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Speciale Natale, un regalo d’artista

HONG_KONG_12x_glenda
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Regalare un’opera d’arte: perché. – Un oggetto d’arte è il simbolo di distinzione per eccellenza, massima espressione del lusso: è un regalo costoso e perfettamente in-utile, il cui solo scopo è comunicare lo status e il gusto di chi lo dona e chi lo riceve.
Cosa si intende per distinzione ai tempi di oggi? Più che espressione di nobiltà culturale, l’opera d’arte deve essere considerata come il frutto della creatività (dell’artista); chi la possiede si appropria di quella creatività e la rende sua. Quindi, un’opera d’arte è il segno dell’originalità di chi la acquista, in primis, e di chi la riceve poi.
Chi sceglie, in particolare, l’arte contemporanea, comunica la sua capacità di interpretare il presente: volendo citare a piene mani dai manifesti dei Futuristi degli anni Venti, rivela di essere all’avanguardia. Di queste caratteristiche proprie dell’arte contemporanea si sono fregiate illustri generazioni di collezionisti: un esempio valido su tutti, Charles Saatchi, il re inglese della pubblicità. L’opera è sempre un oggetto che si colloca al di sopra delle mode: l’arte è, come direbbero gli antichi, un monumentum aerius perenni, che trova la sua giustificazione in un tempo lungo, ossia sino a quando i significati che avevano motivato l’opera sono vivi. Chi compra arte guarda avanti, alle future generazioni. Si tratta di una durata ben maggiore non solo dell’ultimo modello di telefonino, ma anche dell’evergreen costituito dal diamante-per-sempre.

L’unicità – Nessun’altra persona, anche se scegliesse un’opera dello stesso autore, potrebbe mai possedere lo stesso oggetto. L’unicità dell’opera prescinde dal fatto che essa sia un pezzo unico oppure, come si dice in termini tecnici, sia un‘edizione: è indipendente dalle caratteristiche del supporto.
Unica è l’esperienza di comunicazione che essa genera, il cui messaggio parte da chi l’ha prodotta arriva, in modi sempre diversi, a chi la guarda.
Un’opera d’arte, sia esso un quadro, un video, una performance, implica il coinvolgimento in un atto di comunicazione, che è l’esperienza di fruizione stessa. Per citare un esempio fortemente esplicativo: i collezionisti delle opere dell’artista anglo-tedesco Tino Sehgal, sono costretti a recitare l’opera, ogni volta che qualcuno voglia vederla, davanti ai loro ospiti. Riuscite ad immaginare esperienza più esclusiva ed unica di questa?

Per non sbagliare – Non smetteremo di raccomandare ai lettori che buona norma per acquistare è affidarsi ad operatori del settore che godano di un alto grado affidabilità. Consigliamo a tutti di comprare guidati da un atteggiamento collezionistico consapevole, perché questo approccio non solo mette in salvo dagli eventuali errori, ma permette di sviluppare nel tempo il fiuto per i buoni affari. 
C’è un altro luogo comune da sfatare: la conoscenza artistica è sempre una condizione necessaria all’acquisto di un pezzo d’arte. Al contrario, l’opera costituisce un regalo efficace qualora sia concepita come contenuto ad elevato livello di personalizzazione, dove con questo termine intendiamo la corrispondenza alla personalità, all’esperienza, alla visione sulla vita e sull’arte di chi la riceve. Dunque, per essere chiari, il regalo più riuscito, potrebbe essere, banalmente, una mappa di Alighero Boetti per qualcuno che abbia a lungo viaggiato, un dècollage di Rotella per un appassionato di cinema. Le declinazioni possibili possono essere innumerevoli e ben più sofisticate, a seconda della fantasia e della cultura di chi fa il regalo.

I prezzi - Per quanto riguarda il tema dei prezzi vorremmo rassicuravi: se l’opera che avete scelto è un oggetto dotato di un elevato contenuto simbolico, il suo apprezzamento da parte del destinatario risulterà indipendente dal prezzo. L’elenco di artisti che segue rispecchia questa filosofia: opere di qualità, a prezzo contenuto:

•    dai 250 ai 500 euro: un disegno di un giovane artista Michael Rotondi, da poco entrato nel dizionario della giovane arte italiana di Flash Art (250 Euro per un formato 21×29); un polaroid della serie Polaeros di Araki (500 Euro).

•    dai 1.500 – 2.000 euro: il Cadeau di Man Ray, ossia il ferro da stiro irto di chiodi, (in edizioni da 5.000 esemplari, 1.500 Euro), una serigrafia di Rotella dedicata al mito cinematografico di  Marylin  Monroe (in 125 esemplari, 1.500 Euro).

•    dai 3.000 ai 8.000 euro: un veduta di Hong Kong di Andrea Garuti (in edizione da 3 esemplari, in un formato 100×120, 4.000 Euro); una foto di Francesco Jodice, reduce da una personale alla GAM di Torino e una collettiva alla Tate Modern di Londra l’anno passato (in ed. 8+1, cm di 100 x 130, 7.500 Euro).

•    dai 10.000 ai 15.000: uno specchio di Michelangelo Pistoletto (serigrafia su acciaio lucidato a specchio in 99 esemplari a 10.000 Euro); un piccolo arazzo di Alighiero Boetti (dai 10-17.000 Euro, a seconda delle dimensioni e delle caratteristiche del testo). (Glenda Cinquegrana)
www.glendacinquegrana.com

Tags: Arte, Glenda Cinquegrana, Speciale Natale

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