e alcune importanti realtà dell’industria dell’arredamento sono però andati oltre: sulla strada che stanno percorrendo si trovano, infatti, diversi materiali anche quelli più inaspettati. Pensando in modo sostenibile, creano proposte di arredamento e piccoli oggetti per la casa, tutti eco-compatibili. La cucina Invitrum di Valcucine, disegnata da Gabriele Centazzo, ad esempio, si caratterizza per la forte presenza di vetro 100% riciclabile, impiegato ampiamente, anche come base dei cassetti. Veneta Cucine, invece, traduce il proprio “pensiero verde” in una cucina fatta interamente in bambù che unisce in un unico ambiente biocompatibile la funzionalità occidentale e l’estetica orientale. IKEA, la cui politica di “sostenibilità” è consolidata da anni, si sbizzarrisce invece proponendo diversi oggetti tra cui il tavolino Lack alleggerito con carta riciclata a nido d’ape.
A volte però le idee più innovative vengono dalle “giovani leve”. Le designer di riCrea 13 eco-Design trasformano il lattice di scarto della produzione delle suolette delle scarpe in comode sedute, sfruttano i pneumatici come base per fantasiosi pouf floreali e adoperano il PVC riciclato per dare forma a un’intera linea di oggetti eco-chic, vasi, sedute e poltrone adatti ad arricchire ambienti chiusi, ma anche a resistere alle bizzarrie climatiche. Il talentuoso designer Benjamin Hubert, invece, punta sulla naturalità con la lampada a sospensione Float creata in sughero 100% riciclato. Infine, c’è chi come Evostone ha fatto del riciclo una vera e propria missione volta a realizzare pezzi unici che si inseriscono in un’inconsueta dimensione del lusso, quello della sostenibilità.
Sono solo alcuni degli esempi che dimostrano come il “design del riciclo” non sia solo una tendenza momentanea. Sostenibilità ambientale, funzionalità e design convergono in un nuovo stile che si potrebbe definire Desycling, appropriandoci del nome di un evento nato ad Amsterdam nel 2008, con lo scopo di invogliare i cittadini a riscoprirsi inventori e designer capaci di dare una differente forma e trovare inconsuete modalità di impiego agli oggetti della loro quotidianità. (Caterina Piras e Morgana Sphinx)
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