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Cecilie Manz, intervista alla “mamma” di Beolit 12

Cecilie Manz
Cecilie Manz

Cecilie Manz ha progettato Beolit 12, un impianto musicale portatile dove lo stile raffinato e discreto della giovane creativa danese si incontra con la tecnologia all’avanguardia di Bang & Olufsen, fornitore mondiale di soluzioni e servizi audio-video integrati di lusso. La designer ci racconta questa partnership di lusso tra tecnologia e design in occasione del Salone del Mobile milanese.

Dove trovi l’ispirazione? Da cosa è nato il progetto BeoLit 12?

Nel caso di BeoLit12 è stato lo stesso brief del progetto a darmi l’ispirazione e a portare al risultato: mi era stato chiesto di creare ‘il suono portatile’.
Quindi ho pensato come rendere la portabilità facendomi delle domande che mi aiutassero a capire come rendere un suono portatile: quale forma potrebbe essere quella più adatta? Quale potrebbe essere il volume più adatto a rendere la migliore qualità sonora nel minore spazio possibile? Deve essere un oggetto dalle forme morbide per non graffiarsi le gambe durante il trasporto. Ho raccolto tutte le idee come si fa con le tessere di un puzzle.
Spesso è così che funziona: lavorare sul problema per risolverlo aggiungendo i propri input.

Quanto le tue origini danesi influenzano lo stile del tuo design?

Credo abbastanza, come d’altra parte molti altri fattori: il modo in cui sei stato cresciuto, le tradizioni, l’educazione, l’ambiente in cui vivi e come tu stesso affronti e giudichi la vita.

In che misura è il design a lasciare spazio alla tecnologia e viceversa? È possibile creare qualcosa che racchiuda in sé design innovativo e tecnologia all’avanguardia in eguale misura, oppure è sempre uno dei due elementi a prevalere sull’altro?

Se ho interpretato bene la domanda, direi che entrambi i fattori fanno parte dello stesso elemento: è il design a dare forma alla funzionalità, ma la tecnologia ne è lo strumento.

Restando nel connubio design e tecnologia, c’è ancora qualcosa da inventare dopo Steve Jobs in termini sia di design che di tecnologia?

Steve Jobs ha segnato e continua a segnare un’era: la tecnologia e gli uomini evolvono in maniera continua, spesso il genio di uomini come Jobs aiuta a scandire le tappe di questa evoluzione e dei passaggi da un’era all’altra, ma ci vuole del tempo.

Quali sono le caratteristiche di un buon oggetto di design? Può bastare la bellezza esteriore?

L’efficienza e la funzionalità sono prioritarie ma il mix non funziona se non si considerano gli aspetti estetici.

Il Salone e il Fuorisalone sono buone vetrine per lanciare le novità del settore, oppure sono solo il pretesto per organizzare degli eventi che poco o nulla hanno a che fare con il mondo del design?

Credo che siano buone occasioni per presentare delle novità, ma hanno poco a che fare con la vita vera.

Cosa ne pensi del design italiano?

L’Italia è la patria di grandi architetti: Gio Ponti, Achille Castiglioni… Quest’anno al Salone ho scoperto un graphic designer a dir poco superbo, A.G. Fronzoni, un vero tesoro nascosto per me!(Francesca SCARABELLI)

Tags: Design, fuori salone, Milano, Salone del Mobile

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